Boston e la stagione più Anti-Celtics

Era il 2 luglio 2018 quando LeBron James dichiarava le sue volontà di trasferirsi ad Ovest alla corte dei Los Angeles Lakers, via il Re l’East diventava (finalmente) territorio di conquista e tutti all’unisono avevano indicato i Celtics come padroni e favoriti…è andata male.

Qualche mese fa, nello specifico nella pausa All Star game, avevo scritto un FOCUS (CLICCA QUI per leggere) sulla sregolata stagione dei verdi del Massachusetts tenendomi una porta aperta nella speranza di vedere la compagine fare “click” ed imporsi, roster al completo senza infortuni, miglior allenatore della Lega, fattore campo di quelli importanti, niente da fare la squadra non ha mai fatto quel clic e ha salutato pure male la Post-Seaosn facendosi eliminare nettamente 4-1 dai Milwaukee Bucks.

MAI CELTICS

Dalla prima a due alla sirena di Gara5 della scorsa notte i Boston Celtics non sono mai stati una squadra. Non hanno MAI mostrato unità, gruppo, solidità, non hanno MAI davvero spaventato la concorrenza se non in Gara1 (dopo andiamo nel dettaglio della serie) a Milwaukee quando per 48′ misero nell’angolo Giannis Antetokounmpo illudendo tutti come Paul Pierce che se ne uscì con “Adesso Milwaukee no vincerà più una gara“…tutto l’opposto.
Facendo un paragone NFL i Celtics hanno giocato e vissuto una stagione da Pittsburgh Steelers ossia, e per lo stile Celtics è un crimine, una franchigia DISFUNZIONALE più indaffarata a rivolvere i casini interni tra giocatori che (altra roba non da Celtics) finivamo pubblicamente con i media che ci sguazzavano e questo ogni settimana e anche dopo l’eliminazione contro i Bucks sono arrivate le solite frecciatine sull’egoismo dei singoli…

Quando scrissi il FOCUS i Celtics avevano un record di 37-21 ed occupavano il 4° posto ad East e come hanno chiuso la stagione? 12-12 e ancora 4° posto, mai in lotta per il 3° di Philadelphia, se sei Boston non puoi permetterti di andare in Post-Season con fattore campo solo al 1° turno.

NAUFRAGIO PLAYOFFS

Primo turno agevole, Indiana lotta sempre ma sistematicamente arriva nel 4° periodo che non ha più benzina (e stelle), Boston alza il volume della radio e si porta a casa velocemente lo sweep, se arrivi #4 al 2° turno a meno di miracoli ha sempre la #1 e questa è Milwaukee; Gara1 apriti cielo, ecco i Celtics!
Difesa ermetica sul greco con Al Horford strepitoso, davanti Irving & Co girano che è una meraviglia ed è 0-1. Ecco i Celtics che riescono nel loro piano, strappare il fattore campo ai Bucks e portare la serie al TD Garden. Milwaukee pareggia Gara2 e la serie finisce a Boston…dove i Celtics naufragano peggio del Titanic.
Che Giannis ti giochi due gara da 30+10 lo sai anche perché non è un giocatore stupido e ha preso le contromisure alla tua difesa, quello che ti ha ucciso è stata la Second-Unit!
La panchina Bucks ha ridicolizzato quella Celtics con Gordon Hayward, teorico leader della secondaria, da 2 punti in Gara4…Poi chiamare Marcus Smart ancora cagionevole è stata la mossa della disperazione proprio perché la panchina non ha dato nulla.
I tifosi di Boston che lasciano il l’arena con 5′ ancora da giocare in Gara3 è stata la coltellata finale, un pubblico che non molla mai che se ne va sconsolato da una squadra che non è riuscita a trasmettere nulla.

Dobbiamo parlare dei singoli?Mi riesce difficile perché non ce ne è stato uno che ha abbia giocato con continuità ma, soprattutto, uno che abbia avuto un ruolo chiaro e definito da poter essere giudicato…eccetto UNO.

GOODBYE KYRIE

Lo so che è il punto che più attendevate e vi liquido senza troppi fronzoli: ha fallito come Leader e stella, non ci sono le basi per restare, Goodbye.
Le due partite a Boston sono state ahimè la fotografia dell’esperienza fallimentare dell’ex Duke con i Celtics, quando a Cleveland le cose si mettevano male cosa succedeva puntualmente?
Quello la si caricava la squadra sulle spalle destabilizzano gli avversari, segnava, subiva falli ma soprattutto metteva in ritmo i suoi tiratori, quante gare i Cavs hanno girato con le triple dell’angolo di Korver o di J.R o di Kevin Love? E cosa succedeva subito dopo? Entrava in scena Kyrie che con la difesa nel pallone dava pugnalata al cuore per decidere la partita. Perché Kyrie Irving è un closer.
Cosa è successo in gara3 e Gara4 quando Milwaukee prendeva il largo? Irving iniziava a sparare a salve, dicasi 15/44 dal campo in due partite per un totale di 102 punti con 104 tiri in 5 gare, scelte sbagliate, forzature nei momenti sbagliati, mai messo in ritmo i compagni i quali, essendo i Celtics 2018/19 una squadra disfunzionale, iniziavano a giocare per i fatti loro. E la frittata è servita. New York, Brooklyn chi lo sa intanto i meme si sprecano con questo nettamente il più bello e tragicomico

E ADESSO?

Dando per scontato l’addio di Irving, cosa faranno i Celtics per restare una contender? Mettere la squadra in mano a Jayson Tatum andando a prendere in Free-Agency un Kemba Walker di turno? Si ok ma non fai il salto in più.
Vuoi andare a prendere Anthony Davis? New Orleans non te lo smolla se non c’è Tatum nella trattativa e Davis a Boston senza almeno un’altra stella non ci viene.
Si cercherà una trade dell’ultima ora per avere un top scelta al Draft? Rebuilding?

Non so cosa i Celtics possano fare perché nell’anno in cui avrebbero dovuto prendersi l’East di forza si sono sciolti perdendo molte certezze ed apparendo fragili/caotici agli occhi della Lega, abbiamo e stiamo perculando i Lakers per la loro situazione ma Boston non è che sia messa meglio, i giallo-viola almeno UN punto fermo ce l’hanno (James), quello di Boston ha già le valigie (Irving)…

Il lato positivo sta che anche la concorrenza a poco di cui sorridere perché Toronto dovrà cercare di trattenere Kawhi Leonard dalle sirene di Hollywood, Philadelphia ha le sue scelte da fare in Free-Agency non facili. 

Piccola nota a margine ma pungente; i Patriots hanno vinto il Super Bowl, i Red Sox le World Series e i Boston Bruins (NHL) sono alle Finali di Conference (con fattore campo a favore) per accedere alla Stanley Cup. I Celtics a casa, altro duro colpo allo stomaco da cui riprendersi.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B