LeBron, la tua scelta dovrebbe essere…

Se nel 2010 avevamo più o meno le idee chiare, in questa Free-Agency solo LeBron James sa cosa vuole fare, impazzano rumors ogni giorno con mete storiche e nuove tra le due conference, in questo post la redazione di NBA-Evolution con Adrien, Doc.Abbati, Simo ed F.M.B esprimerà quale sarebbe la scelta giusta per il nativo di Akron.

ADRIEN

Anche se gli indizi sembrano chiaramente puntare a Los Angeles, sponda Lakers, LeBron farebbe meglio a rimanere in quel di Cleveland. Innanzi tutto è una presa di responsabilità, il management ha fatto di tutto per accontentarlo, ha preso giocatori, ceduto giocatori, licenziato allenatori e alla fine gli ha direttamente dato le chiavi della baracca; andarsene via ora, con la squadra disastrata e un roster a tratti ridicolo sarebbe un atto quantomeno scortese.
La città poi lo adora, un po’ perché in quel di Cleveland non c’è molto altro di cui andar fieri, e un po’ perché la franchigia stessa non ha una storia particolarmente brillante al netto del 23 di Akron. Ai Cavs LeBron è Re e può continuare ad esercitare il suo potere indiscriminatamente, cosa impossibile in qualsiasi altra realtà. Potrebbe però essere anche un’occasione per maturare. Durante la cronaca di queste Finals ’18 ho brillantemente (sic) riassunto la storia di queste ultime 4 stagioni in una sola frase:

Se i Cavs sono arrivati in finale per quattro anni consecutivi è a causa di LeBron, se si sono sempre presentati giocando malissimo è a causa di LeBron

Quale occasione migliore per imboccare una nuova direzione, aiutare la società a ricostruire un sistema serio, a-là Spurs per intenderci, e traghettare i Cavaliers verso un futuro solido sul lungo termine, di cui lui potrebbe prendere le redini della gestione una volta ritirato dall’attività agonistica. Altrove LeBron potrebbe scontrarsi con realtà non inclini a soddisfare ogni sua richiesta, magari a dover trattare con un allenatore vero (abitudine persa negli ultimi 4 anni), e subire il peso di eredità altrui.
Ai Lakers, per esempio, sarebbe solo “una delle tante superstar” passate per i colori giallo-viola, certamente ricevuto con tutti gli onori del caso ma amato solo in caso di titolo. Si perché, ovunque si presenterà, LeBron dovrà soddisfare l’aspettativa di titolo immediato con il rischio, ad ovest, di imbattersi in Rockets, Warriors o Spurs molto prima delle finali di conference. Rimanendo ad est invece, cortesia di Orlando, Atlanta e Brooklyn, c’è la possibilità di ricostruire senza necessariamente raschiare il fondo della classifica.

DOC.ABBATI

Suggestiva ipotesi. Che però, almeno dai rumors che si rincorrono da qualche mese a questa parte, potrebbe anche trasformarsi in qualcosa di molto più concreto. Della possibilità dell’arrivo di LeBron James alla sponda giallo viola della città degli angeli, se ne è parlato e se ne sta parlando tantissimo. Persino noi abbiamo già dedicato un articolo a questo argomento. Che chiaramente, viste le entità coinvolte, è destinato ad alimentare parecchie discussioni, almeno fino a quando il Re non annuncerà la sua decisione. Perchè proprio i Los Angeles Lakers, verrebbe da chiedersi.
Anche perché il fatto che il duo Magic Johnson-Rob Pelinka sia interessato a James è un dato di fatto. Dicevamo perché proprio i Lakers, squadra con un progetto ancora embrionale, che non sembra poter diventare vincente in tempi brevi, cosa che, a detta di tutti, dovrebbe essere la caratteristica fondamentale per determinare l’approdo del ragazzo di Akron. E se invece….Si capisco che a molti di quelli che si definiscono Lebroniani, la mia idea sarebbe da condannare come se fosse un eresia, e se invece, dicevamo, il non dover essere per forza alla ricerca del vincere oggi/domani, fosse un upgrade da considerare per la prossima scelta di James? Calcoliamo che LeBron a dicembre compirà 34 anni, un età per molti cestisticamente avanzata. Io, però, terrei conto del fatto che la stagione 2017/18 è stata una delle migliori della sua lunga carriera, non solo statisticamente. Ha dimostrato parecchie cose, dando un nuovo senso alla parola veterano.

Poi sappiamo come le cose sono andate. Adesso credo che il Re abbia bisogno di nuovi stimoli, di giocare per qualcosa, per lui, di nuovo. Paradossalmente di inesplorato, per chi, da praticamente tutta la carriera professionistica, è quasi “costretto” a giocare per vincere. Il fisico è integro, sulla voglia credo che non ci siano dubbi, anzi, quindi credo che davanti a James ci sia ancora qualche anno di grande basket. Ed allora perché non metterlo, per una volta, al servizio di una causa giovane, che deve e vuole crescere per diventare/tornare vincente. In un luogo che ha l’abitudine a vincere, dove non è sopportabile un lungo periodo di stagioni sia perdenti che mediocri. E dove oltretutto il contorno, per lui e soprattutto la sua famiglia, che volenti o dolenti nella mentalità from USA conta e parecchio, offre molte possibilità. Inoltre, così facendo, smentirebbe anche quei critici che negli anni hanno accusato il Re di non essere quel giocatore che fa crescere gli altri, che non riesce ad essere un educatore cestistico, cosa che dovrebbe essere nelle sue corde.

I Lakers hanno da offrirgli soldi, tanti, possibilità di affiancargli qualche altro gran bel giocatore, non siamo qui per parlare dei rumors che si rincorrono sulla free agency giallo viola, e soprattutto un gruppo giovane che necessiterebbe di qualcuno che possa mostrargli la via. Se messi nelle giuste condizioni Lonzo Ball, Brandon Ingram, Kyle Kuzma, Josh Hart e magari anche Julius Randle, potrebbero diventare quel cast molto più che supporting. Senza contare l’allettante idea di andare a sfidare il drago, inteso come quelli della baia, a casa sua, e magari contribuendo a mettere in piedi qualcosa di molto similare. Secondo la mia opinione, leggermente di parte ma non stiamo a guardare il pelo nell’uovo, una scelta non convenzionale e tesa a gettarsi in una nuova avventura, sarebbe molto stimolante per rendere più interessante la terza vita cestistica di LeBron James.

SIMO

The King e The Prince nella stessa squadra? Possibile. Sì perché anche Phila è una pretendente alla corte del Re. Gruppo giovane, una novità rispetto allo zoccolo duro di veterani di cui si è sempre circondato nelle cavalcate ad Est, tanto talento e tantissima voglia di far bene.
Andiamo però per ordine e partiamo dal centro: ruolo coperto da Joel Embiid, lungo mobile, versatile, atletico ma anche tiratore sugli scarichi e con un valore aggiunto alla voce aiuti difensivi.
Come Quattro troviamo Saric, anch’egli mobile e sufficientemente tiratore, molto combattivo e utile in difesa. Spot di guardia da confermare con JJ e Belinelli che andrebbero a comporre la coppia di tiratori sugli scarichi di LeBron.
Ad orchestrare il tutto un vero Playmaker nel vero senso della parola come Ben Simmons. Tralasciando l’aspetto offensivo, dove tra talento e accorgimenti tattici siamo potenzialmente di fronte ad una squadra da almeno 60 vittorie, concentriamoci su quello difensivo: Embiid-Saric-James-Covington-Simmons, una quantità di chili e centimetri, abbinati alla mobilità di cui tutti i giocatori chiamati in causa sono dotati, probabilmente mai vista su un campo da basket, in grado di cambiare su tutti o quasi e di soffocare l’attacco avversario, qualunque esso sia.

Insomma, tra attacco, difesa e voglia di far bene i 76ers sembrano la destinazione perfetta per LeBron che può provare da subito a vincere. L’unico interrogativo è sulla convivenza con Ben Simmons, giocatore totalmente privo di tiro, ma sono sicuro che tra menti, cestisticamente parlando, sopra la media una soluzione per valorizzare al meglio questa convivenza la si trova.

F.M.B

Sarò molto pragmatico e schematico:
• Quale è la miglior SQUADRA dell’East?
– I Boston Celtics
• Chi ha il miglior allenatore della Lega?
– I Boston Celtics
• Chi ha la miglior difesa della Lega?
– I Boston Celtics
• Chi ha la miglior dirigenza della Lega?
– I Boston Celtics
• Chi ha una schiera di soldati pronti a dare tutto senza pretese personali?
– I Boston Celtics
• Chi ha la piazza più rovente della Lega che funge da 6° uomo in campo?
– I Boston Celtics
• Da chi hanno perso i Boston Celtics (senza le 2 stelle) a G7 delle finali Eastern Conference 2018?
– Da LeBron James

Solo io la vedo così semplice questa equazione?

I Boston Celtics hanno plasmato a 100% il sistema New England Patriots, comanda l’allenatore e tutti zitti agli ordini di quest’ultimo che, sia nel caso dei Celtics e dei Patriots, è il migliore in circolazione; a Boston c’è un ambiente serio, professionale, conta quello che c’è scritto sul fronte della maglia ma soprattutto conta solo una cosa, VINCERE, quell’ossessione che tormenta le notti di James specie da quando i Golden State Warriors sono timidamente entrati in scena.
James da solo ha vinto l’Eastern Conference quest’anno, immaginatevelo in un sistema perfetto dove NON è obbligato a farne 40 a marzo per battere i Nets il tutto nella solita Conference mediocre, James è reduce da una stagione SENZA riposo, 82 di Stagione regolare più 22 di Playoffs fanno 104 partite e almeno l’80% vinte da solo.

Stevens ha battuto il talento acerbo dei Bucks, ha silurato “The Process” in 5 gare dando una sonora lezione a Brett Brown, ha perso solo da James a G7 perché per quanto Brad e i suoi soldati siano straordinari quell’altro lo è stato di più, non c’è una franchigia ad East migliore dei Celtics sotto ogni aspetto e nella Lega sono secondi solo ai Warriors.
Boston ha le armi per giocarsela con Golden State, ha gli occhi giusti per giocarsela con i Warriors, manca solo una pedina.

Sento già i vostri dubbi e le vostre obiezioni tipo: se prendono James ammazzano la carriera di Jayson Tatum! Perché? Secondo voi Stevens non trova una soluzione per farli giocare insieme? Ricordatevi, comanda Stevens e se lui dice che Tatum fa il 6° uomo questo muto esce dalla panchina.

Altrimenti uno sempre gettonato: James in un sistema non può giocare! Come lo sappiamo se non lo abbiamo mai visto allenato da un vero allenatore?

Aaaah lo so lo so lo so, voi mi state aspettando al varco: se prendono James allora Kyrie Irving o si impicca o se ne va! È tutta una questione di attitudine, se giochi a Boston giochi per i Celtics e per vincere, non per misurartelo col resto della Lega alla Russell Westbrook, Irving se ne è andato da Cleveland per avere la SUA squadra cosa che poi non è stata perché i Celtics senza di lui hanno chiuso al 2° posto ad East e hanno portato i Cavs a G7 con Terry Rozier (il suo cambio) Go-To-Guy. Il miglior Kyrie Irving è stato quello alfiere di James, entrambi sanno come convivere e tirare fuori il meglio l’uno dall’altro. Inoltre Kyrie, ahimè, è injury prone quindi SE (e speriamo di no) si dovesse ri-verificare un KO per il resto della stagione stavolta Boston non ci perderebbe.

Ci sono due problemi: il primo lo vedete nella fotina a destra, a Boston la #6 (Bill Russell) e la #23 (Frank Ramsey) sono state ritirate, un dramma per il marketing di James e il secondo è proprio la città di Boston, anni luce più bella di Cleveland ma non una città che vive solo per i Celtics visto al “scomoda” convivenza con Red Sox e Patriots. A differenza di altre mete dove avrebbe i riflettori puntati addosso, dove sarebbe LA stella assoluta, a Boston dovrebbe accontentarsi della medaglia d’argento.

Ma adesso tocca a voi, diteci nei commenti la vostra previsione e votate nel sondaggio qui sotto

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B