Hard-Drive Team 2018/2019: Boston Celtics

In Massachussets si torna a sognare in grande. Questi Boston Celtics in questa stagione, valutando da dove sono partiti, come sono cresciuti e dove potrebbero arrivare, sono indubbiamente la squadra da battere nella Eastern Conference. E non necessariamente perchè è venuto meno un personaggino dall’Ohio, ma perché sono l’esempio di quello che significa programmazione nella lega.

Kyrie Irving - Boston Celtics Danny Ainge ha fatto, negli anni, un lavoro eccezionale, a cominciare dalla scelta dell’head coach sei stagioni fa, per proseguire con tutto il lavoro svolto ai vari draft, nelle trade e free agency. Si è creato un gruppo forte, con giocatori giovani mixati a veterani che hanno voglia di vincere o di tornare a farlo. E il tempo sembra essere arrivato.

E l’arteficie primo di questa ennesima rinascita biancoverde è, in assoluto, l’head coach Brad Stevens, alla sua sesta stagione sulla panchina dei Celtics, le ultime tre vincenti, aumentando, inoltre progressivamente il numero di vittorie, fino al 55-27 della scorsa stagione. Record che se venisse ampiamente migliorato non sarebbe una sorpresa, ma l’ennesima dimostrazione che il lavoro paga. Il coach nativo dell’Indiana si ritrova praticamente lo stesso roster della scorsa stagione, con in più colui che, preso nella free agency 2017, doveva essere un ulteriore addizione già un anno fa, mai rivelatasi tale per il terribile infortunio occorsogli all’opening night della scorsa stagione. Questi ragazzi, dopo la grande occasione di arrivare alle finals persa a gara 7 al Garden contro i Cavs, per come è maturata quella sconfitta, per il fatto di aver giocato i playoff praticamente senza i due giocatori offensivamente di riferimento, arrivano a questa stagione consci della loro forza, e stimolati chiaramente a migliorarsi.

E coach Stevens, per la sua cultura del lavoro duro, e per come è amato dai suoi ragazzi, non potrà che continuare ad allenare dando quegli stimoli vincenti che hanno portato così in alto la franchigia più vincente della storia NBA.

E quest’anno occhi, attenzioni e battiti cardiaci sarnno ancora di più puntati verso il duo Kyrie IrvingGordon Hayward. Entrambi hanno nelle condizioni fisiche il loro unico tallone d’achille. Certo Irving più di Hayward, anche se l’infortunio subito dal ragazzo di Indianapolis è stato di quelli che potrebbero anche segnarti la carriera. Di sicuro parliamo di due giocatori che possono essere entrambi leader offensivi, con punti nelle mani, che possono trovare soluzioni in uno vs uno, o attraverso la coralità del gioco. E, soprattutto, sanno giocare dentro una squadra per la squadra. Qui si giocherà per vincere a Giugno, e loro lo sanno molto bene. Così come lo sa Al Horford, probabilmente il vero leader della squadra. Uno che il suo corpo in campo lo mette sempre. Capace di difendere, di essere un vero capo della difesa, ma anche di mettere canestri decisivi, di fare il recupero importante, la stoppata che cambia la partita. Ed anche lui ha tanta voglia di vincere, finalmente. Jaylen Brown è letteralmente esploso per talento, forza fisica, dinamicità difensiva, dimostrando che tutto quello che si diceva di lui è vero. Fermatelo adesso, se ci riuscite.

Anche in questi Celtics quello che ha fatto la panchina, specie quando è stata chiamata a sostituire i nobili titolari, è stato semplicemente spettacolare. Tutti hanno dato quel qualcosa in più determinante per non far calare il livello agonistico e l’intensità della partita. Ed anche in questa off season le beghe contrattuali più o meno grandi sono state risolte abbastanza velocemente, per evitare che si creassero problemi inutili. Terry Rozier, Marcus Smart e Marcus Morris. Tre che potrebbero giocare anche titolari, tre che hanno nell’intensità, nella capacità di mettere punti, nel sapere usare il fisico, il loro punto di forza. Tre che piacciono, e tantissimo intanto al loro coach e poi, da non sottovalutare, ai fans di Boston.

Aron Baynes è un altro che è stato utilizzato e valorizzato più del suo reale valore, ed ha trovato un posto dove quei gomiti sono molto apprezzati. Poi, vabbè, adesso va anche da tre punti….Daniel Theis da rookie, europeo, non particolarmente pubblicizzato, si è ritagliato minuti, anche importanti, dimostrando di saper stare in campo. Giocatore di sostanza se ce n’è uno.

Semi Ojeleye e Guerschon Yabusele sono due giocatori simili, per fisico, per possibilità di crearsi spazio. Sanno che coach Stevens se lavori bene una possibilità te la darà sempre, loro sono giovani e con voglia di fare. C’è molta curiosità su cosa potrà dare Brad Wanamaker in questi Celtics. Ha davanti un nucleo di guardie incredibili, lui in Europa è cresciuto tanto fino ad essere un giocatore di primissimo piano, cosa potrà dare qui è tutto da scoprire, ma talento e voglia non mancano.

Due parole le spendiamo su Jayson Tatum. Ha fatto un anno da rookie…non da rookie, per capacità di stare in campo, anche leadership quando serviva e aggressività dentro le fasi decisive della partita. Cosa potrà dare con un anno di esperienza in più. E’ nata una stella.

% Playoffs: 98%- #1 della Eastern quasi certa. Come sempre la differenza la farà l’infermeria nella lunga regular season della lega.

Arrivederci a domani con gli Houston Rockets

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets
19) Detroit Pistons
18) Los Angeles Clippers
17) Denver Nuggets
16) Miami Heat
15) Oklahoma City Thunder
14) Milwaukee Bucks
13) Minnesota Timberwolves
12) Washington Wizards
11) Portland Trail Blazers
10) Indiana Pacers
9) San Antonio Spurs
8) Philadelphia 76ers
7) Utah Jazz
6) Toronto Raptors
5) New Orleans Pelicans
4) Boston Celtics

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati