Patriots-Rams e l’inizio della leggenda Brady

Il countdown è già partito e i vari media day con interviste, confronti e curiosità, hanno aperto le porte della settimana finale prima del Superbowl LIII.

Fra le tante storie legate a questo Superbowl c’è quella che riguarda la finale della stagione 2001/02 (giocata a New Orleans) che vide, protagonisti, proprio Los Angeles e New England. I Rams (allora di casa a St.Louis), favoritissimi alla vigilia, caddero sotto i colpi di un giovane quarterback alle prime armi. Quel regista, subentrato a stagione in corso a seguito del titolarissimo Drew Bledoe, guidò la sua squadra ad uno degli upset più clamorosi della storia NFL, regalando alla sua franchigia il primo titolo. Il primo di una lunga serie. Quell’esordiente era proprio lui, Tom Brady, e, alla guida di quei Patriots, c’era Bill Belichick.

Facciamo un passo indietro quindi di diciassette anni. I Patriots arrivano al Superbowl a seguito del famoso Tuck Rule Game. Nel Divisional contro i Raiders, giocato sotto una pesantissima nevicata, sotto 13-10 nel punteggio e con le spalle al muro a con meno di due minuti sul cronometro, Brady, alla prima partita playoff della sua carriera, subisce un fumble del CB dei neroargento Charles Woodson: l’ovale, recuperato dal LB neroargento Biekert, darebbe la vittoria ad Oakland se non fosse che, in applicazione di una controversa regola instituita un paio di anni prima, gli arbitri decidono che il che il braccio di Brady fosse in fase di movimento “in avanti” e decidono incredibilmente di chiamare un “incompleto” che regala un’altra chance ai Patriots. Questa chiamata, una delle più controverse della storia NFL, cambia la storia della partita e della stagione. I Patriots mantengono il posseso dell’ovale, pareggiano la partita con un incredibile field goal di Vinatieri (quel calcio di 45 yards sotto QUELLA nevicata è ancora oggi considerato uno dei più difficili mai realizzati…) che poi replica all’overtime per il field goal della W. Passati anche gli Steelers nell’AFC Championship, New England si affaccia così al terzo Superbowl della propria storia da chiara sfavorita.

I Rams, campioni NFL un paio di anni prima (W sui Titans) e reduci da una stagione 2000/01 deludente (eliminati ai playoff dai Saints) arrivano ai playoff del 2002 sull’onda di un record di 14-2 guidato da un attacco che, per la sua spettacolarità, è definito “The Greatest Show on Turf” (“turf” era il materiale con cui era rivestito il fondo del campo del Dome di St.Louis). In cabina di regia Kurt Warner fa girare tutti i suoi ricevitori a meraviglia: Bruce, Holt e Proehl sono affiancati, ciclicamente, dalle ricezioni del RB Marshall Faulk tanto letale sulle corse quanto sulle ricezioni e vero prototipo del running back moderno. Con una difesa rinforzata dagli arrivi, fra gli altri, del futuro Hall of Famer Aaenas Williams, niente sembra poter arginare i Rams che, superato lo spavento di una possibile sconfitta nel NFC Championships contro gli Eagles (con McNabb, QB dei biancoverdi, intercettato nel drive del possibile sorpasso a partita quasi finita), puntano diretti al loro secondo successo.

Il pronostico è palesemente a favore dei Rams che, però, si trovarono subito in enorme difficoltà nel produrre un qualsiasi risultato in attacco. Guidata dalla strategia del proprio head coach Bill Belichick, la difesa di New England fa letteralmente vedere i sorci verdi a St.Louis. Warner viene intercettato due volte (di cui una riportata in endzone dal CB dei Patriots Ty Law) e pur non creando particolari giocate, Brady riesce a controllare il gioco conducendo i Patriots ad un insperato vantaggio di 17-3 a fine terzo quarto. Qualcuno comincia a rivedere sprazzi di un Superbowl di qualche anno prima: quel Giants-Bills in cui Big Blue era riuscita a limitare il micidiale attacco di Buffalo prevalendo alla fine di una partita dal punteggio basso. E, guarda a caso, il Defensive Coordinator di quella New York era proprio Belichick.

L’inizio dell’ultima frazione vede un risveglio dei Rams che, chiudendo le maglie della difesa, riescono a crearsi quelle occasioni per poter pareggiare, con meno di un minuto e mezzo sul cronometro, grazie al td di Proehl ben imbeccato dallo stesso Warner. Con poco più di un minuto sul cronometro e senza time-out arriva il primo lampo di quella che sarebbe stata una carriera folgorante: Brady disegna un drive perfetto che consente poi a Adam Vinatieri, di sigillare la W, con un field goal dalle 48 yards. Arriva così il primo successo dei Patriots per lo stupore e la felicità degli stessi Brady e Belichick. La leggenda ha inizio

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G