Playoffs SUKA Award 2019 (Finals)

Non si chiudono i Playoffs senza il nostro SUKA Award che inevitabilmente va agli sfortunati Golden State Warriors che mancano lo storico Three-Peat ma più che loro quello che ha SUKATO peggio è stato Stephen Curry (31 anni)!

STEPHEN CURRY

Quando Kevin Durant si è infortunato la prima volta, Gara5 della serie contro Houston, i riflettori tornarono sugli “Spash Brothers” costretti a tornare alla versione che li portò solamente a 73 W in Regular-Season, Curry non tradì anzi; la G6 a Houston fu un capolavoro, 0 punti nel primo tempo per poi esplodere e dominare nel 4° periodo realizzando 24 punti compresa la tripla del KO. Un bel calcio nelle palle ai critici e detrattori.

La serie contro Portland non fa testo e arriviamo alle Finals sempre senza KD…Steph non riesce a far male. Coach Nick Nurse azzarda con accuratezza la Box-And-One lasciandosi massacrare dal solo e stoico Klay Thompson. Curry non riesce mai a mettersi in ritmo se non nei famosi 11′ di Gara5 quando tornò il #35, difesa meno ermetica, più spazzi e piaggi di triple. Steph quella notte è carico ed in fiducia, scheggia il ferro su una tripla importante ma non si perde d’animo e due possessi dopo spara uscendo dai blocchi con l’uomo in faccia la bomba del pareggio. Il referto rosa di quella sera andrà nelle mani dei Warriors con Thompson e Green eroi, si va Gara6, l’ultima all’Oracle Arena sul 3-2 Raptors.

Malgrado la situazione poco semplice i Warrioris hanno l’inerzia dell’incredibile vittoria di Gara5, ci si aspetta degli “Splash Brothers” carichi a mille e uno di questi infatti è indemoniato ed è il #11. Thompson, coadiuvato da Andre Iguodala, tiene i Warriors in vita e avanti…quando il destino è, come diceva Gioele Dix ai tempi di “Mai Dire Gol” imitando Alberto Tomba, BASTARDO PORCO poco ci puoi fare; ACL per Klay e tutto il peso di una stagione sulle spalle di Steph che finalmente ha l’occasione di zittire definitvamente i critici che gli davano del “mollaccione” quando c’è da caricarsi sulle spalle la squadra neo momenti topici.

Un Curry che parlando della famosa Gara7 del 2016 fece mea culpa dicendo che forzare quella tripla contro Kevin Love, quando avrebbe potuto andare al ferro, fu una scelta egoistica da “hero ball”
Curry è braccato da tutta Toronto, Golden State per forza di cose si mette nelle mani di DeMarcus Cousins, Steph riesce poche volte a liberarsi dalla camicia di forza cucita addosso da Nurse; riesce ad eseguire 2 floater (uno a segno), sbaglia una tripla ma gli DEI del basket gli danno una grande opportunità anzi, ad essere cinici, L’OPPORTUNITÀ della una vita soprattutto per riscattare quel tiro del 2016.

Pù che gli Dei sono li avversari che regalano l’occasione allo Chef, i Raptors che perdono palla sul +1, 9″ dalla fine, rimessa Golden State, è il suo momento: Iguodala mette una palla complicata ma Green in tuffo riesce a prenderla e a servire Curry nelle sue condizioni ideale, Steph ha il SUO tiro se ce ne è uno; riesce a liberarsi di VanVleet, corre sul lato destro, la palla gli arriva bene, Ibaka è in ritardo, ha spazio e tempo per sparare…

Curry in carriera nei Playoffs è 0/8 quando c’è da segnare un tiro per pareggiare o sorpassare negli ultimi 20″

“Si ma se lo avesse messo sarebbero dovuti andare a Gara7 a Toronto senza pure Thompson, non sarebbe cambiato nulla” è stata una delle frasi più gettonate dopo Gara6, si molto probabilmente Toronto avrebbe distrutto i Warriors vincendo il titolo a Gara7 ma per Curry quel tiro cambiava eccome se gli cambiava.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B