Cover Month (Ottobre 2018)

È già tempo per i primi bilanci grazie a questa nuova rubrica di NBA-Evolution, Cover Month, che mette sotto i riflettori i punti salienti del mese appena trascorso.

COVER MONTH

NEW TEAM, SAME PLAYER?
Tanti movimenti, tanti rumors, tante firme: da LeBron James in maglia Lakers, alla trade Leonard-DeRozan, da Melo ai Rockets fino a Paul George che sceglie Russ. Dopo un’estate molto movimentata la parola è passata al campo che, senza pietà, ha evidenziato pregi e difetti dei nuovi acquisti;
Partiamo da LAbron e i suoi Lakers che devono fronteggiare un inizio piuttosto complesso: 0-3 subito con moltissime lacune difensive e la prima vittoria contro i Suns. Walton già sul filo del rasoio come allenatore, subito a colloquio con Magic ma, per ora, tiene il suo lavoro in California con LeBron stesso che, dopo la prima vittoria contro Portland dopo ben 16 sconfitte filate, dice fuori dai denti “Luke ci ha sempre messo nelle condizioni di vincere le partite”. Dunque pazienza per ora.

Spurs e Raptors si scambiano le Star, ma qualcuno se n’è realmente accorto? Toronto che parte 6-0 e che trova il primo inciampo contro i Bucks in contumacia Kawhi che sta tuttavia viaggiando a 26 di media con il 45% da 3. San Antonio che, gira e rigira, riesce ad essere sempre nelle zone alte della Western Conference con DeMar decisamente protagonista dell’ottimo avvio con quasi 28 e 7 assist di media.

Carmelo Anthony, abbiamo un problema? O si tratta solo di un inizio “soft” per i Texani? Perché da contender si sono ritrovati un po’ in difficoltà in questo primo mese. Melo stesso non è sembrato molto diverso dal giocatore mediocre visto a OKC a parte un lampo da 28 punti contro i Nets. Ormai credo serva mettersi il cuore in pace: Melo sarà sempre più questo giocatore, anche dalla panchina, per la prima volta in carriera.

Chi invece necessariamente deve reagire è George, rimasto a OKC per vincere insieme a Russ, ma che anche loro non hanno avuto proprio vita semplice in questo inizio di stagione: Russ acciaccato, PG con 22 punti e appena il 39% dal campo. Same old Thunder?

CHI BEN COMINCIA…
Partire in quarta e ritrovarsi senza benzina a metà stagione può essere un grosso problema, ma tutto questo non sembra preoccupare i Nuggets, partiti 8-1 con un gruppo solido e affiatato, orchestrato alla perfezione dal Joker serbo Nikola Jokic. Dopo aver mancato i Playoff all’ultima partita la scorsa stagione, in quel di Denver sembrano tutti molto coinvolti nel progetto e, pur non essendo ancora a pieno organico (Isaiah Thomas e Michael Porter Jr) sembrano aver trovato una quadratura come squadra. Ecco, il fatto di avere come leader tecnico uno come Jokic può aiutare: vero playmaker della squadra e contro i Suns si è concesso una partita alla Wilt Chamberlain con tripla doppia da 35-11-11 senza errori dal campo (11/11 e 3/3 da dietro l’arco) e senza palle perse. Speriamo che questa macchina perfetta non esaurisca troppo presto il carburante.

KLAY IS ON FIRE!
Ruba la scena a tutti un giocatore che prima della partita contro i Bulls stava tirando con il 14% da tre punti. In netta difficoltà nel fondamentale che gli è sempre riuscito meglio, come un vero tiratore non perde la fiducia ed ecco serviti sul piatto 52 punti in 28 minuti. O meglio, 52 punti in 96 secondi con la palla tra le mani. 56 palleggi totali e 14 triple. Nuovo record NBA, nemmeno da dire. La cosa buffa è che questo sarebbe il terzo violino e lo specialista difensivo della squadra. Sì, Golden State sembra ancora imbattibile o quasi.
Ah…mancherebbe ancora DeMarcus Cousins al roster. Auguri!

L’ATTACCO VENDE I BIGLIETTI, LA DIFESA…?
Los Angeles, sponda Lakers. Cosa non funziona?
Sicuramente tanti giocatori nuovi non aiutano la costruzione di una difesa efficace e solida, ma quella giallo-viola ricorda un po’ un colabrodo. Pochissimo uno contro uno difensivo, la base per qualunque difesa: tenere individualmente il proprio attaccante è fondamentale per una difesa, e su questo punto non ci siamo troppo. Aiuti troppo passivi e soprattutto in ritardo: troppo spesso dal lato debole si aiuta con mezzo giro di ritardo e in maniera piuttosto caotica. Il vero punto di forza della difesa Lakers è uno e uno solo, Javale McGee, l’unico in grado di aiutare in modo incisivo ed efficace: 3.6 stoppate a gara, leader in questa categoria in tutta l’NBA, ma purtroppo da solo non basta.
Il quintetto piccolo con LeBron e Kuzma da 4 e 5 è offensivamente molto interessante ma difensivamente insostenibile ad oggi. Rondo è Rondo e lo si sa, Caldwell-Pope nasce come 3&D ma per ora trova davvero pochissimo spazio a causa della pessima difesa. Il probabile arrivo di Tyson Chandler potrà aumentare la profondità nel ruolo di Centro come ‘rim-protector’ ma Luke Walton ha davvero tanto lavoro da fare per rendere questi Lakers una vera e propria squadra.

 

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.