Boston Celtics 2018/19, l’Orda

Per tutti i Boston Celtics, già dall’estate 2018, erano dati come padroni dell’East e finalisti contro i Warriors per le NBA Finals 2019 perché dopo aver sfiorato l’impresa l’anno scorso senza le sue stelle si pensava che col roster al completo e senza LeBron James nel vicinato avrebbero preso il controllo, invece…

Invece oggi parliamo di una squadra che è 4^ nella Eastern Conference, un rendimento al ballerino, avversarie che si sono notevolmente rinforzate e con tanti dubbi nel presente e per il futuro, questi Boston Celtics oggi sono un dilemma, ma perché? Boston ha fatto centro in tutti i punti del suo rebuilding:
• Fatto le trade giuste al momento giusto (Kyrie Irving)
• Fatto l’affare al Draft quando rifilò la #1 ai Sixers per prendere alla #3 Jayson Tatum
• Ingaggiato un grande allenatore
• Sono stati pazienti con mano ferma anche nei momenti più difficili
• Sono riusciti a firmare 2 All-Star con la 3^ nel mirino

Se al tutto aggiungiamo una piazza rovente, un fattore campo tostissimo e role players giusti abbiamo il puzzle completo per una contender tanto che l’anno scorso, senza Irving-Hayward, sono stati a 10′ dallo staccare il biglietto per le Finals, poi lo 0/10 da 3 nel 4° periodo ed il solito LeBron James hanno stroncato il sogno ma di fatto hanno spuntato bene tutte le caselle e con i giusti tempi come ogni franchigia in ricostruzioni dovrebbe fare, eppure non sta andando come ci si aspettava.

Sin dalla prima palla a due di questa stagione c’è stato qualcosa che non andava in questi Celtics, più che in campo con prestazioni altalenanti il vero concerno è stato a livello di spogliatoio tra polemiche, scomode uscite pubbliche che poi si ripercuotevano in campo con Kyrie Irving un po’ troppo al centro dell’attenzione tra frasi, prestazioni e situazione contrattuale. Troppo per una franchigia ordinata, ambiziosa e seria come Boston non abituata a certi riflettori

KYRIE

Parlare di Irving mi riesce sempre difficile perché dei giocatori in attività è il mio preferito (secondo solo a D-Wade), l’anno scorso scrissi un post molto malizioso dove il soldoni dicevo che Kyrie senza James al fianco perdeva un po’ del suo smalto, oggi mi ritrovo a parlare di un giocatore sempre sensazionale ma in un momento non semplice della sua carriera dentro e fuori dal campo.
Miglior closer della Lega senza dubbio ma fatica a dare credibilità alla sua leadership che era il suo obiettivo una volta lasciata l’ala di James, affermarsi come stella e leader di una contender,  essere l’uomo immagine, il tutto con i soliti infortuni che gli spezzano il ritmo durante la stagione, quest’anno ha provato ad emergere come leader con risultati al quanto deludenti; le uscite pubbliche contro i compagni con le protocollari spiegazioni a seguire non sono piaciute nello spogliatoio (Morris in primis), la telefonata a LeBron anche se genuina ha fatto storcere il naso infine, più spinosa, la faccenda del suo futuro con la Free-Agency dietro l’angolo. Irving anche in questa situazione non è stato impeccabile perché se ad ottobre dici in diretta televisiva che vuoi rimanere e a febbraio dici, stizzito, che se ne riparla a luglio non aiuti la squadra che volente o nolente DIPENDE da te.

Poi c’è il campo, quando decide che vuole vincere Boston vince e lui esce col titolo di MVP della partita, è sistematico, a parte i soliti canestri da campetto e quelli pesanti nei finali tirati c’è un’energia, una voglia ed una competitività su ambedue i lati del campo pazzesche, è vero che spesso congela l’attacco chiudendo con pochi assist (10° nella Lega con 6.9 assist di media) però se lui in primis indica la via poi tutti lo seguono.
Ma anche qui c’è un problema…È un caso che quando lui è OUT all’improvviso altri membri tipo Terry Rozier, Jaylen Brown, Jayson Tatum e anche Hayward rendano meglio? Anche i numeri dicono la loro:

Già, poi c’è il grande mistero chiamato Gordon Hayward; è passato più di un anno da quel tragico infortunio all’Opening 2017/18 ma sembra che per l’ex Jazz non sia passato un giorno. 
Hayward è il fantasma del giocatore strabiliante di Utah, i maligni dicono che se non ci fosse Stevens in panchina sarebbe già stato scambiato, non ha reso da titolare, dalla panca si evidenziano 3/4 partite di livello però poi….due notti fa a Philadelphia (Irving OUT) realizza canestri importanti in un match molto delicato, stanotte contro Detroit da titolare ha fatto un’ottima partita (18 punti), chi ha visto i Celtics giocare non può non notare che è un pesce fuor d’acqua malgrado sia evidente la voglia di fare che spesso lo porta a strafare, le sue ottime prestazioni sono un enigma per i tifosi, per Stevens e per lui stesso…chi è il vero Gordon Hayward? 

PRESENTE & FUTURO

Arriviamo alla pausa All Star Game con un record di 37-21,  2 vittorie consecutive, 7 nelle ultime 9, 4° posto ad East pari con Phila e a -1.0 da Indiana 3^, Irving infortunato,  non si sono mossi alla Dead-Line (anche perché non serve niente a questo roster) mentre Toronto, Milwaukee e Philadelphia si sono rinforzate bene. Toronto ha preso Marc Gasol, Philadelphia si è presa ad inizio anno Jimmy Butler e alla Dead-Line Tobias Harris sfanculando il suo stupido “Trust The Process” anche se, ed è un fatto, soffrono palesemente i Celtics (0-3 in stagione) specialmente Embiid con Horford, Milwaukee ha preso l’allenatore giusto ed oggi la squadra più quadrata ad East ed il record parla chiaro. 

E poi quella Free-Agency che si avvicina con un sogno tanto vicino quanto lontano.
I tifosi Celtics hanno gioito alla Dead-Line quando Dell Demps per ripicca ha sbattuto la porta in faccia ai Lakers per Anthony Davis in quanto convinti che il loro pacchetto di luglio sarà nettamente migliore di quello dei Lakers contando i sacrifici necessari di Jayson Tatum e Al Horford…Davis o meglio, il padre ha detto che non ha interesse a firmare con i Celtics e l’unico modo per convincere Davis a venire nella “City Of Champions” è la conferma di quell’Irving che rimane sulle sue con le sirene e gli invitanti verdoni della Grande Mela pronti sul tavolo a luglio.
Danny Ainge non dorme del tutto sereno, può riuscire a formare un Super Team come ritrovarsi con un pugno di mosche senza stelle ripartendo da capo e bruciando tutti gli step fatti in questi anni.

PECORA NERA

Poi c’è il fattore ambientale, niente di drammatico però sapete cosa è successo in neanche 98 giorni a Boston? I Red Sox hanno battuto i Los Angeles Dodgers 4-1 alle World Series e i New England Patriots hanno vinto il loro 6° titolo sconfiggendo al 53° Super Bowl i Los Angeles Rams dopo aver battuto ai Divisional i Los Angeles Chargers, proprio nella settimana post-Super Bowl la rivalità tra Boston ed L.A si estendeva anche in NBA con i Celtics che ospitavano i Lakers ed i Clippers ed in NHL con i Bruins a casa dei Kings, la #beatLA Week…secondo voi chi ha sukato? Solo i Celtics! Due sconfitte imbarazzanti, soprattutto quella con i Lakers.

La sconfitta sulla sirena contro i Giallo-Viola è stata preoccupante; hanno dominato arrivando fino al +18, si sono fatti rimontare, Irving ha segnato il canestro del sorpasso ad 8″ dalla fine e poi il Buzzer-Beater di Rajon Rondo, oh bravo Rajon perché l’ha lasciata andare bene ma come ha fatto a tirare?
È stato un tiro figlio di uno scarico o dal palleggio in isolamento? NO, è stato un tiro figlio di una PALLA VAGANTE dove l’anno scorso tutti e 5 i Celtics si sarebbero buttati per recuperare la sfera, andate a rivedere il video nessuno si butta con Horford che non lotta dopo la stoppata e Morris che guarda aspettando che la sirena suoni…Sono questi i Celtics?

Poi però, la settimana prima, ricevono la squadra più in forma della Lega, Oklahoma City Thunder, e la battono nel più classico dei “Chi la dura la vince” mostrando muscoli in difesa e ottima esecuzione offensiva con Kyrie sugli scudi…Sono questi i Celtics?

Poi l’altro ieri vanno a Philadelphia senza Irving dopo 2 KO consecutivi casalinghi, campo caldo, squadra entusiasta, in ritmo, al completo e tac ti strappano un super referto rosa vincendo con le unghie e con i denti con canestri importanti da giocatori nell’ombra…sono questi i Celtics?

Solitamente arrivo a questo punto e dico “Niente drammi, siamo solo a Febbraio e la stagione che conta inizia adesso” che è verissimo però Boston entra nella fase calda dell’anno acciaccata perché oltre ad Irving c’è fuori un giocatore chiave come Aaron Baynes, con un ritardo importante dalla vetta (-6.5 da Toronto), con dubbi ma soprattutto con tante identità di squadra come quelle nel personaggio di James McAvoy (Kevin Wendell Crumb) nel film “Split” che lui chiama L’Orda; riuscirà Brad Stevens a portare alla luce La Bestia o sarà un continuo alternarsi di Barry, Dennis, Patricia & Co?

 

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B