Rookie Contest: Trae Young vs Luka Doncic

Dalla notte del Draft alla lotta per il titolo di Rookie of the Year, i destini di questi due giovani si sono intrecciati dal primo momento in cui si sono affacciati all’NBA; Trae Young e Luka Doncic sono due tra i Rookie più promettenti di questa classe, così diversi, così lontani eppure accomunati dalla stessa voglia di sfondare e di scrivere il proprio nome nella lega delle stelle.

Notte del Draft, i Dallas Mavericks e gli Atlanta Hawks decidono di scambiare i Rookie appena scelti con Trae Young che vola in Georgia e Luka che va in Texas. Uno scambio che allora lasciò perplessi i commentatori americani che vedevano in Young il potenziale per essere il nuovo Steph Curry, mentre avevano non poche riserve sullo sloveno neo MVP dell’Eurolega. A Dallas Luka trova un altro europeo che ha fatto le fortune della franchigia, Dirk Nowitzki, e il proprietario Mark Cuban non potrebbe essere più felice della Trade appena conclusa.

Trae è sempre stato sicuro di sé ed è convinto di far bene in qualunque situazione; ad Atlanta trova una situazione molto particolare, con giocatori giovanissimi e pochissime ambizioni, forse proprio la situazione migliore per entrare nella lega e prendere subito in mano la propria squadra.
A Dallas invece, Luka trova una situazione un pochino più evoluta che, con DeAndre Jordan firmato in estate, Dennis Smith Jr ed Harrison Barnes, potrebbe far ambire ad un piazzamento ai playoff.

La parola però poi passa al campo, e il campo non perdona nulla: sia Dallas sia Atlanta si collocano nelle zone basse della classifica e perdono subito tutte le ambizioni che potevano essere presenti ad inizio stagione. E i due Rookie? Beh, Trae fatica molto a trovare ritmo, il suo gioco risente moltissimo della maggior fisicità dell’NBA rispetto al College e si dice anche stupito che “le squadre preparino le partite su di me. Faccio fatica a trovare il mio ritmo perché le difese sono molto concentrare su di me”. Benvenuto nella NBA.
Luka invece parte piuttosto bene, evidentemente l’esperienza in Eurolega deve avergli fatto piuttosto bene, nonostante ciò che pensa Charles Barkley che l’ha definita “Una competizione di merda se un 18enne riesce ad essere MVP!”; si carica fin da subito la squadra sulle spalle, col sorriso sulle labbra, e generando un hype pazzesco intorno al suo nome. Dopo un mese è già considerato da tutti il Rookie of the Year senza alcun dubbio dopo aver quasi battuto il record di LeBron James nel mettere a referto 1000 punti in meno partite, fermandosi solo a 999. Oltre ai numeri arrivano anche prestazioni con la squadra che va da lui nei finali di partita e lui, senza paura, si prende queste responsabilità con esiti spesso positivi.

A livello statistico sia Young che Doncic stanno producendo numeri di livello: 16.9-3.3-7.6 per Trae, 20.7-7.2-5.6 per Luka ma l’impatto sulla partita è nettamente a favore di Doncic che ha spesso flirtato con la tripla-doppia, mettendone a referto già due e superando il record precedente di LeBron James.

Qualche settimana fa però Young non ha esitato e si è lasciato andare in modo molto chiaro intervistato su questo duello con Luka e sul fatto se sentisse o meno questa pressione: “Luka sta avendo una buona stagione, veramente una buona stagione fin qui, però penso che anche la mia sia piuttosto buona. Tutto quello che posso fare è lavorare e concentrarmi su me stesso e sui miei compagni.” Una disamina perfetta della situazione, lasciando un po’ andare la competizione per il R.O.Y nelle mani dello sloveno. Ha però aggiunto a fine intervista che:

 Grazie alla mia natura competitiva non ho dubbi su chi avrà la carriera NBA migliore, e sono certamente io

Ecco, probabilmente questa stagione da Rookie evidenzia due strade molto diverse: quella di un giocatore al primo anno che sta cercando di lasciare un’impronta nella lega, Trae Young, e quella di un giocatore che “si sente un Rookie solo quando indossa lo zainetto di Hello Kitty”, Luka Doncic. Effettivamente l’impressione è proprio che Young sia ancora acerbo mentre Luka parta da un gradino più in alto, già avvantaggiato per essere una stella della lega e senza paura di dire che “in NBA sia più facile segnare rispetto all’Eurolega” mandando un messaggio deciso a quel Charles Barkley che l’aveva un po’ sottovalutato in previsione del Draft.
Questa seconda parte di stagione inizierà a dirci qualcosa di più sulle reali ambizioni di entrambi, certo è che ad oggi Trae deve recuperare davvero molto svantaggio dal Golden Boy dell’NBA.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.