Ginobili e quella (diabolica) serata al Pianella

Ieri sera alle 20 ora italiana Manu Ginobili a 41 anni via twitter comunicava dopo 13 stagioni NBA il ritiro, dopo l’addio di Parker durante la Free-Agency della vecchia guardia solo “El Diablo” era rimasto ma in questi giorni, dopo un colloquio con coach Gregg Popovich, ha deciso di appendere le scarpe al chiodo.

In queste ore i Social sono impazziti ricordando i grandi successi di Manu in NBA con gli Spurs (4 anelli) e con l’Argentina (oro Atene 2004), video delle sue magate tra schiacciate, layup impossibili, canestri decisivi, assist da coniglio dal cilindro o stoppate come quella leggendaria da dietro a James Harden, io invece voglio raccontarvi un altro Ginobili, quello che ebbi il privilegio di vedere nel periodo della sua esplosione quando nel nostro paese vestì le uniformi della Viola Reggio Calabria ma soprattutto Virtus Bologna.

In quegli anni odiare Ginobili e la Virtus era di rigore, troppo forti, troppo dominanti, una delle armate più forti mai viste in Europa.

Se aveste visto Ginobili ai tempi della Viola non gli avreste dato 1€, grande atletismo, giocatore mono-dimensionale, andava solo a sinistra, tiro pessimo, tatticamente anarchico…Ma Messina vide in lui qualcosa e Ginobili in Messiva trovò quel qualcosa.

Arrogante, sbrufffone, scaltro abbastanza da far abboccare i grigi, “comprava” falli peggio di un bambino al Toys Center con la carta di credito del padre, aveva trascinato la Virtus alla vittoria dell’Eurolega contro il TAU giocando una serie (ultimo anno della finale al meglio delle 5 gare, ndr) irreale mandando fuori di testa Flavio Tranquillo.

Ma veniamo al mio racconto.

Era la stagione 2001/02, la Virtus allora brandizzata Kinder di Ettore Messina aveva appena realizzato il Grande Slam (Scudetto, Coppa Italia, Eurolega), Ginobili aveva 24 anni ed era nel pieno dell’esplosione del suo potenziale, è il 13 gennaio 2002, prima giornata del girone di ritorno, la Virtus ospite di quella Oregon Scientific Cantù di Pino Sacripanti praticamente imbattibile nelle roventi mura del Pianella. Ed io, 13 enne, ero li.

Bologna arriva senza: Rashard Griffith, Antoine “Le Roi” Rigaudeau, Davide Bonora, Sani Becirovic e Picchio Abbio con Ginobili non al 100%, malgrado le pesanti assenze il match è tra i più attesi della giornata e le aspettative non deluderanno.
Messina decide di giocare 40 fottuti minuti di ZONA (1-3-1, 2-3, 3-2, Match-Up) ma soprattutto fa giocare 40 minuti a Marko Jaric, Matjaž Smodiš e appunto Ginobili.

Il match è bellissimo, quella Cantù di McCullough-Thornton-Hines-Stonerook era uno spettacolo e infatti sta in partita e prova la fuga ad inizio 3° quarto (+7), Pianella infuocato come al solito, Messina non fa una piega come se avesse già visto la partita e stesse aspettando che questa venisse da lui, la Kinder rimonta grazie alla difesa asfissiante e ad un certo punto l’attuale assistente di Popovich inverte Ginobili e Jaric, lo slavo (c’era ancora la Jugoslavia, ndr) guardia e l’argentino…Playmaker!

È la mossa della partita.

Nel 3° quarto è letteralmente Ginobili contro tutta Cantù…e se siete stati almeno una volta al Pianella sapete cosa vuol dire avere tutto il pubblico contro. Gliene fa di tutti i colori! Si compra falli ad ogni singolo possesso, avete in mente quando fate gli isterici sui falli a favore delle stelle NBA o quando simulano? Ginobili al povero Thornton fece le peggio cose, al minimo contatto partiva l’urlo con sguardo all’arbitro e protesta: fischio, 2 liberi.

Voi magari vi immaginate un giocatore con lo sguardo deciso, occhi della tigre…Ginobili  sorrideva con quel mix di strafottenza, malizia e scaltrezza che te lo rendevano se lo tifavi un Dio, se lo avevi contro volevi scendere in campo e riempirlo di sberle. Adesso non ricordo il momento ma tanto per cambiare fallo a suo favore su uno show difensivo di un lungo (Lindeman o Stonerook), fischio molto generoso, proteste, pubblico in delirio e Manu, per calmare gli animi, fa vistosamente di si con la testa con pacca sul sedere dell’arbitro…È guerra aperta! Tutti in piedi col palazzetto che tremava (non sto enfatizzando, le tribune del Pianella erano poco stabili)

La curva degli Eagles è fisicamente attaccata al campo e tifosi ad un certo punto sono praticamente in campo dopo l’ennesimo fischio a favore dell’Argentino che aggiunge il solito actor-studio, Cantù non riesce più a fare breccia nelle zone di Messina, Ryan Hoover l’allora cecchino di Sacripanti è fuori giri, Ginobili è il padrone della partita, gioca sempre in isolamento ed una tripla da fermo senza ritmo allo scadere dei 24″ in faccia a Sam Hines uccide il match dando il +12 ai bolognesi che poi non si gireranno più.

Ginobili chiuderà 27 punti, 11 falli subiti e 14/21 ai liberi oltre 6 recuperi, la Virtus vincerà 68-84. Uscendo dal Pianella non c’era uno spettatore che non pronunciasse la parola “Ginobili”, il più delle volte seguita da “Figlio di puttana” o “Bastardo”, una delle tifoserie/piazze più terribili dove giocare si stava rassegnano che stavolta oltre a Gianmarco Pozzecco doveva cedere d’innanzi ad un gran giocatore.

Ho visto e vissuto tante partite del nostro campionato, in alcune ci ho lasciato voce, in altre il cuore, in altre lacrime ma quella sera rimasi letteralmente senza parole nel vedere un 24 enne dettare legge in quelle condizioni, MENTAL TOUGHNESS pazzesca.

Rividi Ginobili ancora 2 volte prima che lui partisse per il Texas, a Varese e alle Final Eight di Coppa Italia in quel di Forlì quando la Virtus rimontò dal -20 battendo Siena all’Overtime in finale, in quella partita ero seduto dietro il canestro sotto la curva della Virtus e vidi quella che per me rimane la più pazzesca giocata di Manu: Fade-Away sbagliato dall’angolo di Rigodeau e…(vedi video sotto, prima schiacciata)

In NBA ha lasciato il segno e lo sapete meglio di me, se un giorno avrò l’opportunità di intervistarlo c’è una domanda che vorrei tanto fargli: Cosa aveva dentro quando quel 26 novembre 2014 realizzò 28 punti contro i Pacers nella vittoria degli Spurs con tanto di canestro decisivo alla Ginobili…Spurs che avevano per la prima volta in panchina Ettore Messina che con quella vittoria scrisse la storia della Lega come prima allenatore NON americano a vincere una partita.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B