Anthony svela: “Houston? Silurato in camera!”

Dopo i fuochi d’artificio dei primi giorni di Free-Agency adesso regna la tranquillità, l’unico top-player ancora a spasso però è Carmelo Anthony (35 anni) che ai microfoni di Stephen A. Smith a First Take ha parlato per la prima volta.

Carmelo ha giocato solo 10 partite nella stagione 2018/19 con l’uniforme degli Houston Rockets, quei Rockets che per anni lo corteggiarono e alla fine, verificatosi l’opportunità, lo hanno firmato ma l’avventura è durata poco; Melo ha raccontato la vicenda e soprattutto il momento esatto in cui il GM Daryl Morey gli comunicò che il suo tempo in Texas era finito:

Loro mi volevano da tempo, ero il pezzo che li mancava e alla fine ce l’hanno fatta. Sono arrivato e pensavo che tutto stesse andando bene, mi allenavo duramente, facevo i compiti, non ho mai saltato un allenamento, ho fatto tutto quello che professionalmente si poteva fare e dopo 10 gare, non ho capito perché, mi hanno fatto fuori. Volevo parlare per capire come sistemare le cose, cosa potevo fare per migliorare la situazione ma niente, non mi è piaciuto come si sono svolti gli eventi.

A San Antonio…

Ero in camera pronto per giocare contro gli Spurs quando Daryl Morey mi raggiunse e mi disse che i miei servigi non erano più richiesti e che dovevo trovare un modo di risolvere questa situazione, io ero sconcertato e chiesi cosa stesse succedendo, lui rispose che non stava funzionando.

Durante l’intervista Anthony ha parlato di come secondo lui Mike D’Antoni non fu un fattore nel suo addio da Houston,  di come uscire dalla panchina non fosse un problema se questo gli fosse stato comunicato faccia-a-faccia, di come la situazione ad OKC fosse stata fortemente condizionata dal suo contratto di un anno, di come sia stato contattato in estate da diverse franchigie tra le quali le due Los Angeles ed infine che NON ha interesse in un farewell tour alla Wade ma che vuole solo giocare in quanto ama troppo il gioco:

Posso ancora giocare,  questo non è più una questione di pallacanestro ma di me come persona di quello che sono disposto ad accettare per giocare in una squadra

Un Carmelo Anthony che avrebbe anche rivestito l’uniforme dei Knciks stando a Shams Charamia, se NY fosse riuscita a firmare due Top-Players in Free-Agency avrebbe preso seriamente in considerazione l’idea di richiamare l’ex Syracuse.

Un Carmelo Anthony snobbato pure da Team USA; in queste settima per coach Gregg Popovich c’è stato uno “sciopero” dei convocati, dei primi 19 chiamati quasi 14 hanno rinunciato, Anthony vanta 4 ori olimpici ed un giocatore come lui in contesto FIBA è praticamente ingiocabile, un’opportunità per gli imminenti Mondiali in Cina avrebbe giovato ad entrambe le parti ma la Nazionale è stata chiara, non è interessata.

Qui sotto l’intera intervista rilasciata dall’ex Nuggets e Knicks.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B