NFL Tuesday 19: Recap della Week #6 (2018)

Week#6 della Regular-Season NFL 2018 con i soli Rams rimasti imbattuti, i Chiefs cadono all’ultimo contro Brady, crisi nera per i Raiders, Dallas demolisce i Jags.

NFL WEEK #6 2018

NFL - Week #6 - 2019Allievo e Maestro

No, l’allievo non ha superato il maestro. Ma ci è andato vicino e ho come l’impressione che il nome “Mahomes” lo sentiremo citare per diversi anni. L’ex Texas Tech guida i suoi Chiefs in una gagliarda prova a Foxborough ma, dopo aver inchiodato il touchdown del pareggio con una combinazione da 75 yards con il solito Hill, deve arrendersi al drive finale dei Patriots che si conclude con il field goal di New England che fissa il punteggio su un divertente 43-40. Ecco proprio a volerla dire tutta ci sarebbe da chiedersi dove fossero le difese domenica sera (non ci sono stati punt per tutta la partita!).
Appaiati ai Patriots rimangono i Dolphins che, al termine di una partita ai limiti dell’assurdo, batte con un field goal allo scadere dell’overtime, i Chicago Bears che buttano letteralmente la chance per poter tenere a distanza Vikings (comodo successo contro i Cardinals) e Packers (sofferta vittoria contro i 49ers)

Chargers…in carica

A Cleveland erano gasatissimi dopo la vittoria contro i Ravens e aspettavano i Chargers per potersi ripetere. I conti si fanno con l’oste e lo stesso (il QB di Los Angeles Rivers) ha in mente un “conto” molto salato da far pagare.
I Chargers resistono all’iniziale carica dei Browns poi dal td di Williams del 21-6 non si guardano più indietro. Per Mayfield & Co. un brutto KO. Se di Pittsburgh-Cincinnati diremo nell’approfondimento, segnaliamo la vittoria di Baltimore su Tennessee che mette a segno 11 sacks ai danni del povero Marcus Mariota che riesce a lanciare solo 10 completi: basta questa statistica a descrivere l’andamento di un match mai in discussione

Ne rimane solo uno

208 yards su corsa per massacrare la linea difensiva dei Broncos e il RB dei Rams, Todd Gurley, si prende la ribalta in Colorado. Los Angeles non deve faticare più di tanto per inanellare la sesta W consecutiva mantenendo il record immacolato. A distanza rimangono i Seattle Seahawks che, nel primo dei match disputati a Londra, imbarazza gli Oakland Raiders con un 27-0 che fa sprofondare il team di coach Jon Gruden ai limiti del ridicolo.

Sorpresa Dallas

Con le spalle al muro (Redskins e Eagles avevano già vinto i loro rispettivi match) e con le infinite polemiche legate a coaching/wide receiver/chi più ne ha più ne metta, Dallas gioca la partita perfetta contro i Jaguars: la tanto decantata difesa di Jacksonville viene sepolta sotto 40 punti e l’attacco non riesce, tanto per cambiare, a mettere quei punti necessari per tenere in vita la partita.
Partiti fra dichiarazioni di guerra contro tutto e tutti (ogni riferimento al CB Jalen Ramsey è puramente casuale) i Jaguars sono addirittura terzi in una Division debole con la AFC South. Nella stessa Divisione i Colts trovano il modo di spararsi nei piedi anche a New York dove non basta la solita buona prova del QB Andrew Luck per salvare Indy dalla sconfitta contro i Jets di un postivo Sam Darnold

PROTAGONISTI

Za’ Darius Smith (OLB, Baltimore Ravens): Marcus Mariota, Qb dei Titans, starà consumando una scatola di Aulin per riprendersi dalla giornata d’inferno passata contro la D di Baltimore. Smith suona la carica con tre sacks, un fumble provocato e diverse hits ribadendo che chiunque dovrà tenere i Ravens in considerazione

Melvin Gordon (RB, Los Angeles Chargers): Phillip Rivers trova un valido aiuto in Gordon che incenerisce la linea difensiva dei Browns. 132 yards su 18 portate, 3 td per una giornata di assoluta gloria per l’ex Wisconsin

Saquon Barkley (RB, New York Giants): 130 yards su 10 corse, altre 99 su ricezione e 1 touchdown segnato. Serve altro da aggiungere per glorificare la prestazione monstre dell’ex Penn State nella sconfitta dei Giants contro gli Eagles?

LA PARTITA

Cincinnati Bengals – Pittsburgh Steelers 21-28

Il TE Jesse James viene bloccato a poche yards dalla linea di primo down (e dalla endzone) e il pubblico del Paul Brown Stadium tira un sospiro di sollievo. Il field goal con cui il kicker degli Steelers, Boswell, fissa il punteggio sul 20 a 14 a poco più di tre minuti e mezzo dalla fine garantisce ai Bengals di poter avere tutto il tempo necessario per il drive del sorpasso e per scacciare una volta per tutte la maledizione giallonera. Il QB Andy Dalton si mette al lavoro e, detto fatto, Cincinnati perfora le deboli secondarie di Pittsburgh per presentarsi nella red zone avversaria: la corsa del RB Joe Mixon fa esplodere lo stadio con la corsa del 21 a 20 a poco piu di minuto dalla sirena finale. Uno sguardo al tabellone riporta tutti alla realtà: con quel tempo sul cronometro, tre time out e un solo field goal necessario per vincere, c’è ancora il rischio della beffa.
E la stessa si palesa subito: lancio per Smith-Schuster, altro lancio per Smith-Schuster e terzo lancio ancora per l’incontenibile ricevitore e gli Steelers sono già in range field goal. La croce nel cuore di Cincinnati la pianta Antonio Brown: imbeccato sul corto da Roethlisberger, l’ex Central Michigan sfrutta un buon blocco e sprinta leggero in endzone per il 28 a 21 facendo dimenticare le amnesie difensive che per poco non costavano di nuovo caro alla truppa di coach Tomlin.
Per Cincinnati arriva l’ennesima conferma che con gli Steelers non sembra esserci storia e quella che sarebbe dovuta essere una vittoria scaccia dubbi fa ri-piombare nell’incertezza Dalton & Green & Co.

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G