Hard-Drive Team 2018/19: Charlotte Hornets

Nel North Carolina il basket è una sorta di religione, e sono anche stati abituati abbastanza, almeno a livello di college. Ben diverso è il rapporto con il mondo della NBA. Gli Charlotte Hornets hanno vissuto pochi momenti davvero positivi nella loro storia, e quasi mai con una continuità di risultati. Anche il quinquennio dell’era Steve Clifford era parso iniziare sotto buoni auspici, poi, come sempre, le delusioni hanno preso il sopravvento sulle soddisfazioni, e dopo l’ultima stagione terminata 36-46 si è decisi a dare un taglio netto al recente passato.

Kemba Walker - Charlotte HornetsRagion per cui la proprietà, nella figura di Michael Jeffrey Jordan, ha deciso di licenziare general manager e coach, e di tentare, per l’ennesima volta, un’opera di ricostruzione. E’ arrivato un nuovo G.M. nella figura di Mitch Kupchack, uomo che conosce bene il mondo NBA, che ha ottenuto comunque buoni risultati ai Lakers, a parte i suoi ultimi due/tre anni, e che ha esperienza nel settore.

Lui ha fortemente voluto nel ruolo di head coach James Borrego, giovane si, ma grande conoscitore di pallacanestro e uno degli assistant coach preferiti di Greg Popovich. Borrego è il più classico dei ragazzi cresciuti a pane e basket, si troverà in una realtà ben diversa da quella degli Spurs, soprattutto dovrà riuscire a dare un’ identità a questo roster. Da qualche parte questi Hornets devono finire, per poter almeno tentare di ripartire.

E da chi ripartire se non da Kemba Walker.

Entrato nella lega con forti squilli di tromba, dopo un inizio promettente sembra essersi fatto trascinare nell’abulia tipica di questa franchigia. Giocatore che sa unire doti le di realizzatore a quelle di passatore, che sa gestire da leader le situazioni difficili. Ha perso concretezza e continuità. Deve ritrovarsi, riuscendo a giocare il suo basket. In tanti a Charlotte sperano in una crescita veloce da parte di Malik Monk, che dopo essere partito abbastanza bene nella sua stagione da rookie, si è perso tra infortuni e discontinuità tecnica. Siccome talento per questo giochino ne abbiamo, il ragazzo dovrebbe ritrovare voglia soprattutto. Anche da Frank Kaminsky ci si aspetta un salto di qualità che pare nell’aria ma non accade. Le sue qualità sono abbastanza visibili, anche lui sembra essere una vittima dell’apatia degli Hornets. Eppure potrebbe essere anche un leader nello spogliatoio. Nicolas Batum e Marvin Williams sono due giocatori molto simili per caratteristiche. Ormai veterani, sanno come si sta dentro una franchigia Nba, in una regular season così lunga dovrebbero essere dei trascinatori, dei motivatori per tutti. Anche perché entrambi, il francese un pochino di più, sono giocatori di tecnica. Devono dare di più però.

Anche da Michael Kidd-Gilchrist ci si aspetta che possa tornare a giocare come prima dell’infortunio. Ormai pienamente recuperato, ha bisogno di ricredere nei suoi mezzi. Da Jeremy Lamb si sa cosa aspettarsi, ormai. Produzione offensiva, tiro da fuori, arriva dalla sua miglior stagione nella lega e si spera possa mantenere quel livello. Dal draft con la scelta #12 è arrivato Miles Bridges. Giovane ala che sa giocare sia vicino a canestro che sul perimetro, potrebbe diventare una preziosa pedina da sfruttare in tempi brevi nello scacchiere Hornets. Così come sarà interessante vedere se e quanto spazio troverà il talentuoso PG di Kansas, Devontè Graham.

Sotto canestro sono curioso di vedere che tipo di impatto potrà avere Willy Hernangomez. Giocatore di talento, mani notevoli per un lungo, bel passatore e capace di andare a rimbalzo. Dopo un ottimo anno da rookie ai Knicks si è perso nel caos hornacekiano nella scorsa stagione. Qui potrebbe trovare contesto tecnico ideale e conseguente spazio. Cody Zeller è un giocatore di sostanza, fermato la scorsa stagione da un infortunio, ma uno con buone mani, che il suo corpo in campo lo butta sempre. E’ arrivato Bismack Biyombo con il suo contrattone. Le sue doti sono note, fisicità notevole, intimidazione, difesa. Quanto valgano quei soldi e tanto spazio in campo è un altro discorso.

Due parole le spendiamo su Tony Parker. Ecco vedere Parker con una maglia che non sia quella Spurs sarà stranissimo. Di sicuro avrà tanta voglia di dimostrare qualcosa a qualcuno, e in fin dei conti questo potrebbe anche essere il contesto giusto. Poi tutto dipenderà dal suo fisico.

Playoffs: 35% – Allora hanno tecnica, esperienza ed anche fisico. Se tutto dovesse funzionare al meglio potrebbero anche ambire ad un posto nei playoffs nella Eastern Conference. Perchè non sperarci.

Arrivederci a domani con i Detroit Pistons

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati