Hard-Drive Team 2018/19: Sacramento Kings

Nella capitale della California le soddisfazioni cestistiche si sono smarrite in un passato che si allontana sempre di più. I Sacramento Kings vengono da dodici stagioni in cui i playoffs sono stati un miraggio irraggiungibile. E non è che negli anni, almeno sulla carta, i vari roster messi a disposizione dei vari coach non facessero balenare la possibilità di avere stagioni vincenti. Solo che tutto, per un motivo o per l’altro, per discutibili scelte tecniche, per aliene presenze a referto, ha sempre preso una strada negativa, ed in tempi veloci.

Sacramento Kings - Wordmark

De'Aaron Fox - sacramento Kings Vlade Divac, nel suo ruolo di gran capo delle operazioni cestistiche e G.M. dei Kings, negli ultimi anni ha deciso di cambiare strategia. Si mira ai giovani, che devono avere talento cestistico e, possibilmente, una mente facile da allenare. Gente che voglia stare in uno spogliatoio, che creda nel lavoro, da cui si possa ricominciare per poter tornare vincenti. Per cui basta talentuosi ma bizzosi pseudo star, via all’esperimento giovani, magari con qualche veterano che possa aiutare. Poi idee chiare innanzitutto a partire dall’head coach.

Così malgrado il 27-55 della scorsa stagione, che ha seguito il 32-50 di quella precedente, conferma totale per Dave Joerger. Il coach ex Grizzlies è quel tipo di allenatore che piace molto ai management NBA. Tanto sudore in palestra, disciplina difensiva, magari poche idee offensive, ma tutte molto chiare. E, soprattutto, non sopporta gli individualismi fini a se stessi. Dovrebbe essere l’uomo giusto nel posto giusto, specie adesso con il personale che si ritrova ad allenare, composto, come abbiamo scritto, di ragazzi talentuosi. A chi affidare il ruolo di leader in campo?

Escluso il veteranissimo Zach Randolph, alla sua diciottesima stagione NBA, che è per di più un pretoriano e grande estimatore di coach Joerger, l’unico che sembra avere le stimmate per guidare sul campo anche emotivamente la franchigia è sicuramente De’Aaron Fox. Che questo tipo di lavoro ha già dimostrato di saperlo/poterlo fare nella sua stagione, ottima, da rookie. Sta inoltre facendo vedere grande maturità e voglia di crescere, cercando di limare una delle poche note negative del suo gioco, il tiro perimetrale. Ma in campo un PG moderno, aggressivo, fisico e dinamico. Dal draft è arrivato un signor giocatore, con la scelta #2 Marvin Bagley III. PF che sembra già pronto per questo livello malgrado la giovane età, attaccante, gran rimbalzista bella mano anche da lontano e tanto fisico. E da Z-Bo potrà apprendere i segreti del mestiere. Altro ragazzo che troverà sicuro giovamento dall’essere allenato da coach Joerger, in un ambiente finalmente nuovo.

E quanto a dinamismo ed atletismo sotto i tabelloni che coppia potrebbe mettere su con Willie Cauley-Stein. Altro lungo moderno, per come corre il campo, per l’intimidazione e per come difende. Così come Skal Labissiere, caratteristiche simili, meno dotato offensivamente, ma in grado di difendere su qualunque ruolo, oltre ad avere un esplosività a rimbalzo notevole. Con dei lunghi così, e possiamo citare anche Kosta Koufos uno che il suo corpo in campo per fare una cosa utile lo mette sempre, non dovrebbe essere difficile mettere a disposizione della squadra palloni giocabili, vincendo le lotte a rimbalzo.

Così la batteria delle guardie/SF diventa importante. E qui, magari, le note iniziano ad essere dolenti. Non perché non ci siano giocatori che potrebbero essere utili, ma per il fatto che a molti di loro manca la continuità per giocare ad alto livello, cosa sempre difficile nella lunga regular season NBA. A cominciare dal duo Buddy Hield e Justin Jackson. Il prodotto di Oklahoma ha tutto per essere la SG tiratrice titolare di questo roster. Deve (ri)trovare quella convinzione che troppo spesso è venuta meno. L’ala prodotto di North Carolina ha avuto una stagione da rookie con pochi alti e troppi bassi. Ma da lui ci si aspetta qualcosa di più, a partire già da questa stagione. Yogi Ferrell e Frank Mason III si ritaglieranno il ruolo di vice Fox. Ferrell ha dimostrato di poter giocare minuti importanti da back up, e non solo, nella lega, Mason III dovrà guadagnarsi spazio, come ha fatto la stagione scorsa.

Dalla free agency è arrivato Nemanja Bjelica. Il ragazzo ha capacità cestistiche per poter giocare in questa lega, ai Kings potrebbe trovare il giusto contesto tecnico. Cavallo di ritorno è Ben McLemore, che però sembra aver già giocato le sue stagioni migliori nella lega. Così come Iman Shumpert, che non si capisce che tipo di impatto tecnico potrebbe avere in questa squadra. Due parole le spendiamo su Bogdan Bogdanovic. Nessun dubbio su cosa possa fare e dare anche da questa parte dell’oceano, ha la personalità giusta per diventare un altro leader di questa squadra, questa stagione sarà fondamentale, ma ho pochi dubbi sulla sua esplosione.

% Playoffs: 50%- Si lo so che in tanti strabuzzeranno gli occhi e mi infameranno. Però chi è chiamato a fare i pronostici, ed a Settembre, qualche rischio se lo deve prendere. Il mio si chiama Kings, perché mi danno l’idea di poter essere nella stagione giusta per invertire la tendenza.

Arrivederci a domani con i Brooklyn Nets

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati