Simon Playbook: Atlanta Hawks

Ritorno della rubrica del giovedì con una lente d’ingrandimento sugli Atlanta Hawks di Trae Young e John Collins.

Stagione di grande transizione per la franchigia della Georgia che, dopo aver scambiato al Draft con Dallas per avere Trae Young, ha faticato a trovare la quadra ma non ha mai avuto eccessivi problemi con le sconfitte; potrà scegliere nuovamente alto al prossimo Draft con la propria scelta e verosimilmente usufruire anche di quella dei Mavs, ottenuta insieme a Young nello scambio che ha portato Doncic alla corte di Mark Cuban. (Per approfondimenti: http://www.nba-evolution.com/2019/02/21/rookie-contest-trae-young-vs-luka-doncic/ )

Ma parliamo degli Hawks sul campo, con Trae al centro del progetto: tanti palloni in mano, il valore di Usage è del 27.6%, e in quasi 31 minuti di utilizzo produce 17.8 punti, 3.3 rimbalzi e 7.7 assist e dopo la pausa All Star sta viaggiando addirittura a 31 punti abbondanti e 9 assist di media. Forse la corsa al Rookie of the Year non è ancora totalmente chiusa come lui stesso ha dichiarato.
In generale gran parte del gioco di Atlanta si sviluppa dalle sue mani con pick and roll, situazioni di transizione offensiva molto rapide o svariati consegnati e blocchi lontano dalla palla per liberare i tiratori.

A dare una grossa mano a Trae anche John Collins, giocatore moderno se ce n’è uno, estremamente atletico, molto mobile, buon rimbalzista e anche una buona dose di punti nelle mani in un sistema così rapido come quello di Atlanta. 19.5 punti e 9.5 rimbalzi di media, sempre a flirtare con la doppia doppia e a portare sostanza sotto le plance ma anche aprendo il campo con il suo 37.9% da dietro l’arco. Anche lui dopo la pausa ha ripreso un ottimo ritmo con 23 abbondanti e 10 rimbalzi di media con più del 52% dal campo ed è insieme a Young il motivo per cui gli Hawks sono 2-2 in queste partite.

A contribuire alla causa altri giovani interessanti come Kevin Huerter, esterno, un po’ tiratore un po’ realizzatore che viaggia a 9.2 punti con il 39% da dietro l’arco, e Taurean Prince, giocatore al terzo anno da 13.2 punti e 4 rimbalzi di media.

A fare da chioccia ai giovani un immortale Vince Carter che qualche soddisfazione può ancora togliersela: quasi 7 punti con quasi il 40% da dietro l’arco.
Completano il roster giocatori molto discontinui ma con molta cattiveria agonistica come i vari Bembrey, Spellman, Dedmon e Bazemore.

Stagione di transizione con la mano nell’urna della Lottery ma con ottime speranze per il futuro: la strada intrapresa e giusta, si tratta di percorrerla al meglio sperando di non incappare in ostacoli imprevisti lungo il percorso.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.