Simon Playbook: San Antonio Spurs

Viaggio in Texas per l’appuntamento con la rubrica di oggi, a casa di Coach Popovich e dei suoi San Antonio Spurs.

Stagione complessa per gli Spurs, iniziata questa estate con la fine della telenovela Leonard e l’arrivo in Texas di DeMar DeRozan, continuata con l’addio di Tony Parker e l’infortunio di Dejounte Murray che hanno lasciato sguarnito il ruolo di playmaker. Ma a Popovich questo non è importato più di tanto, ha pescato dalla panchina e ha trovato Forbes e White pronti a guidare l’attacco Spurs.
Attacco Spurs che si sviluppa sempre meno con azioni perimetrali, sempre più con conclusioni dalla media distanza; in questo aspetto DeRozan è senza dubbio un ottimo innesto visto il suo modo di giocare, molto dal palleggio, molto in arresto e tiro dalla media, molto in post medio. In questa stagione l’ex Raptors sta viaggiando a 21.4 punti, 6.2 rimbalzi e 6.1 assist di media con il 47% dal campo ma un disastroso 17% da 3.

Ad affiancare DeRozan è rimasto al suo posto LaMarcus Aldridge, altro giocatore che trova nel mid-range la sua dimensione di gioco; spesso riceve in post alto per costruirsi il tiro o servire compagni che tagliano. Anche questa stagione le sue medie sono di tutto rispetto: 21-9-2.4 con il 51.3% dal campo.

A dare una mano sul perimetro ci sono i già citati White e Forbes, rispettivamente 34.6% e 40.1%, il nostro Marco Belinelli, che produce dalla panchina 10.8 punti con il 38.4% da 3, e un incredibile Davis Bertans che spara più di 4 tiri a partita dalla lunga distanza e li converte con il 46.5%.

Dove peccano incredibilmente gli Spurs è nella metà campo difensiva: concedono 111 punti di media a fronte di 111.9 segnati, spesso hanno concesso più di 120 punti senza riuscire a segnarne altrettanti. A prescindere però dalle mere statistiche, la squadra di Gregg Popovich sembra proprio mancare di brillantezza e intensità nella propria metà campo.
Nonostante questo gli Spurs sono ancora in zona playoff e potrebbero raggiungerli per il 22esimo anno consecutivo vincendo ancora qualche partita chiave nel finale di stagione. Ci riusciranno?

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.