Lillard, Playoffs agrodolci…ma che consolazione!

Playoffs difficili da decifrare quelli di Damian Lillard (28 anni), Portland non ha avuto un singola chance contro la super potenza Golden State ma saluta questa stagione a testa alta, lui con un premio di consolazione anche se…

Dopo la brutta figura fatta l’anno scorso contro New Orleans nessuno si sarebbe aspetto di vedere i Trail Blazers lottare alle finali della Western Conference, Portland ha eliminato i Thunder e i Nuggets andando ad espugnare il Pepsi Center a Gara7 con personalità e sangue freddo, ci aspettavamo un Lillard più “cazzuto” è così è stato, ma solo al 1° turno.

DALLE STELLE…

Dame ha giocato una superba serie contro gli Oklahoma City Thunder, freddo, maturo, incontenibile e a tratti dominante tanto che i numeri hanno parlato chiaro 33 punti di media, 45% dal campo e solo una sconfitta, una Gara4 spettacolare alla Chesapeake Energy Arena e poi il leggendario Buzzer-Beater da centro campo per congedare i Thunder in Gara5. Dopo Kevin Durant (30 anni) Lillard era nettamente il 2° miglior giocatore di questa Post-Season e tutti lo attendavamo ancor su questi livelli se non oltre nella bellissima serie contro Denver…ma così non è stato.
In 7 gare Lillard ha lasciato il segno alla Lillard solo nella cruciale Gara6 con i suoi sotto 3-2, in quell’occasione per il #0 32 punti col 47% dal campo, in Gara7 ha tirato col 17% dal campo (3/17) e se non fosse stato per un grande CJ McCollum (27 anni) Portland non sarebbe arrivata ai Warriors.

Una serie storta (23 punti di media col 39% dal campo)? Può essere ma adesso arrivano i Warriors, la squadra della sua città Natale, un’avversaria che ha sempre stimolato il prodotto di Weber State reo di super prestazioni inoltre, con Kevin Durant OUT, la sfida contro Stephen Curry (31 anni) era servita: DISINTEGRATO!
Curry ha preso a schiaffi Lillard per tutta la serie, 22 punti di media col 36% dal campo, mai un fattore soprattutto nei suoi momenti, quelli con la partita sul filo dove un suo tiro decideva le sorti dell’incontro, se sommiamo le statistiche degli ultimi periodi di tutte e 4 le gare della serie contro i Warriors Lillard ha tirato 7/24 con 4/15 da 3, ricordando che in Gara2, Gara3 e Gara4 i Trail Blazers hanno toccato rispettivamente +18, +17 e +17…Da sottolineare che Lillard ha giocato Gara3 e 4 con le costole incrinate dopo un duro colpo (nel lottare su una palla vagante) subito in gara2.

Russell Westbrook (29 anni) è stato mediaticamente massacrato per le sue performance e per il suo atteggiamento il quale ha anche accentuato l’accanimento dei media, Lillard se escludiamo il 1° turno non ha giocato dei Playoffs da incorniciare anzi, contro Denver abulico e contro i Warriors massacrato ma soprattutto ridimensionato da Curry (146 punti in 4 partite) sotto tutti gli aspetti giusto per mettere in chiaro chi sia il PG #1 nella Lega…titolo che un po’ troppi addetti ai lavori e fans negli anni hanno messo in dubbio mettendo a turno Westbrook, Paul, Irving e lo stesso Lillard davanti al fenomeno di Davidson.

PREMIO DI CONSOLAZIONE

Per Lillard però ecco la consolazione perché Portland, saggiamente, non lo vuole perdere o rischiare che qualcuno bussi alla porta e quindi ecco la super estensione ina rrivo: Lillard firmerà un rinnovo da 4 anni per la bellezza di $191 milioni ed attenzione, Lillard oggi ha ancora 2 anni garantiti da circa $60 milioni quindi se sommiamo il tutto Dame porterà a casa nei prossimi 6 anni circa $251 milioni!

Qui si aprono due filoni di pensiero tra chi vede come manovra giusta questa di Portland e chi una follia che taglia le gambe al futuro dei Trail Blazers in ottica Free-Agency; la verità e che i Trail Blazers sono come i Thunder con Westbrook, una franchigia di Small-Market sulla mappa NBA unicamente grazie alla presenza della loro stella, togliete Lillard da Portland e vedrete come cambia la vita. Lillard è Portland, la sua #0 è la 14^ più venduta, è un’icona per la città dove lui ormai è una sorta di sindaco.

Negli anni molti si sono sempre chiesti o desiderato vedere Lillard poter lottare una una contender per il titolo, questo non accadrà mai e a lui va bene anche perché è sempre stato uno di parola:

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B