Hard-Drive Team 2018/19: Golden State Warriors

Chiudiamo il nostro viaggio di presentazione delle trenta franchigie NBA, con i detentori dell’anello, i Golden State Warriors. Cosa scrivere della squadra che ha vinto tre degli ultimi quattro titoli, e quello perso può essere direttamente iscritto al girone dei miracoli LeBroniani? Molto poco, e non perchè non ci sia qualcosa da scrivere, anzi.

Kevin Durant - Golen State - 2018La sbornia della vittoria nelle finals 2018 non si era ancora esaurita, che già Bob Myers ha iniziato a muoversi per cercare di rendere ancora più letale questa allegra macchina da guerra cestistica. Coach Steve Kerr, che inizierà la quinta stagione sulla panchina Warriors, sempre alle Finals, ha dichiarato che a questa squadra un centro, ed anche di discreto livello, sarebbe servito e tanto. E Myers ha esaudito la richiesta alla maniera della baia, andandosi a prendere un pezzo abbastanza pregiato del mercato dei free agent. Certo c’è l’incognita infortunio, ma, come abbiamo visto, chiunque quando sente odore di vittoria, e soprattutto quando arrivi in un gruppo così solidamente costruito, tendi a dare il massimo di quello che hai, lasciando da parte personalismi assolutamente contro producenti.

Diciamo che coach Kerr vorrebbe migliorare il record della passata stagione, quel 58-24 che ha portato Golden State a giocarsi le finali di conference senza il vantaggio del fattore campo, sperando in una regular season senza grossi infortuni, da giocare agevolmente. Ma, come abbiamo visto, le insidie non mancheranno, visti anche gli arrivi nella stessa California 366 miglia più a sud ad esempio, ed in tanti vorranno annoverare tra i trofei stagionali la pelle dei campioni in carica. Questa squadra, però, ci ha abituato, ormai, anche ad essere sorniona quanto basta e quando serve. Ormai i Golden State Warriors sono diventati un icona per quello che riguarda il diventare vincenti partendo da lontano, dal basso, con le scelte, con il lavoro, per poi prendersi anche free agent di livello, una volta arrivati dove si voleva essere.

A questo punto dell’articolo dovrei iniziare a citare i vari componenti del roster, cercando di elencare pregi e difetti, e di guardare al prossimo futuro. Credo che qui sarebbe un mero esercizio di stile, totalmente inutile, visto di chi stiamo parlando. Sono quelli che partono con lo stra favore del pronostico, anzi quest’anno sembrerebbero ancora più senza rivali rispetto alle due stagioni, vincenti, precedenti.

Al limite le incognite nasceranno durante la prossima off season, causa contratti in scadenza. Senza citare i nostri articoli sull’argomento, è comunque una cosa che difficilmente minerà il morale della truppa, e di cui ci sarà, eventualmente, da scrivere tra dieci mesi.

Detto questo io andrei oltre Stephen Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green. Oddio anche oltre Andrè Iguodala, la cui terrificante importanza è visibile da quanto accaduto contro i Rockets, e Shaun Livingston. E parlerei degli altri.

Di Jordan Bell, una specie di Green, con meno mano, ma forse ancora più fisicità, che ha giocato un anno da rookie senza aver paura di metterci faccia e fisico, di Quinn Cook, sorpresa Warriors della scorsa stagione, minuti importanti anche da titolare, che non potrà che crescere quest’anno, di Kevon Looney, salito tanto di numero di giri, specie difensivamente, capace di rispondere sempre presente quando chiamato in causa.

C’è curiosità per vedere come si inserirà il rookie Jacob Evans, scelto con la #28, SG attaccante, tiratore, con un discreto fisico. E si sa che con rookie scelti alti nella baia ci sanno fare. Jonas Jerebko arriva in un contesto tecnico che potrebbe esaltare le sue caratteristiche anche di tiratore perimetrale, fermo restando la voglia e la cattiveria cestistica che lo svedese mette sempre in campo. Damien Jones sarà chiamato finalmente a far vedere se quel fisico e quei piedi velocissimi per quell’altezza, possono calcare il parquet della lega.

Due parole le spendiamo per DeMarcus Cousins. Tornerà a febbraio sano e abile al lavoro, è un addizione incredibile per questa franchigia già discretamente ben servita. La voglia farà la differenza. Ma lui dovrebbe cercare di averne, perchè potrebbe essere only one shot.

% Playoffs: 101%- No vabbè dai, dubbi?

Buona NBA a tutti e grazie per averci letto.

HARD-DRIVE
30) Phoenix Suns
29) Memphis Grizzlies
28) Atlanta Hawks
27) Dallas Mavericks
26) Orlando Magic
25) Chicago Bulls
24) Sacramento Kings
23) Brooklyn Nets
22) New York Knicks
21) Los Angeles Lakers
20) Charlotte Hornets
19) Detroit Pistons
18) Los Angeles Clippers
17) Denver Nuggets
16) Miami Heat
15) Oklahoma City Thunder
14) Milwaukee Bucks
13) Minnesota Timberwolves
12) Washington Wizards
11) Portland Trail Blazers
10) Indiana Pacers
9) San Antonio Spurs
8) Philadelphia 76ers
7) Utah Jazz
6) Toronto Raptors
5) New Orleans Pelicans
4) Boston Celtics
3) Houston Rockets
2) Cleveland Cavaliers
1) Golden State Warriors

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati