Harden-Westbrook, la giusta fusione per Houston?

Inevitabilmente bisogna parlare della nuova coppia degli Houston Rockets, James Harden e Russell Westbrook di nuovo insieme, loro garantiscono spettacolo ma i dubbi rimangono.

📸  Parktsyon

Nell’estate più pazza della storia recente NBA è successo ciò che non avremmo mai potuto immaginare: Russell Westbrook, volto degli Oklahoma City Thunder, è stato scambiato agli Houston Rockets. Dopo aver visto partire stelle quali James Harden, Kevin Durant e proprio in questa Free-Agency Paul George, i tifosi OKC si dovranno abituare all’idea di non avere più neanche il loro fedelissimo guerriero con il numero #0.
Russell Westbrook (a cui rimangono 4 anni a 171 milioni) è stato scambiato per Chris Paul (a cui rimangono 3 anni a 125 milioni) e un pacchetto di scelte tra il 2024 e il 2026 (CLICCA QUI per leggere).

Quella chiusa il 12 luglio è stata una trade lampo: in poco tempo le due franchigie si sono accordate e lo scambio è stato fatto. Viene spontaneo chiedere, dunque, se l’affare non sia stato un po’ troppo affrettato.
I Rockets hanno osato molto, ingaggiando un giocatore che a quasi 35 anni avrà diritto ad uno stipendio di 47 milioni: l’obiettivo deve essere la vittoria di un titolo nei prossimi due anni, perché dopo l’età si farà sentire e il salary cap dei texani si intaserà.
Ma la domanda che ci ronzerà in testa fino ad ottobre, quando potremo finalmente vedere i nuovi Rockets in azione, sarà una: come sarà l’equilibrio tra Harden e Westbrook? Due giocatori di questo tipo possono convivere e migliorarsi l’un l’altro?

PRO & CONTRO

È certo che Russ sia la point guard perfetta per il gioco di Mike D’Antoni. Questo, infatti, si basa sulla velocità e sulla transizione veloce, a costo di alzare i ritmi in modo inverosimile. Westbrook, nei suoi 11 anni nella lega, ha dimostrato di avere una delle sue qualità migliori nell’attacco del ferro nei primi secondi di azione. Rimbalzo, apertura del palleggio e attaccare l’area: in questo modo si aprono gli spazi per i tiratori, ma soprattutto si aggiungono nuove opportunità in contropiede, a patto che “Why Not?” si convinca del suo difetto nel tiro da 3 e lasci ai tiratori (che non mancano a Houston) fare il loro dovere. Westbrook, molto più di Chris Paul, consente di velocizzare i tempi di gioco e di bruciare i difensori in contropiede.

IN CAMPO

L’interrogativo principale, però, sta nella maniera in cui Harden e West si divideranno i possessi. I due sono grandi solisti che hanno bisogno della palla tra le mani per dare il meglio, sono gli unici due giocatori che nelle ultime 5 stagioni hanno realizzato più di 10 mila punti (Harden (11,958 e Westbrook, 10,025), è quello che sanno fare lo hanno fatto fino ad ora: nelle ultime due stagioni si è capito che occorre fare un passo indietro per vincere l’anello.

Harden è un giocatore completamente diverso da quello visto ad OKC nei primi anni di carriera, e il suo gioco lontano dalla palla si è praticamente azzerato: è il Barba che deve rendersi conto della necessità di uno sviluppo del suo gioco. Non deve obbligatoriamente azzerarsi il numero di isolamenti e possessi, anche perché 36.1 punti di media non sono per tutti, ma un’osservazione delle statistiche porta a convincersi del fatto che, tra i due, non è certamente Westbrook ad avere più qualità away-from-the-ball: il 29% da 3 (tirando sempre almeno 5 volte) è abbastanza eloquente. D’Antoni avrà un gran da fare quest’anno, perché se trovare l’equilibrio tra Paul e Harden è stato complicato, farlo con Russell Westbrook sarà difficilissimo.

Now we’re back. It’s going to be a lot of fun this year, I guarantee you that. Believe it

Queste sono state le prime parole del “Barba” dopo la trade, deve essere fin da subito chiara una cosa al nuovo super duo dei Rockets: per rendere efficace questo esperimento, occorre limitare il proprio ego.
Nonostante i due siano dei giocatori straordinari, è sembrato che molte volte preferissero il proprio tabellino al risultato della squadra. Le parole d’ordine, invece, dovranno essere collaborazione e, soprattutto, serenità, perché sarà molto semplice lasciarsi andare all’inquietudine e allo sconforto in una lega dura come quella dell’anno prossimo. Solo il tempo ci darà le risposte di cui abbiamo bisogno: intanto prendiamo i pop-corn e godiamocela.

Riccardo Poletto

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B