Simon Playbook: Sacramento Kings

Viaggio in California a casa dei Sacramento Kings per questo appuntamento con il nostro Playbook dove finalmente si intravede una vera squadra.

Kings, squadra giovane, in crescita, una crescita difficile ma che sembra aver preso una strada valida verso una propria identità con Coach Dave Joerger alla guida di una banda molto eterogenea e abbastanza particolare, a partire dal motore della squadra De’Aaron Fox: giocatore al secondo anno, e che secondo anno! 18 punti e 7.3 assist di media a partita, una scheggia impazzita che dà ritmo a tutti in campo grazie alle sue penetrazioni che spaccano in due le difese avversarie; sta limando i suoi difetti al tiro aggiungendo al suo repertorio il Jumper dalla media, spesso dopo un pick and roll, e anche le percentuali sono migliorate toccando quasi il 38% da 3 punti e il 48% dal campo tentando quasi 14 tiri a partita.

Al fianco di Fox un Buddy Hield che sembra aver trovato la sua dimensione come guardia pura. Allontanato dalla cabina di regia, che a New Orleans avevano ritenuto erroneamente adatta a lui, ha innalzato il suo gioco fino ad arrivare a segnarne 20 a partita con il 44.5% da 3 punti, sua arma principale e più efficace.

Per completare il reparto esterni ecco Bogdan Bogdanovic, guardia, ala, playmaker, un po’ il “jolly” di questi Kings. Un tuttofare da 15.4 punti a partita che condisce con 4 assist, numericamente non un dato eclatante ma fondamentali per lasciare Hield concentrato su quello che gli riesce meglio, ovvero tirare. Insieme a Yogi Ferrell occupano la cabina di regia dei Kings quando Fox è seduto o viene utilizzato lontano dalla palla. Bogdan è anche il ‘Key-Player‘, il giocatore a cui rivolgersi nel ‘Clutch Time‘ per arrivare in fondo alle partite: sua la tripla allo scadere che ha permesso di superare i Lakers qualche settimana fa.

L’altro elemento di stampo europeo fondamentale per Sacramento è certamente Nemanja Bjelica, soprattutto nelle ultime partite in cui Bagley è fermo ai box per infortunio. Prototipo del 4 di stampo europeo che cercano le franchigie: mobile, con raggio di tiro, buona proprietà di palleggio per attaccare i close out e capacità di chiudere sia al ferro sia di scaricare per innescare le rotazioni difensive avversarie. Le percentuali parlano per lui: 43.4% da dietro l’arco e quasi il 50% dal campo per 10 punti, 6 rimbalzi e 2 assist a partita.

Tuttavia a questi Sacramento Kings manca ancora qualcosa: sicuramente esperienza, in particolare nel gioco a difesa schierata dove si evidenziano tutti i limiti dei giovani, ancora acerbi anche nel gestire i vantaggi e i finali punto a punto, insomma tutto ciò che non sia corsa e transizione dove sono una delle migliori squadre sulla piazza. Questa stagione è ancora di passaggio, ma voglio sbilanciarmi e dire che questi Sacramento Kings sono sulla strada giusta per tornare ai Playoff nelle prossime stagioni, e possono farlo senza stravolgere il roster, ma aggiungendo elementi che possono amalgamarsi in questo sistema di Run and Gun.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.