NFL Playoffs 2019: Recap dei Divisional!

Patriots e Chiefs sul velluto, i Rams corrono sopra i Cowboys e Saints/Eagles è un risolta sul filo di lana con la difesa nero-oro protagonista. Ecco il recap dei Divisional!

AFC

New England Patriots (#2) – Los Angeles Chargers (#5) 41-28

In fase di presentazione avevo sottolineato come i Chargers avessero tutte le carte in regola, sia a livello offensivo che difensivo, per poter mettere in difficoltà i Patriots. La partita ha invece raccontato tutta un’altra storia. New England è partita forte, 21-7 con tre segnature nei primi tre drive del match e non si è più guardata indietro, arrivando al 41-28 finale senza alcun patema d’animo. Grande protagonista della partita è stato il RB Sony Michel (1229 yards su 24 portate e ben 3 touchdown) che ha letteralmente piallato la linea difensiva californiana una corsa dietro l’altra: il rookie da Georgia è stato un incubo per Bosa&Co dall’inizio alla fine, con il coaching staff dei Chargers incapace di saper fare quegli aggiustamenti in grado di limitare lo scatenato “back” avversario. Ne è uscita una performance generale imbarazzante ai limiti del fastidioso e il 35-7 di fine secondo quarto, causato da un errore su un punt non controllato dal returner di Los Angeles, è stato il chiaro segnale di una partita da dimenticare per i californiani.
Su New England poco da dire: efficienti, letali ma, soprattutto, in grado di adattarsi alle esigenze del momento della partita “imparando” da situazioni scomode per non ripetere errori in serie (come nella dormita collettiva che aveva portato al 7-7 su lunga ricezione di Allen dei Chargers). I Patriots volano così in Missouri per affrontare, nel Championship di domenica prossima, i Kansas City Chiefs. Per i Chargers si chiude un’annata positiva in cui è mancata, come sempre, quella scintilla per poter avanzare nei playoff.

Kansas City Chiefs (#1) – Indianapolis Colts (#6) 31-13

Un altro match dall’esito più scontato del previsto è stato proprio quello dell’Arrowhead Stadium. Come nel caso del match di Foxboro anche qui un’inizio bruciante dei padroni di casa (17-0 con il field goal di Butker ad inizio secondo quarto) ha dato il giusto abbrivio ai Chiefs per poter condurre in porto la W che ha scacciato finalmente una maledizione che durava dal 1994 (data dell’ultimo successo in casa nei playoff per la franchigia del Missouri). Se non si avevano grossi dubbi sul fatto che l’attacco guidato dal giovane fenomeno e futuro MVP Patrick Mahomes avrebbe messo sul tabellone almeno 20-25 punti,  molte di più erano le incertezze legate ad una difesa che, nel suo complesso, aveva fatto acqua da tutte le parti per tutta la stagione (costringendo l’attacco a segnare valanghe di punti per vincere le partite). E invece, proprio nel match dell’anno, ritrovatasi in stile telefonata a “Chi l’ha visto?”, la difesa dei giallorossi è riapparsa imperiosa e decisiva come non si vedeva da un anno: Colts azzerati (gli unici punti della prima metà di gara venivano solo da un punt bloccato e riportato in endzone) e tanti saluti alle critiche della vigilia. Per i Chiefs si aprono quindi le porte dell’AFC Championship che, domenica prossima, li vedrà opposti ai terribili Patriots del duo Brady&Belichick.
I Colts vanno in vacanza con due certezze non da poco: primo, l’aver ritrovato il proprio QB e leader Andrew Luck in salute garantirà a Indy di poter ri-avere, al centro dell’attacco, un talento come è l’ex Stanford; secondo, la squadra è quasi completa in ogni reparto e avendo a disposizione il più grosso spazio salariarle di tutta la Lega si prepara ad un mercato d’assalto per rinforzare una squadra già di alto livello. Qualcuno fa già il nome del RB Le’Veon Bell come primo acquisto dei biancoblu…

NFC

New Orleans Saints (#1)  – Philadelphia Eagles (#6) 20-14

Il kicker dei Saints, Will Lutz, ha appena fallito il field goal che avrebbe chiuso la partita e gli Eagles si ritrovano sotto di sei punti. Mancano oltre tre minuti sul cronometro e con una posizione di campo avanzata, c’è la più che concreta possibilità di stupire ancora una volta il mondo della palla ovale sbancando il Superdome di New Orleans. E tutto sembra andare per il meglio finchè il WR biancoverde Jefferey non  manca completamente una comoda ricezione in pieno territorio ospite consentendo al CB dei Saints, Marshon Lattimore, di intercettare l’ovale e chiudere di fatto la partita. New Orleans riesce quindi a vincere una di quelle partite che, per circostanze e coincidenze, ti ritrovi a poter solo perdere. L’avvio della partita è di marca Eagles: primo lancio di Brees intercettato, drive di Philly per il touchdown, punt dei Saints e altro touchdown degli ospiti.
Neanche dieci minuti di partita e la truppa di coach Sean Payton si è già scavata la fossa da sola sotto un pesante 0-14. Per fortuna dei padroni di casa la D chiude il lucchetto dopo questa seconda segnatura (gli Eagles non marcheranno più fino a fine partita) e consente a Brees&soci di iniziare una faticosissima rimonta che culmina con il touchdwon del sorpasso firmato dal WR Michael Thomas a fine terzo quarto. New Orleans si prepara quindi ad affrontare i Los Angeles Rams in un NFC Championship aperto ad ogni soluzione. Per Philadelphia finisce una stagione strana, contraddistinta da una marea di infortuni, dal “caso” Wentz-Foles e dalla consapevolezza di avere, in ogni caso, un’ottima base per il prossimo futuro.

 

Los Angeles Rams (#2) – Dallas Cowboys (#4) 33-20

238. Questo numero risuonerà a lungo nelle orecchie della linea difensiva dei Cowboys nella prossima primavera/estate. Il numero rappresenta le yards guadagnate su corsa dai Rams nel corso della partita: gli scatenati running backs dei padroni di casa Gurley (115 yards su 16 portate e un touchdown) e, soprattutto, Anderson (132 yards su 23 portate e 2 touchdown) han letteralmente saccheggiato le linee avversarie per tutta la partita martellando yard su yard. Come nel caso dei Chargers contro i Patriots, il coaching staff di Dallas non è stato in grado, visto l’andazzo della partita, di trovare una soluzione al continuo assalto su terra messo in atto dai Rams. E se metà battaglia sulla linea di scrimmage veniva vinta quindi dalla linea offensiva di Los Angeles, così lo era anche per l’altra metà: il DT Aaron Donald (futuro Defensive Player of the Year e candidato all MVP generale) ha suonato la carica per tutta la partita e la difesa californiana ha chiuso ogni via d’accesso al RB Ezekiel Elliott, limitandolo ad appena 47 yards su corsa.
Lo stesso Elliott aveva segnato, a fine terzo quarto, la meta del riavvicinamento Cowboys sul 23-15 per i Rams; meta vanificata immediatamente da un altro sontuoso drive chiuso in endzone da Los Angeles con l’ennesima corsa di Anderson a suggellare, con il 30-15 sul tabellone, la W per il team di coach Sean McVay. Devo ammettere candidamente che anche io, impressionato dalla tenuta della difesa e dalla ritrovata forma del RB Ezekiel Elliot, ero salito sul carro dei Cowboys. La trasferta di Los Angeles non si presentava difficile dal punto di vista ambientale (i Rams devono ancora “prendere possesso” della città dopo il trasferimento da St. Louis e i ‘Boys sono storicamente una delle squadre più amate in giro per gli States) e tutto faceva presagire ad un match equilibrato con possibile W per i texani. Così non è stato e giù il cappello di fronte all’ennesima prova di sagacia tattica per McVay e il suo staff in grado di trovare imprevedibili punti deboli nella linea difensiva dei Cowboys presentando un game plan non banale. Ora arriva la sfida con i Saints in cui Los Angeles potrà giocarsi le sue carte.

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G