Hard-Drive Team 2018/19: Toronto Raptors

Quando vinci con merito la Eastern Conference, 59-23 il record, quando entri ai playoffs con i favori del pronostico per come hai giocato, quando il tuo coach viene nominato C.O.Y., quando tutto è costruito perfettamente per arrivare a giocare a Giugno……No, questa storia, come tante altre nella storia NBA dei Toronto Raptors non ha un lieto fine, anzi.

Kawhi Leonard - Toronto RaptorsSarebbe dovuto essere un sogno, è stato un, solito, incubo, concretizzatorsi, come sempre, con la maglia #23 dei Cavs. Lo sweep subito ha aperto ferite che non potevano essere guarite con cure semplici. Per cui qualcosa, soprattutto di importante, doveva cambiare. Masai Ujiri ha pensato molto poco al fatto che Casey fosse stato nominato C.O.Y., che avesse guidato i Raptors alla quinta stagione consecutiva con record vincente, e conseguente approdo alla post season, che fosse comunque ben visto dalla piazza canadese.

You’re fired!! Semplice. Con una leggerezza, viste le tempistiche, che è sembrata anche comica, se dietro non si celasse una tragedia, sportiva ovviamente. Poi è iniziata una spasmodica ricerca per cambiare qualcosa anche nel roster. Evidentemente si è sentito il bisogno di correre ai ripari, di modificare qualcosa di importante, per poter ambire a fare quel salto di qualità ed arrivare a giocare, finalmente, anche per l’anello.

La prima mossa è stata quella di promuovere Nick Nurse a head coach. Distintosi da assistant per aver voluto modificare il gioco offensivo dei Raptors, meno isolamenti, più tiro da tre, più passing game e ricerca della transizione, si è pensato che fosse l’uomo giusto per curare i mali della franchigia canadese (forse anche per il cognome??). Un coach con idee chiare, certo alla sua prima esperienza da capo allenatore mella lega, ma a detta di tutti, determinato ad imporre un certo tipo di gioco.

Fatto questo è arrivata la grande opportunità, quella di portare a Toronto una giocatore con le stimmate della super star, certo reduce da una stagione che definire controversa è ancora poco, ma che potrebbe spostare in alto l’asticella della franchigia della città che si affaccia sul lago Ontario. Anche se per averlo si è dovuto sacrificare un giocatore ormai diventato figlio dei fans dei Raptors.

La trade non è stata indolore, per tutti, ma l’idea di poter fare un upgrade sacrificando un grande giocatore come DeRozan non poteva non solleticare il presidente delle operazioni di Toronto. Certo che adesso verranno chiesti risultati, e prima di subito. Anche per la vicenda contrattuale del neo arrivato dal Texas, spinosina e da risolvere. Perchè la mossa da vincente potrebbe trasformarsi in autolesionista nel giro di una stagione. Anche per coach Nurse, quindi, la responsabilità è enorme. Certo gli equilibri ad est si sono un pochettino spostati, si è aperto uno spazio, ma per inserirsi nel vuoto lasciato, basteranno i cambiamenti effettuati?

Domanda a cui dovrà rispondere, per forza di cose, Kawhi Leonard. Il suo pedigree lo si conosce. Anche le manfrine, a volte stucchevoli, del suo recente passato. Qui ha la possibilità di ritagliarsi e di crearsi qualcosa di nuovo e, possibilmente, vincente. Oltre alle giocate gli verrà chiesta leadership. Si vuole vincere qui caro Kawhi, e non c’è la coperta di Linus denominata Popovich a proteggerti. Vedremo che stagione tirerà fuori l’MVP delle Finals del 2014. Di fianco a lui, a livello di leader, ci sarà il solito Kyle Lowry. Anche lui, ormai, diventato figlio prediletto della città. Dopo la scorsa stagione, leggermente in calo, quest’anno deve ritrovare mano dal perimetro, e cattiveria nell’attaccare il canestro. Servono i suoi punti, serve continuità. Così come da Jonas Valanciunas. Il lituano è uomo da potenziale doppia doppia a sera, intimidatore, classico centro d’area. Con qualche problematica a muoversi in difesa. Gli si sta cercando di allargare la pericolosità offensiva addirittura alla voce tiro da tre. Sarà interessante valutarne l’impatto.

O.G. Anunoby ha giocato un ottima stagione da rookie. Il fisico ha retto, notizia importante, l’impatto con il piano superiore non è stato un problema. Deve chiaramente migliorare, soprattutto come passatore, e quest’anno, probabilmente, avrà un altro ruolo, in uscita dalla panchina, per essere ancora più pericoloso. Serge Ibaka ha ancora parecchie cose da dare, specie se motivato. Anche lui, obbedendo agli ordini, ha allargato il suo raggio di tiro, e non c’è voluto molto a convincerlo. Questo non deve distoglierlo, però, dal fare il suo lavoro a rimbalzo e di presenza sotto canestro.

La panchina è stata la grande protagonista della scorsa stagione Raptors, è sono rimasti tutti, o quasi. A turno, chiunque sia entrato non ha mai fatto mancare il suo apporto per intensità, determinazione, tiro, specie da tre, rimbalzo, difesa. Dai vari Fred Van Vleet, Norman Powell, Delon Wright, Pascal Siakam e C.J. Miles si sa cosa aspettarsi. Le fortune di questa squadra passeranno, ancora, da loro, e tutti danno l’idea di essere in grado di lavorare per migliorarsi. Sarà interessante capire se Greg Monroe verrà contagiato da questa voglia di fare. Il talento è lì, non lo si può negare, se ritrovasse una continuità specie di approccio al gioco sarebbe un’altra addizione fondamentale in uscita dalla panchina. Ed anche Eric Moreland ha dimostrato di poter dare minuti importanti, a rimbalzo ed in difesa.

Due parole le spendiamo su Danny Green. Anche lui è arrivato in Canada sull’onda della trade Leonard, ed anche lui si ritroverà a giocare senza l’ala protettrice del coach che lo ha lanciato ad alti livelli nella lega per la prima volta in carriera. E non è esattamente roba da poco. Difesa, tiro da tre, capacità di giocare per vincere ogni sera, questo gli verrà chiesto. Questo deve riuscire a dare.

% Playoffs: 90%- Anche per loro la domanda è a che posizione arriveranno alla post season. Con questo roster, se tutto girerà per il meglio, la #1 ancora una volta non è un miraggio

Arrivederci a domani con i Toronto Raptors

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets
19) Detroit Pistons
18) Los Angeles Clippers
17) Denver Nuggets
16) Miami Heat
15) Oklahoma City Thunder
14) Milwaukee Bucks
13) Minnesota Timberwolves
12) Washington Wizards
11) Portland Trail Blazers
10) Indiana Pacers
9) San Antonio Spurs
8) Philadelphia 76ers
7) Utah Jazz
6) Toronto Raptors

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati