Simon Playbook: Milwaukee Bucks

Primo appuntamento con la rubrica che vuole analizzare come giocano effettivamente le squadre ed i giocatori NBA; partiamo con i Milwaukee Bucks di Coach Mike Budenholzer e Giannis Antetokounmpo.

Dicasi 26 punti a partita, 13 rimbalzi, 6 assist in 32 minuti di utilizzo. Questi i numeri del Greco più dominante della Lega, nonché candidato MVP. Numeri frutto certamente di talento e lavoro individuale ma anche di un nuovo modo di entrare in campo per lui ed i suoi Bucks.

Andando ad analizzare le prime 8 partite di stagione salta subito all’occhio un dato interessante per la squadra del Wisconsin, in netta contrapposizione rispetto alle passate stagioni, e cioè la quantità di tiri da dietro l’arco tentati, circa 40 a partita rispetto agli appena 25 di media della passata stagione.

Ma cosa è realmente cambiato nei Bucks?

Sicuramente l’allenatore, Mike Budenholzer, più propenso al tiro da 3 e al gioco perimetrale in sé, tanto da effettuare degli accorgimenti per mettere la propria squadra nella situazione migliore per seguire la sua filosofia di gioco.

Ma procediamo con ordine. Iniziamo col dire che il fulcro del gioco resta Giannis, e sta portando il suo gioco a livelli mai raggiunti prima in carriera: sono già 2 le triple doppie in stagione e difficilmente si ricorda un giocatore così dominante alla sua età. Sicuramente il lavoro estivo ha dato i suoi frutti per quanto riguarda il gioco con la palla, ma in alcuni frangenti della partita si trova utilizzato molto più “off-ball” come bloccante o addirittura in angolo.

Dall’angolo spesso lascia le chiavi dell’attacco a Middleton o a Bledsoe come palleggiatori che, in situazione di semi-transizione, giocano un pick and roll centrale che molto spesso diventa un pick and pop con Lopez o Ilyasova, per poi attaccare il ferro e avere 4 giocatori perimetrali, di cui 3 spesso tiratori da 3 punti.

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In caso di attacco a difesa schierata, per agevolare il Greco in ricezione vicino a canestro, parte un semplicissimo blocco orizzontale sulla linea di fondo tra Giannis e un piccolo per provare a forzare un cambio difensivo, con la palla dal lato forte e tiratori disposti sul perimetro. Il bloccante, spesso Middleton o DiVincenzo, prosegue e sfrutta un blocco del lungo per uscire in ala opposta al post basso di Giannis in modo da sviluppare una situazione di 1vs1 su un quarto di campo con il lungo che prende posizione in angolo.

Nella partita contro i Knicks, privi sia di Porzingis sia di Knox, questa situazione ha portato a svariati mismatch spalle a canestro per canestri fin troppo semplici per Antetokounmpo e, sulla continuità, ad una tripla fondamentale nel finale di partita per un Middleton da 30 punti con 7/8 da dietro l’arco.

Budenholzer sembra volersi distaccare un po’ dai suoi predecessori per quanto riguarda la filosofia della squadra, giocando sempre con tiratori; gli arrivi di Lopez e Ilyasova vanno in questa direzione e lo stesso Bledsoe sembra più propenso a tirare da tre punti, senza contare Giannis stesso che ha preso con convinzione delle triple dal palleggio in questo inizio di stagione. I risultati non sono memorabili, così come la meccanica, un po’ troppo incassato nelle sue enormi spalle e portato a tirare cadendo sempre leggermente indietro per avere un angolo di tiro il più efficace possibile con quelle braccia infinite, ma la strada è quella giusta.

Nel corso delle partite, in particolare nel dominio contro i Sacramento Kings, i Bucks hanno sfruttato un semplice passaggio consegnato in ala effettuato dal Greco per permettere a Snell di ricevere e scoccare la tripla sfruttando il blocco generato dal consegnato stesso.

Tutte situazioni per agevolare Giannis che però non si è dimenticato affatto di come mettere palla per terra e letteralmente far mangiare la polvere al diretto avversario concludendo quasi sempre appeso all’anello. Dal post invece ha inserito anche un leggero fade-away per crearsi ancora più spazio per il tiro. Se lui e i Bucks dovessero riuscire a mantenere alto il proprio rendimento per tutta la stagione e anche in post-season attenzione ad incrociarli.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.