Hard Drive Team 2018/19: Oklahoma City Thunder

La scorsa stagione degli Oklahoma City Thunder è andata in archivio sotto la lettera D, come delusione. Partiti con grandi ambizioni, con tre super stelle, o presunte tali, secondo tanti addetti ai lavori avrebbero dovuto pensare in grande, ad arrivare a giocare in mesi molto caldi. Invece qualcosa non è andato per il verso giusto. All’interno del roster i tre che avrebbero dovuto portare il peso dei compagni sulle spalle, hanno dato l’idea per lunghi tratti di giocare più per loro stessi, e qualcuno per le sue statistiche, che per un progetto d’insieme. E così malgrado il 48-34 con cui si è conclusa la regular season, l’eliminazione al primo turno contro i Jazz non è sembrata, alla fine così sorprendente.

Russell Westbrook - Oklahoma City ThunderCerto l’amaro in bocca è rimasto al management di OKC, ed il G.M. Sam Presti ha pensato a come poter rialzare le sorti della franchigia, cercando di eliminare quello che è parso il problema maggiore dello scorso anno, uno a caso con il #7, e tentando di portare a casa qualche pezzo utile per completare il difficile puzzle chiamato Thunder. Di sicuro si è deciso di spendere, e tanto, per tenersi un free agent che sembrava già impacchettato con destinazione Beverly Hills, poi sono state fatte trade per allungare le rotazioni con giocatori in grado di dare qualcosa, e per coprire i buchi, alcuni abbastanza evidenti, nel roster.

Coach Billy Donovan, alla sua quarta stagione in Oklahoma, ricordiamo che viene da tre stagioni vincenti, si ritrova un gruppo di giocatori che non sarà facilissimo allenare, ma che se, dovessero trovare la famosissima amalgama (e dove gioca amalgama che lo compriamo cit.), potrebbero diventare davvero pericolosi sul lungo periodo. Certo che il coach originario dello stato di New York dovrebbe dismettere i panni del bravo ragazzo che va d’accordo con tutti, soprattutto con uno a caso, e tornare quello di Florida University, che non guardava in faccia nessuno pur di vincere titoli. Di sicuro c’è bisogno di un head coach che alleni davvero, per 48 minuti e sui due lati del campo. Che abbia polso, che sappia dare soprattutto regole, perché le squadre anarchiche magari divertono, ma difficilmente vincono. E l’equivoco con questi Thunder è dietro l’angolo. Ed in tanti siamo curiosi di vedere come si dipaneranno le fortune di Oklahoma quest’anno, perché le basi sembrerebbero anche migliori di quelle dello scorso anno.

Chiaro che non si può parlare dei Thunder senza partire da mister tripla doppia a stagione, Russell Westbrook. Parlare di Westbrook mi è sempre difficile. Giocatore per certi versi entusiasmante, che riesce a dare il 120% in campo ogni sera, una fonte continua di energia cestistica. Eppure, opinione personale, fino a che non riuscirà a limare certi aspetti del suo gioco, con uno come lui in squadra i titoli non si vincono. Con quel fisico dovrebbe dominare questa lega forse sotto solo ad uno andato ad L.A., e sui due lati del campo. Ma sembra più interessato ad altro sul parquet. E questo non è un bene. Rinunciasse a qualche sfuriata, ad avere sempre la palla in mano, rallentasse ogni tanto forse, ma forse…..il problema è che non sarebbe Russell Westbrook, prendere o lasciare. E’ sorprendentemente rimasto Paul George, che ha firmato il contrattone che poteva avere ad OKC. Dalle dichiarazioni fatte lui crede in questo progetto. Lo scorso anno anche lui ha funzionato, comunque, a corrente alternata, a volte troppo poco coinvolto. Risolte le beghe contrattuali si spera possa tornare ai livelli a cui ci ha abituati. Da Steven Adams ci si aspetta il solito lavoro sporco sotto i tabelloni, difesa, punti in avvicinamento. Sembra l’unico in grado di capire il basket che gioca quello con il #0, e non è poco. Andrè Roberson è stato l’anello mancante della scorsa stagione. La sua leadership difensiva, e la sua capacità di fare sempre qualcosa di utile, oltre ad essere uno dei pochi quasi capaci di far ragionare il prodotto di UCLA, sono doti fondamentali per questa squadra.

Patrick Patterson e Raymond Felton sono due giocatori che si sa, ormai, quello che possono dare in campo. Tiratori abbastanza affidabili dal perimetro, andrebbero cercati più spesso quando sono in campo. Alex Abrines ha dimostrato di avere le capacità tecniche, e non solo, per crearsi spazio nella lega. Dovrebbe solo ricordarsi che è molto più, offensivamente, che un giocatore di ruolo. Jerami Grant continua a migliorarsi, adesso sta diventando qualcosa di più del classico longilineo saltatore ed intimidatore, e se quel tiro diventasse affidabile…Terrance Ferguson ha sorpreso perché è andato oltre le chiare doti atletiche. Gli si chiede, vista l’età, di continuare a migliorarsi per poter essere un giocatore importante in uscita dalla panchina.

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Come abbiamo detto sono arrivati in maglia Thunder dei giocatori in grado di allungare le rotazioni, e di essere affidabili quando chiamati in causa. Iniziamo da Timothe Luwawu-Cabarrot, che ha come nemico l’infermeria, troppo spesso visitata nelle ultime stagioni. Un signor attaccante, con fisico e tecnica, se sano avrà tanto spazio. Continuiamo con Abdel Nader, SF che a coach Stevens piaceva parecchio. In questo contesto tecnico non sembra avere grosse possibilità, ma l’egiziano è uno che ha voglia e testa per questo gioco. Testa che deve ritrovare Nerlens Noel. Con una struttura fisica come la sua, per il talento che ha sicuramente, trovasse soprattutto voglia di lavorare sarebbe un addizione fondamentale per questi Thunder. Quei piedi lì, in quel modo a 211 cm. li muovono in pochi.

Due parole le spendiamo su Dennis Schroder. Arriva in una squadra dove c’è uno che gioca come lui, è veloce come lui ma è più forte di lui. Un pallone non basterà, a meno che Uno dei due non decida di modificare il suo modo di giocare. Il problema è che il tedesco è un PG che potrebbe davvero tanto aiutare Russellino nostro ad arrivare a giocare le partite che contano. Lasciamogli questa palla, e lui te la ridarà valorizzata.

% Playoffs: 80%- Nemmeno da discutere, non se ci andranno ma a che posizione saranno nel tabellone della post season.

Arrivederci a domani con gli Milwaukee Bucks

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets
19) Detroit Pistons
18) Los Angeles Clippers
17) Denver Nuggets
16) Miami Heat
15) Oklahoma City Thunder

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati