Cleveland dimentica James, è già Baker-Mania!

Dopo una stagione da 0-16 (1-31 le ultime due) i Cleveland Browns tornano a vedere la luce grazie a Baker Mayfield, il QB prima scelta assoluta al Draft 2018 che sta conquistando la città, soprattutto dopo l’ultima vittoria.

FirstEnergy Stadium di Cleveland, Ohio. Week #5, tre minuti alla fine, 2 & 21 sulle tue 6 yards. Sei all’overtime e il tuo kicker ha già sbagliato, ca va sans dire, il field goal della vittoria nei tempi regolamentari. Ah quasi dimenticavo di presentarti, sei Baker Mayfield, rookie QB dei Cleveland Browns, la franchigia più scapestrata degli ultimi 20 anni. Sei il presunto nuovo messia di questa squadra abituata a torturare da anni i propri tifosi con sconfitte in serie. Sei l’ultima speranza di una litania di promesse mai mantenute.

In una Lega in cui tutti i Club hanno lo stesso budget per il mercato, se perdi è solo perchè sei meno bravo, preparato o motivato. A tutti i livelli. Tu stesso sei stato paracadutato in Ohio solo perchè lo scorso anno quella che è ora la tua squadra ha perso tutte le partite di campionato. E, al Draft, ha potuto scegliere per prima il miglior giocatore in uscita dal College. Hanno scelto te nonostante gli esperti preferissero altri.

A te Baker la faccia tosta non manca. In Oklahoma, dove hai giocato nel campionato universitario, eri una specie di leggenda venerata a livelli di divinità e questo faceva passare in secondo piano un caratterino poco incline alla tranquillità. Come quella volta che pensasti, astutamente, di scappare ad una pattuglia di poliziotti che ti intimava l’alt, subendo poi un pesante “placcaggio” dagli stessi al termine di una serata balorda fra amici.

A Cleveland, per le prime partite, ti hanno preferito il veterano Tyrod Taylor: meglio lasciarti in panchina per un po’ ad imparare quali siano le enormi differenze fra College Football e NFL, senza bruciarti immediatamente; in fondo tanti grandi QB del presente e del passato hanno avuto uno o due anni di apprendistato. Anche lo stesso Patrick Mahomes, il fenomeno che ora guida dei Kansas City Chiefs, è stato seduto in sideline tutta la scorsa stagione a prendere appunti.

Quei tempi sono già lontani. Taylor si è rotto alla terza partita, sei entrato tu e i Browns han vinto per la prima volta in quasi due anni. Si ok ma era contro i New York Jets, un avversario non troppo quotato. Ora hai davanti i Baltimore Ravens e la loro crudele e implacabile difesa. Il punteggio è fisso su un anemico 9-9 e bisogna portare a casa il risultato. A tutti i costi. Perchè una W oggi farebbe tutta la differenza del mondo e rimetterebbe Cleveland sulla mappa del football che conta.

Parte lo snap, la “tasca” tiene ma nessuno si libera: ti metti in proprio e decolli per conto tuo. 13 yards su corsa sono un buon risultato ma davanti a te hai l’ennesima prova di questa tua giovane carriera in NFL. 3&8. Serve una magia per tenere vivo il drive ed evitare di ridare l’ovale ai Ravens e al loro fenomenale kicker per l’ennesima, probabile, sconfitta. Parte lo snap, la tua linea offensiva fatica a contenere i difensori di Baltimore ma non collassa del tutto: uno sguardo a destra, poi al centro e riesci a trovare un angolo per imbeccare il WR Derrick Willes, undrafted da Texas Tech, che aggancia l’ovale, guadagna il “primo down” e corre verso la metà campo prima di essere placcato. In una squadra piena zeppa di talento (inespresso) e di “primi giri” scelti al Draft, proprio uno che nessuno ha considerato nella notte delle scelte dall’Università e che ha raggiunto Cleveland senza tante speranze nell’estate, diventa il tuo bersaglio per la giocata dell’anno.

Il ruggito del First Energy Stadium mette i brividi. Se è vero che in NFL, negli Usa in genere, non ci sono tifoserie organizzate, è vero che alcuni stadi sono più caldi di altri. E quello di Cleveland è uno di questi. Saranno le delusioni di questi anni, inanellate come i Quarterback presi e scartati in serie o saranno tutte quelle volte che “questo è l’anno buono”, ad aver forgiato quel tipo di fratellanza che solo i periodi di lunga sofferenza sanno creare.

L’ovale è oltre la metà campo ma è ancora troppo lontano dai pali avversari. Tutta la difesa di Baltimore si aspetta un tuo lancio ma, da bordocampo, Jackson e Haley (capoallenatore e coordinatore dell’attacco) decidono di sorprendere Baltimore via terra. Una, due, tre corse di Duke Johnson e l’ovale avanza in posizione tale per essere calciato fra i pali. Per la vittoria. Un calcio per la vittoria come è stato nella prima giornata (sbagliato, partita pareggiata) o nella seconda (sbagliato, partita persa e kicker licenziato in tronco). Quella dei kicker è la maledizione versione 2018, che va ad aggiungersi all’elenco telefonico delle sciagure vissute in questi ultimi anni dalla tua nuova squadra.

Vada come vada, non ti si può rimproverare niente caro Baker. Quando il pallone viene calciato dal giovane Greg Joseph, non hai probabilmente neanche il coraggio di guardare. Di vedere che i difensori di Baltimora riescono a deviare la traiettoria del kick.

Non abbastanza, non questa volta.

Gli arbitri alzano le braccia, è buono.

W.

Finalmente.

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G