NBA Finals 2019: Player Match-Up

NBA Finals 2019 (CLICCA QUI per la Preview), ultimo atto della stagione dove un solo giocatore può fare la differenza e spesso è il meno atteso, andiamo dunque ad analizzare i match-up chiave di questa serie.

PLAYERS MATCH-UP

Kyle Lowry vs Klay Thompson

Kyle Lowry (TOR): disastroso contro Phila, estremamente decisivo contro i Bucks, è stata la spalla perfetta del signor Kawhi Leonard per raggiungere queste prime Finals per i Raptors. Ora, di fronte a loro, l’avversario più temibile, i Golden State Warriors, e per cercare l’impresa servirà un Lowry cinico capace di attaccare e creare gioco per i compagni e per se stesso, in modo da alleggerire il compito di Leonard nel reggere l’attacco. Fondamentali saranno le percentuali dal campo e le palle perse, assolutamente da limitare contro Golden State per non farsi massacrare dalla transizione Warriors. Il contributo di Lowry sarà importante anche per mettere sotto pressione Curry, quando si troverà a marcare la point guard dei Raptors, in modo da affaticare il più possibile la star di Golden State e sperare che sia meno lucida in attacco.

Klay Thompson (GSW): probabilmente l’incaricato a difendere su Lowry, sicuramente il secondo violino per eccellenza in contumacia KD, almeno per Gara 1. Senza KD gli Warriors sono forse il più bello spettacolo su un campo da basket, con passaggi continui e pochi isolamenti, e Klay è assolutamente fondamentale per questo, in grado di finalizzare sugli scarichi come pochissimi, ma anche di ricevere sotto canestro dopo un taglio. L’aspetto chiave però sarà la sua difesa: eccellente contro McCollum e Lillard nella serie contro Portland, ottima contro il Barba, ora arriva Leonard e il predetto Lowry e sarà compito anche di Klay limitare la loro produzione e fermare i Raptors.

Dagli esterni ci spostiamo al reparto lunghi, con un interessante scontro fra Marc Gasol e DeMarcus Cousins
Marc Gasol (TOR): spettatore per svariate partite di questa Post-season, si è rivelato un fattore decisivo nelle partite chiave delle serie vinte da Toronto; contro Golden State il margine d’errore è vicino allo zero, sia perché gli Warriors sono estremamente cinici e possono accendersi da un momento all’altro, sia perché il minutaggio di Gasol potrebbe essere limitato per questione di accoppiamenti difensivi e, proprio per questo, Marc dovrà essere bravo a sfruttare ogni minuto in cui calcherà il parquet, soprattutto nella metà campo difensiva dove dovrà contenere Cousins e Looney, e portare aiuti sulle penetrazioni di tutti gli altri.

DeMarcus Cousins (GSW): tagliato fuori per buona parte di questi Playoff, l’ex Kings e Pelicans vorrà guadagnarsi questo anello e anche credibilità in vista della Free Agency. Ecco, questa è la sua migliore occasione: non parliamo di percentuali, non parliamo di numeri, parliamo di come approccerà le partite, perché servirà un Cousins al servizio della squadra in attacco per avere alla fine anche palloni giocabili, ma anche in difesa per guadagnarsi sempre più minuti, soprattutto nelle partite con Durant ai box. La testa sarà fondamentale e sembra che Steve Kerr sia riuscito a mantenerlo concentrato sul campo; ci riuscirà anche in queste Finals?

Mentre tra le fila di Golden State l’esperienza non si fatica a trovare, tra le fila dei Raptors pochi hanno assaporato l’atmosfera delle Finals e in questo i veterani sono comunque un valore aggiunto: Danny Green vs Andre Iguodala
Danny Green (TOR): insieme a Ibaka è l’unico ad essere stato in finale da protagonista, insieme a Leonard è l’unico che le Finals le ha vinte giocando minuti importanti. Ha litigato tutti i Playoff con i ferri di tutti i palazzetti con il 32.5% dal campo e il 31.4% da dietro l’arco: reset. Le Finals sono una cosa a parte e i Raptors hanno bisogno del vero Danny Green.

Andre Iguodala (GSW): passa dall’aver affrontato LeBron James per le ultime 4 Finals al trovarsi di fronte un Kawhi Leonard come poche volte si è visto: sarà principalmente suo il compito di renderlo di nuovo umano limitandolo il più possibile.

Simone

Simone

Giallo-Viola e Kobeiano convinto ma grande appassionato del basket in generale, con cui entra in contatto a 5 anni. Primo e unico colpo di fulmine della sua vita, ad oggi. Gioca e allena nelle Minors novaresi, nonostante le ginocchia suggeriscano di darsi alla Playstation. Nickname: Simo T.