E se l’NBA avesse i contratti MLB…

Ieri sera anzi, ieri notte, tornando da una devastante sconfitta (-29) in PROMO mi sono imbattuto in un gran bel post scritto da Michael Rosenberg (The Crossover) che analizzava la storia di due talenti attuali NBA ed MLB e di come le loro carriere siano simili se non fortemente caratterizzate dai loro contratti.

Rosenberg ha preso Anthony Davis (26 anni) dei New Orleans Pelicans e Mike Trout (27 anni) dei Los Angeles Angels, entrambi sono al loro 7° anno con le rispettive franchigie, entrambi sono giocatori di primissima fascia se non tra i più forti delle loro leghe, entrambi famosi (Trout un po’ di più), entrambi in franchigie di small-market ed, ahimè, entrambi sempre spettatori dello show più importante quando la posta in palio si fa importante.

Davis con i Pelicans vanta un 2° turno ai Playoffs la passata stagione, Trout addirittura una sola serie Playoffs, entrambi vorrebbero competere, qui entrano in gioco i contratti con le loro regole e modalità; in NBA lo sapete, dal 2017 il massimo salariale consentito in NBA ad un giocatore può arrivare fino a 5 anni, limite che non c’è in MLB e il buon Trout recentemente ha riscritto la storia alla voce “Max Contract” di sempre arrivando a firmare 12 anni per…$430 milioni!!!

Se ve lo state chiedendo vi rispondo subito, in MLB il Salary-Cap semplicemente…NON C’È!

Vi sparo un po’ di numeri per darvi un’idea: la squadra campione in carica, i miei Boston Red Sox hanno un monte-ingaggi di $227 milioni col pitcher David Price il più pagato ($31 milioni), la squadra sconfitta alle World Series 2018 ossia i Los Angeles Dodgers ha un roster dall’ammontare di $199 milioni con anche qui il picther Clayton Kershaw il più pagato ($31 milioni). 

Cosa rende un giocatore o meglio, cosa trasforma un giocatore in una SUPERSTAR?
Il contratto.
Cosa crea i Super-Team?
I contratti.

Se ogni giocatore percepisse quello che vale…..e andate a chiederlo ai Golden State Warriors che rischiano di perdere alcune pedine fondamentali della loro armata in estate visto che Klay Thompson, Draymond Green ma soprattutto Kevin Durant vogliono battere cassa, KD è stato pure chiaro e limpido ammettendo che la prima cosa che guarderà in Free-Agency sarà la cifra messa sul tavolo.
La Lega sta venendo sempre più incontro alle squadre alzando il Salary Cap e consentendo alle franchigie di poter alzare l’ingaggio annuale della loro stella gradualmente ma questo si ritorce anche contro, i giocatori ottengono subito quello che vogliono e poi si sentono liberi di svegliarsi una mattina e chiedere di essere scambiati, guardate il caso Davis che adesso volente o nolente andrà via da New Orleans perché vuole lottare per il titolo.

In MLB la questione è abbastanza chiara, i giocatori chiedono e le franchigie soddisfano, blindano a vita la loro stella, in NBA ci sono parametri da rispettare ma immaginatevi se anche in NBA ci fossero le modalità contrattuali MLB ossia nessun salary cap? Immaginatevi se i Cleveland Cavaliers nell’estate del 2010 avessero messo sul piatto tutto quello che voleva LeBron James? O, restando nel presente, pensate se i Pelicans potessero offrire a Davis un contratto tipo quello di Trout? Dubito che voglia scappare via.

Con le modalità contrattuali MLB in NBA si avrebbe la morte dei superteams, è chiaro, #1 super pagato, #2 che prende meno e poi una sfilza di role player, poi chiaro che ci sono franchigie (Warriors, lakers) che possono magari ambire a 2 e mezzo, questo oltre ad evitare squadre da 3/4 Superstars renderebbe la Lega più equilibrata dando una chance anche alle squadre Small-Market.
Una franchigia di Small-Market, per finire sul radar ha una sola chance ossia il Draft, chiedere ai Cavaliers nel 2003, poi rischiamo l’eccezione New York che se avesse la #1 al Draft 2109 avrebbe tra le mani Zion Williams che già adesso a Duke è tra gli sportivi più famosi degli States e non solo.

Qui entra in gioco anche il ruolo della Lega, inutile prenderci in giro perché se è vero che l’NBA  la Lega USA più globale non è in lotta nelle prime due piazze casalinghe, l’NFL è di un altro pianeta e gli ultimi dati riportano che ha avuto un +5% di share nella stagione 2018/19 rispetto l’anno scorso mentre l’NBA sta avendo un brusco calo nella vendita di biglietti/ascolti MA anche lei insegue l’MLB.
Il Baseball è LO sport Americano, è un passing-game, con pochi dollari vai durante la settimana a vederti una partita, birra a go go, mangi e tiri sera, giocano 162 partite di Regular-Season, giocano tutta l’estate, tutti i giorni, basti pensare alla miriade di film prodotti come “Moneyball” ispirato da una storia vera, gli americani dicono che la vita è come una partita di baseball in ogni sua sfaccettatura, non è utopia pensare al giro di denaro/introiti che la Major League possa generare.

Voi cosa ne pensate, vi piacerebbe un’NBA senza Salary-Cap come il Baseball o va bene così? 

 

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B