Andrew Luck ed il suo triste ritiro

Un fulmine a ciel sereno, una notizia che ha scioccato tutta l’NFL e lo sport USA, il QB degli Indianapolis Colts Andrew Luck, a soli 29 anni, decide di appendere al caschetto al chiodo stanco e depresso dal continuo calvario degli infortuni.

Luck e Robert Griffin III avrebbero dovuto essere i capostipiti di una nuova era, scelti rispettivamente con la #1 e la #2 al Draft 2012, 7 anni dopo un primo anno pazzesco il primo si è ritirato ed il secondo è finito a fare il Back-Up di Lamar Jackson ai Ravens. Luck doveva essere l’erede di Peyton Manning ai Colts, un sogno che è stato vero ma per poco tempo

Quando Andrew Luck esce da Stanford, tutti gli esperti e gli appassionati di football sono concordi nel ritenere il giovane texano come un prospetto che capita una volta ogni generazione: gran fisico, capace di qualsiasi lancio, visione di gioco eccelsa e una personalità amabile ma poco incline ai fronzoli fuori dal campo. Tutti gli ingredienti che ne fanno la futura scelta #1 del draft 2012 e beati gli Indianapolis Colts che, dopo un anno disastroso, si vedono recapitare Luck ad appena 365 giorni dalla addio di Peyton Manning. Come passare, in pratica, da una generazione di successo ad un’altra. Una cosa ai limiti dell’incredibile in NFL (a memoria mi vengono in mente solo i casi di Montana-Young o Favre-Rodgers).

La scelta di Luck paga subito i suoi dividendi e i Colts ripartono alla grande centrando tre qualificazioni ai playoff e arrivando a giocarsi un Championship contro i Patriots nel terzo anno del #12 in regia. Il Superbowl sembra a portata di mano e solo una cosa getta un’ombra su queste stagioni: nonostante gli ottimi numeri Luck é uno dei QB piu colpiti e “sackati” della Lega ed è surreale come la dirigenza dei Colts non investa in uomini di linea offensiva che possano proteggere un talento del genere.

Nel 2015 cominciano i guai fisici: quell’anno Andrew subisce un infortunio alla zona addominale e al fegato e deve saltare metà stagione. L’anno seguente un persistente dolore alla spalla non gli consente di esprimersi al meglio e nel 2017 é proprio la spalla a impedirgli di scendere in campo. Ad aggiungersi alla sciagurata gestione sportiva della linea offensiva dei Colts (complice della messe di hit e sacks subite dall’ex Stanford) ci si mette anche la sfortuna di una caduta da snowboard che certo non aiuta la spalla a guarire.

Luck sembra oramai sul viale del tramonto ma, nel 2018, con una linea offensiva rinnovata e l’arrivo del tackle Quinton Nelson, i Colts riescono a proteggere meglio il loro QB. Andrew gioca una stagione di alto livello, riporta Indy ai playoff e fa rivedere i lampi di quello che era stata la stella più fulgida del firmamento NFL.
L’avvio della stagione 2019 sembra presagire ad un’altra cavalcata verso i Playoff e i biancoblu sono fra i favoriti per la vittoria finale. A calmare i bollenti spiriti dei tifosi dell’Indiana arrivano però i rinnovati guai fisici del loro leader. Si parla di problemi legati alle passate commozioni celebrali, di un misterioso infortunio al polpaccio e successivamente alla caviglia. I training camp di questi ultimi tempi sono un mini calvario e i dubbi sulle condizioni del #12 aumentano fino all’annuncio di due giorni fa con il quale Andrea Luck si ritira dal gioco salutando per sempre la palla ovale.

La NFL è sotto shock e partono subito i paragoni con altri celebri ritiri precoci (Rob Gronkowski, Calvin “Megatron” Johnson e Barry Sanders). E se gli altri giocatori capiscono la scelta di Luck (da sempre considerato un duro in campo poco dedito a lamentele di alcun tipo), cosi non é per i tifosi che fischiano (video) il loro ex QB, scioccati principalmente dalla tempistica che lascia Indy senza il proprio leader a dieci giorni dal kickoff stagionale.

Già che succede ora ai Colts?

I prossimi due draft saranno importanti a livello di QB (usciranno fra 2020 e 2021, fra gli altri, Tua Tagovailoa da Alabama, Jake Fromm da Georgia, Justin Herbert da Oregon e la superstar di Clemson Trevor Lawrence) e i Colts potrebbero affidarsi a Brissett, perdere un buon numero di partire e accaparrarsi, con una scelta alta al/ai prossimo/i draft uno dei sopracitati. L’altra opzione sarebbe quella di sondare il mercato e puntare a qualche nome a sorpresa come Eli Manning (che a NY vede il suo posto insidiato dal rookie Daniel Jones) o sconvolgere tutto facendo una chiamata al chiacchierato Colin Kaepernick, per quella che sarebbe la sorpresa dell anno

È stata una Off-Season massacrante sotto l’aspetto dei ritiri, Luck è stato l’ultimo nome che si è aggiunto a questa lista:

• Rob Gronkowski
• Julius Peppers
• Doug Baldwin
• Max Unger
• Kyle Williams
• Jordy Nelson
• Haloti Ngata
• Navorro Bowman
• Chris Long
• Glover Quin
• TJ Lang
• Adam Jones
• Brian Orakpo
• Jeremy Maclin
• Phil Dawson
• Derrick Morgan
• Josh Sitton

Fabio G

Fabio G

Anconetano doc, seguo da anni gli Sport Americani e la NFL in particolare, con un occhio di riguardo per i Detroit Lions. Da poco collaboro con NBA-Evolution come redattore per la sezione NFL. Nickname: Fabio G