Pagellone Mid-Season 2018/19: East & West

Pausa All-Star Game e tempo di bilanci con il nostro pagellone: si parte dalla Eastern Conference dei Milwaukee Bucks,  sotto l’Ovest dei soliti Warriors

PAGELLONE MID-SEASON

Eastern Conference - Logo - 2018

Milwaukee Bucks (43-14), voto: 9
Pausa All-Star Game da prima della classe con Antetokounmpo in versione MVP; lui traccia la strada, tutti lo seguono mentre Coach Budenholzer gongola per come riesce ad orchestrare il tutto dalla panchina. Lotta serrata per mantenere il primo posto ed in quest’ottica l’innesto di Mirotic fa solo bene.

Toronto Raptors (43-16), voto: 9-
Ad un’incollatura dai Bucks, con Leonard in grande spolvero ma senza fargli fare straordinari, con un Siakam sempre più MIP e con un Marc Gasol dalla panchina che sta iniziando ad entrare nei meccanismi della squadra. Eccellente lavoro di Nick Nurse con tutto il gruppo, che sia il loro anno?

Indiana Pacers (38-20), voto: 7.5
Con Oladipo KO per tutta la stagione, gli obiettivi per la post-season sono stati decisamente ridimensionati, nonostante il grande sforzo fatto finora per mantenere la terza piazza a discapito di Boston e Philadelphia. In una serie non vorrei comunque incontrare i Pacers, soprattutto se dovessero mantenere il fattore campo.

Boston Celtics (37-21), voto: 6+
In ripresa, ma decisamente al di sotto delle aspettative di inizio anno, a Boston amano viaggiare sulle montagne russe alternando buone prestazioni a figuracce. In più si aggiunge il caso Irving con l’incognita per il futuro; cantiere aperto quello di Brad Stevens che deve completare il lavoro di ristrutturazione iniziato per portare i Celtics a centrare le Finals.

Philadelphia 76ers (37-21), voto: 8
“Vincere e vincere subito”. Si potrebbe riassumere così l’annata dei 76ers che oltre a Jimmy Butler sono andati a prendere anche Tobias Harris allo scadere della Trade Deadline, fornendo a Coach Brown un roster di tutto rispetto, con un quintetto solido sia offensivamente che difensivamente. Ma il problema dello scorso anno rischia di persistere: sbattono contro le difese organizzate, chiedere a Boston.

Brooklyn Nets (30-29), voto 8+
Dopo un inizio che lasciava presagire un’altra stagione deludente, con dicembre i Nets hanno deciso di mettere le ali e atterrare al 6° posto nella Eastern Conference. Guidati dall’All-Star D’Angelo Russell ed orchestrati divinamente da Coach Kenny Atkinson tra movimento di palla e difesa a zona, Brooklyn è una mina vagante e con un accoppiamento non troppo severo potrebbe anche pensare di passare il primo turno. Ma un passo per volta che la lotta per gli ultimi posti è serrata.

Charlotte Hornets (27-30), voto: 6
Compitino, nulla più. È nel gruppone che insegue il treno playoff senza dare realmente l’impressione di riuscire a farlo suo stabilmente. Kemba Wlaker predica nel deserto, hanno ancora contratti pesanti sul libro paga da giocatori poco utili e le poche note positive arrivano da Miles Bridge che lascia intravedere qualcosa di positivo. Chiudono con un -38 subito a casa di Orlando, non il modo migliore per ospitare l’ASG.

Detroit Pistons (26-30), voto: 6-
Aggrappati ad un filo, alla pari con gli Heat ma dando l’impressione di essere lì lì per mollare la presa. Blake Griffin in versione All Star ma solo a livello numerico e statistico, perché questi numeri non si stanno tramutando in risultati; Drummond che fa il suo catturando rimbalzi e segnando, ma a questi Pistons manca almeno uno, forse due tasselli per essere di livello.

Miami Heat (26-30), voto: 6
One last Dance che andrebbe celebrata con l’aggancio dei playoff. Problema, se non gira il Vecchietto col #3 la squadra fatica molto: Whiteside è più spesso impresentabile che realmente d’impatto, Dragic è più spesso ai box che in campo e a reggere la baracca insieme a Wade ci sono Winslow e Adebayo. Troppo, troppo poco.

Orlando Magic (27-32), voto: 6+
Trascinati da un indemoniato Nikola Vucevic sono forse gli outsider più interessanti per infilare tutti nella corsa playoff e assicurarsi un posto. Terrence Ross come scudiero e la scommessa Fultz in Deadline con tempi di rientro incerti, potrebbero far pendere l’ago in un senso o nell’altro.

Washington Wizards (24-34), voto 4.5
Il treno playoff si allontana, il baratro del Tanking non lo vogliono considerare, John Wall ai box per 12 mesi con il tendine d’Achille rotto e un contratto che sa di definitivo chiodo sulla tomba, ed eccovi servito il Limbo, quella zona di classifica che non permette di scegliere alti al Draft e non ti lascia in lotta per un posto in Post-season. Disastrosi.

Atlanta Hawks (19-39), voto 5.5
Inizia ad intravedersi qualcosa di buono dall’asse Young-Collins e i vari Prince e Hurter sembrano poter dare un contributo. Stagione senza pretese da portare in fondo sviluppando i giovani.

Chicago Bulls (14-44), voto 5
Tankare sì, ma proponendo del gioco. Lavine, Markkanen, Dunn e adesso il contratto di Otto Porter a tratti fanno la loro figura in campo, senza tuttavia distrarre dall’obiettivo principale, pescare alto al Draft.

Cleveland Cavaliers (12-46), voto 4
Quanto pesa l’abbandono del Re, cari Cavs? Love in lentissima ripresa, Thompson spesso out, Clarkson che comanda in assenza di punti di riferimento veri. Obiettivo Tanking, ma poche idee in Ohio.

New York Knicks (11-47), voto 5-
“Tank for Zion!” Scendono in campo ogni sera con un solo obiettivo in mente: perdere, ma dignitosamente. Ecco, diciamo che si avvicinano al 5 pieno solo per l’enorme spazio salariale disponibile nella prossima estate, perché risultati in campo e gli scambi per portare Dennis Smith Jr. nella grande Mela al posto di Porzingis, sono da matita rossissima.

Western Conference - Logo - 2018

Golden State Warriors (41-16), voto: 8.5
Massimo risultato con il minimo sforzo, considerando che il loro obiettivo è arrivare sani e uniti alla post-season. Cousins sta recuperando dall’infortunio e sembra sulla buona strada, la discussione tra KD e Green sembra acqua passata. Tutto procede secondo i piani.

Denver Nuggets (39-18), voto: 8.5
Grande stagione per la franchigia del Colorado fino ad ora, con Jokic da inserire nella corsa all’MVP. Qualche scivolone nelle ultime partite prima della pausa hanno fatto perdere la testa della Conference ed evidenziato qualche dubbio sulla tenuta mentale di questa squadra in vista dei playoff.

Oklahoma City Thunder (37-20), voto: 8-
Pagano una partenza un po’ zoppicante e qualche partita di troppo affrontata con leggerezza nella prima metà di stagione, ma ora sono una corazzata, a patto che Westbrook giochi convinto di avere l’MVP in casa e decida di lasciare i palloni che pesano proprio a lui. Paul George, infatti, oltre a dominare nella metà campo difensiva ed essere un serissimo candidato al DPOY, sta giocando una pallacanestro offensiva da MVP. Con questi due in questa forma OKC fa davvero paura.

Portland Trail Blazers (34-23), voto: 7
Sempre loro, sempre gli stessi, sempre allo stesso modo, sempre Lillard, McCollum, Nurkic, sempre gli stessi dubbi sul fatto che possano fare strada nei playoff. Hanno appena aggiunto Kanter al roster allungando la panchina, ma può non essere sufficiente a distaccarsi dal copione di una buona stagione regolare ma mediocri playoff.

Houston Rockets (33-24), voto: 6.5
CP3 ai box per mezza stagione, Capela out ancora qualche settimana e Harden che è stato costretto a fare gli straordinari fin da subito per riportare i Rockets in zona playoff. Ora è tornato Paul, con Faried e quando tornerà Capela avremo finalmente idea di che tipo di squadra avremo davanti in vista della post-season. Fino ad ora le note positive sono arrivate solo dall’uomo con la folta Barba.

Utah Jazz (32-25), voto: 7.5
Dopo un inizio orribile, i Jazz hanno ritrovato Mitchell e un gioco efficace. La spina dorsale della squadra è sempre quella ma si sono molto compattati uscendo dalle difficoltà. Concentrazione che non deve calare perché ad Ovest la lotta per gli ultimi posti della griglia playoff è davvero agguerrita.

San Antonio Spurs (33-26), voto: 6.5
Usciti egregiamente da tutta la soap opera Leonard, sopperito all’infortunio di Dejounte Murray in pre-season, gli Spurs sono ancora qui, ancora dentro ai playoff a giocarsela per arrivare ad un’altra post-season. Dopo un inizio terribile Popovich è riuscito a riportare sulla giusta corsia la sua squadra, che sembra però condannata a dei playoff molto brevi. Staremo a vedere.

Los Angeles Clippers (32-27), voto: 7+
Gallinari-Harris-Williams e squadra che ha insidiato anche le posizioni alte in classifica. Harris che saluta la compagnia alla Deadline e ridimensiona la stagione dei Clippers proiettandoli nell’off-season dove avranno spazio salariale per aggredire il mercato. Eppure in campo la squadra regge e si tiene l’ottava piazza. Durerà?

Sacramento Kings (30-27), voto: 8
Squadra giovane che diverte e si diverte, con un gruppo giovane che adesso nella post-season inizia a crederci. Harrison Barnes arrivato da Dallas per provare ad acchiappare l’ultima carrozza del treno playoff e gettare le basi di quello che sembra essere finalmente un buon progetto a Sacramento.

Los Angeles Lakers (28-29), voto: 4+
Quanto è lontano Natale? Quanto è lontano quel momento in cui la stagione dei Lakers ha fatto “pop” come l’inguine di LeBron? Da quarti che erano a decimi che si ritrovano, con un 8-15 impietoso. Aggiungi una gestione sciagurata nel cercare di prendere Anthony Davis mettendo più di metà squadra sul mercato, l’infortunio di Lonzo Ball che ha affossato il Difensive Rating, un allenatore che sembra avere le idee piuttosto confuse e il 6% di possibilità di centrare i playoff. Il “+” è assegnato solo perché gli infortuni hanno davvero complicato il tutto, solo 8 partite con la squadra al completo (6-2); LeBron, tutta la Lakers Nation è sulle tue spalle.

Minnesota Timberwolves (27-30), voto: 5.5
Il dramma Jimmy Butler non ha certo fatto bene all’ambiente che, dopo aver assaggiato i playoff per 4 partite la scorsa stagione, in questo momento li vedono molto lontani. Estremamente altalenanti sembrano non aver trovato ancora una vera e propria identità di squadra e la gioventù inizia a non essere più una scusa.

Dallas Mavericks (26-31), voto: 6+
Stagione di transizione se ce n’è una. Tutti sulle spalle di Luka Doncic ma senza pretese di risultato, tutto quello che arriva è solo di guadagnato in attesa che si formi in campo il duo Doncic-Porzingis.

New Orleans Pelicans (26-33), voto: 4
Se i Lakers hanno gestito male l’affare Davis, i Pelicans hanno rifiutato uno scambio che comprendeva 4 giovani e 2 scelte al primo giro per aspettare l’offerta dei Celtics e Tatum. E hanno pure mollato in campo, con giocatori che sembrano aver perso ogni voglia di giocare nonostante l’ultima vittoria con OKC. Dai playoff al baratro il passo non è proprio così breve, ma i Pelicans ci sono finiti dentro senza nemmeno sforzarsi.

Memphis Grizzlies (23-36), voto: 5
Ci hanno provato all’inizio, hanno resistito il primo mese, poi sono usciti gli stessi Grizzlies degli ultimi anni. Per la prima volta da quando si sono trasferiti a Memphis non hanno un Gasol a roster, mentre Mike Conley è ancora lì insieme al mucchio di soldi che prende dalla franchigia. Segnali positivi da Jaren Jackson Jr. ma poco altro.

Phoenix Suns (11-48), voto: 3
“Insieme a Booker possiamo essere Kobe e Shaq 2.0” così Ayton la notte del Draft. Ecco, diciamo che non si avvicinano nemmeno lontanamente. Nessuno si aspettava una stagione vincente, ma ragazzi, qui siamo al limite della depressione: Booker che predica nel deserto quando non è ai box, Ayton che sta giocando bene ma che non fa la differenza, totalmente senza un playmaker e probabilmente con le idee poco chiare anche in vista del Draft. Un disastro su tutta la linea.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.