Olimpia 19/20, cambiare poco per cambiare molto

Nella giornata di ieri l’Olimpia Milano ha ufficialmente firmato Sergio Rodriguez, nei giorni scorsi ha risolto i contratti di James Nunnally e Mike James, la squadra di coach Ettore Messina adesso è completa.

Milano chiude il suo mercato con 14 giocatori (6 italiani) a roster tenendosi ancora un visto, stando alla Gazzetta Dello Sport di oggi ha investito €17 milioni (lordi) più €2 milioni per sbolognare il duo Nunnally-James, il mercato meneghino è stato silenzioso e ben mirato. Molti si aspettavano dei botti altisonanti come ad esempio Derrick Williams poi finito al Fenerbahce, in un’estate sconvolgente per il mercato Eurolega in cui molti NBA stanno migrando verso vecchio continente, ultimo di questi Quincy Acy (Maccabi) e pare Nik Stauskas prossimo membro del Baskonia, Milano ha preferito lavorare sulla sostanza, coach Messina ed il GM Stravopoulos hanno scelto giocatori polivalenti e di qualità su ambedue i lati del campo, nessun Top-Player rinomato o investimento importante a livello economico, anche perché i calendari 2019/20 tra Eurolega e Campionato saranno ancor più massacranti dell’anno scorso quindi equilibrio e continuità in primis onde evitare di ritrovarsi come l’anno scorso che fuori uno/due giocatori chiave emergevano tutte le lacune.

Se la struttura della passata stagione viveva sull’asse James-Nedovic con Vlado Micov stacanovista ed Arturas Gudaitis “anima” della squadra, quest’anno è difficile decifrare la squadra che, sulla carta, non vanta grandi bocche da fuoco ma sicuramente vanta più ordine e disciplina oltre all’imprevedibilità. L’anno scorso chi preparava la partita contro Milano concentrava la difesa su James e Nedovic, quest’anno non ci sono punti di riferimento il che rende la compagine lombarda ancor più pericolosa.

Partiamo col dire che NON sarà l’Olimpia da fuochi d’artificio come l’anno scorso ossia una squadra da 90 e passa punti a partita, leader della Regular-Season d’Eurolega 2018/29 con 2618 punti realizzati (media 87,2), sarà una squadra più equilibrata, ogni giocatore sarà chiamato a contribuire alla causa soprattutto nella metà difensiva, non c’è la stella assoluta da cui andare nei momenti di difficoltà, sarà un squadra non enigmatica ma molto intercambiabile e polivalente proprio come i giocatori scelti dall’ex assistente di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs.

Olimpia Milano - Roster 2019

QUINTETTO (secondo noi)

Lo abbiamo evidenziato in giallo, Sergio Rodriguez torna ad essere titolare di una squadra di Eurolega (l’anno scorso cambiava Hackett al CSKA, ndr) ma suo fianco non c’è Nemanja Nedovic ma l’altro neo-arrivato Shelvin Mack questo per poter garantire al Cacho un aiuto dietro.
Mack non è Mike James,  non è uno da 20 di media, no look, passaggi dietro la schiena tutto campo, circus shot e bombe da 10 metri, è alla prima esperienza in Europa ma le basi per starci e bene ce le ha, è un giocatore disciplinato ordinato che difende sull’1 e 2 della squadra avversaria fattore che l’anno scorso fu il vero tallone d’Achille dell’Olimpia. Un problema che uccise con i falli i lunghi, specie Tarczewski quando Gudaitis finì KO, avere un giocatore di sostanza in difesa in prima fila è un fattore.

Come Ala Piccola (3) l’inossidabile Vlado Micov fresco di rinnovo, un Micov che sarà chiamato come sempre a deliziare con la sua tecnica sopraffina ma almeno quest’anno non dovrà in primis morire in campo visto che ha un signor cambio e poi non dovrà ricoprire il ruolo di playmaker mascherato.

Come Ala Grande ecco Aaron White, è stato preso per quello. L’ex Zalgiris è un 4 puro, esplosivo, dinamico, gioco nel pitturato, buon tiro dalla media, un comprimario ideale per le zingarate di Rodriguez, inoltre Jeff Brooks arriverà dal Mondiale quindi all’inizio potrebbe sedersi in panchina.

Infine Kaleb Tarczewski confermato 5 titolare anche perché Gudaitis non sarà pronto al 100% prima di novembre/dicembre.

GLI ALTRI

Milano si è mossa con accuratezza in questa Off-Season, giocatori di ruolo che fanno il loro senza uscire dalle righe, il colpo tra questi è stato Michael Roll, l’ex Maccabi è un 3&D perfetto per cambiare Micov, il famoso cambio che è mancato per tutta la passata stagione. Roll è un 3 che si adatta anche a giocare 2 e questo può consentire a coach Messina di farlo giocare anche al fianco di Micov o in coppia con Nedovic qualora il serbo venisse utilizzato come playmaker.

Su Nemanja Nedovic ci sarebbe da scrivere e non poco; scartato da coach Djordjevic per i Mondiali (ai quali teneva moltissimo), stagione 2018/19 fortemente condizionata dargli infortuni con rendimento di conseguenza altalenante, adesso Messina punta forte su di lui, è il giocatore che ha “più punti” nelle mani di tutto il roster, avrà più responsabilità e un ruolo da 6° uomo potrebbe innescare il suo potenziale anche perché se parti in quintetto con Rodriguez-Nedovic sei di nuovo punto e a capo col tuo tallone d’Achille, chi difende?

ITALIANI

L’anno scorso erano di contorno o comunque sfruttati male senza mai lasciare il segno, quest’anno sono ben 6 e tutti responsabilizzati; come sapete in campionato 2 stranieri devono stare a riposo (si gioca in 12) quindi minuti importanti per tutti a partire dal nucleo della passata annata ossia capitan Andrea Cinciarini chiamato come sempre a dare il suo contributo e sappiamo che coach Messina pretende sempre molto da giocatori, usando un termine del Ras della Fossa, “di shbattimento” come lui, Amedeo Della Valle e Christian Burns chiamati entrambi a battere un colpo dopo una stagione da più ombre che luci specialmente l’ex Reggio Emilia che potrebbe rivelarsi un jolly prezioso nell’arco della stagione.

Inoltre i nuovi arrivati, Paul Biligha che per molti non aveva senso (visto che Burns ha vinto la causa contro la squalifica per doping, ndr) ma risulterà molto importante per l’inizio della stagione contando anche la forte voglia di giocare dopo un finale di 2018/19 in fondo alla panchina veneziana,  ma soprattutto Riccardo Moraschini, il miglior italiano della stagione 2018/19 con l’uniforme di Brindisi avrà molti minuti a disposizione soprattutto in campionato, sarà lui a prendere il posto di Micov o Roll e dimostrare il suo valore soprattutto in campionato, importante vedere come reagirà alla pressione della grande piazza che in passato ha già mietuto diversi giocatori azzurri.

DUBBI

Il primo: chi segna?
Guardando il roster dell’Olimpai tolto Nedovic (sulla carta eh) non ci sono bocche da fuoco da 20 sicuri a partita e non c’è il Go-To-Guy prescelto nei momenti caldi ma è quello che vuole coach Messina, una squadra dove tutti devono dare il loro contributo, non c’è uno da 20 ma ce ne sono tanti da 10 o 15 di media, la filosofia è diametralmente opposta a quella dell’anno scorso, si prende un punto in meno e NON se ne fa uno in più.

Il secondo: manca un tassello!
Milano entra nella stagione 2019/20 con 14 giocatori a roster ed ancora un visto disponibile che, per ora, non è stato speso. Tenuto per le emergenze? Ha senso visto cosa è successo l’anno scorso, meglio avere un jolly che sovraffollare il roster. A meno che non si presenti il colpo in questi giorni Milano non lo spenderà.

Il terzo: Nedovic.
L’ex Valencia è un giocatore tecnicamente sublime, micidiale quando entra in ritmo, intelligente nel capire e leggere le situazioni ma alla voci salute e personalità langue; l’anno scorso il parafulmine era Mike dentro e fuori dal campo, quest’anno il serbo avrà più pressione e riflettori addosso, reggerà? Ma più importante, potrà garantire una stagione continua? L’anno scorso le sue assenze sono costate tanto a Milano specie in Eurolega, tempi si recupero molto lunghi sia sotto l’aspetto fisico che di ritmo una volta ritrovato il campo…che quel visto extra sia per lui in caso d’infortunio?

Tornare sul tetto d’Italia, magari condito con la Coppa Italia, è l’obiettivo principale ma soprattutto centrare quei Playoffs Eurolega mancati solo all’ultima giornata della passata Regular-Season chiudendo amaramente al 12° posto (14-16). Messina è stato chiamato per questo, ha già fatto ORDINE, preso DECISIONI ed ORGANIZZATO la franchigia, adesso lo aspetta il campo, giudice più severo.

 

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B