Hard-Drive Team 2018/19: Los Angeles Clippers

Quando finisci una stagione con un record di 42-40 e sei decimo nella conference di appartenenza, quindi escluso dalla post season, ti fai tante domande. I Los Angeles Clippers queste domande hanno iniziato a farsele già a metà stagione, e durante la off season si è deciso di fare piazza pulita del recente passato, per cercare una nuova strada, per ripartire, per cercare di impostare un discorso che possa riportare i la metà di L.A. biancarossoblu ai vertici della western.

Tobias Harris - Los Angeles ClippersDa un punto di vista la scorsa stagione dei Clippers non è stata così negativa, e solo una serie incredibile di infortuni ha probabilmente tolto la possibilità di giocare quando fa più caldo. Per cui coach Doc Rivers, ovviamente confermatissimo, ha un bel punto da cui ripartire. Poi, insieme al management ed al G.M. Michael Winger, si è deciso, appunto di dare tagli netti al passato, per poter ripartire portando nel roster un discorso cestistico nuovo, magari più consono alle idee cestistiche dell’ex stella degli Hawks, per puntare su giovani di belle speranze, alcuni scoperti nella scorsa stagione, con dei veterani più facili da allenare. Di sicuro è un roster senza una super stella di riferimento, con qualche bella individualità, che dovrà fare del gioco d’insieme e anche di una difesa forte, con conseguente controllo dei tabelloni. Meno lob city di sicuro, ma magari molta più concretezza. Rivers crede molto in questo progetto.

Si riparte sicuramente da Lou Williams, il miglior Clippers della scorsa stagione. Anche quest’anno il suo ruolo di leader offensivo, partendo dalla panchina, sarà indiscutibile. Ha giocato un basket da all star la scorsa stagione, è in un bel momento della sua carriera, e sta giocando in un contesto che ne valorizza le caratteristiche. Tobias Harris è chiamato a gran voce a fare quel salto di qualità che sembra essere nelle sue corde. Dovrà essere un terminale offensivo importante ed un leader in campo. E coach Rivers si aspetta davvero tanto da Avery Bradley. Il ragazzo è sembrato non digerire molto in primis la cessione ai Pistons, poi l’ulteriore spostamento ad Hollywood. Ha praticamente perso un anno, rispetto all’ultima versione nei Celtics. Quest’anno riparte dall’inizio, il ruolo di titolare sarà suo, deve semplicemente ritrovare se stesso. Patrick Beverly si spera sia sano, innanzitutto, poi le sue doti sul parquet si conoscono, e in questo roster la sua esagerata energia in campo deve diventare contagiosa. Anche Montrezl Harrell è un giocatore di caratteristiche simili. Lungo sempre in movimento, viene dalla sua miglior stagione in carriera, e deve continuare sulla strada tracciata.

E’ tornato da free agent, fortemente voluto dal coach, Luc Mbah a Moute. Il camerunense ha tanti estimatori nella lega per la sua dedizione al lavoro, la costanza difensiva ed anche, ultimamente, la capacità di mettere qualche tiro dal perimetro. Il problema di Wesley Johnson non è tecnico, non è fisico, è di continuità sul campo. Via trade è arrivato Marcin Gortat, tanta sostanza sotto i tabelloni, bel giocatore da pick and roll in attacco e difensore notevole. Mike Scott ha giocato una buona stagione ai Wizards, attaccante che in uscita dalla panchina fa sempre comodo.

Sono curioso di vedere quanto spazio troveranno i due amiconi Milos Teodosic e Boban Marjanovic. Entrambi possono comodamente stare in campo nella NBA senza problemi, magari qualche difensivo per Teodosic si. Di sicuro in questa squadra la diabolica intelligenza cestistica del PG serbo sarà importante, mentre Bobanone nostro ha sempre fatto qualcosa di utile quando è stato chiamato in causa. Dal draft due arrivi interessanti, con la #11 Shai Gilgeous-Alexander, PG di bel talento offensivo, fisico esplosivo che trarrà sicuro vantaggio dall’essere allenato da Doc Rivers, e con la #13 Jerome Robinson, micidiale tiratore dal perimetro che credo non farà fatica a trovare la via del canestro da lontano anche al piano superiore.

Completano il roster due giocatori che la scorsa stagione hanno sorpreso, trovando tanto spazio e meritandosi una riconferma per questa stagione, Sindarius Thornwell e Tyrone Wallace. Sicuramente in questa lega possono dare qualcosa.

Due parole le spendiamo per Danilo Gallinari. Come ogni anno si spera che il suo fisico regga il logorio della vita della regular season NBA. Una squadra come i Clippers ha bisogno come l’aria di un giocatore come lui, offensivamente uno che potrebbe segnare 25 punti ogni sera senza problemi, anche dal punto di vista della leadership, essendo arrivato alla maturità cestistica. Speriamo che gli dei del basket guardino giù quest’anno.

% Playoffs: 50%- Se il fisico di tutti tiene per tutto l’anno, possono agevolmente lottare per un posto nella post season

Arrivederci a domani con i Denver Nuggets

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets
19) Detroit Pistons
18) Los Angeles Clippers

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati