L’influenza NBA arrivata anche in NFL

La stagione NFL è iniziata da sole 2 settimane ma si parla più di quello che sta succedendo fuori dal rettangolo di gioco con i giocatori che si stanno prendendo molte libertà come quelle dei loro colleghi che ormai dominano la scena NBA.

In NBA da anni i giocatori di prima fascia sono padroni, hanno sempre l’ultima parola, tengono in ostaggio e manipolano le franchigie come se fossero delle marionette, ogni loro esigenza viene soddisfatta con gli agenti che ormai sono diventati più dei portaborse o strumento di comunicazione…Nell’ultima stagione abbiamo fatto il pieno tra Anthony Davis con i New Orleans Pelicans alla Dead-Line o il teatrino Leonard-George-Clippers in Free-Agency, ormai è risaputo che l’NBA è la Lega dei giocatori cosa che invece l’NFL non era ma l’aria di cambiamento è arrivata anche nel mondo della palla ovale.

Ad esempio la Free-Agency, in questa Free-Agency NBA molti giocatori di medio livello hanno firmato contratti vicini se non pari a quelli delle superstar NFL e questo a molti non è andato giù, ad esempio il RB dei Los Angeles Rams Todd Gurley senza peli sulla lingua disse:

Ho vinto la classifica di TD per 2 stagioni consecutive…ci sono giocatori (in NBA) che prendono $80 milioni e non sono neanche chi siano.

Un giorno quando avrò tempo scriverò un post sul confronto economico tra NBA e NFL, i giocatori NFL sanno che l’NBA è uno sport-business globale ma sanno anche dell’importanza della loro Lega negli Stati Uniti visto che il Football professionistico e collegiale dominano la scena interna (Super Bowl e finale College Playoffs di fatto sono gli eventi sportivi che fermano il paese, ndr), quindi hanno iniziato da qualche anno a battere i pungi sul tavolo per maggior tutela e riflettori. 

Ogni stagione NFL ha i suoi casi individuali  ma sempre nella norma tra scioperi, arresti, squalifiche, in questa invece si stanno verificando troppi e pesanti grattacapi per le franchigie rispetto alla prassi, andiamo con ordine:

SCIOPERI

Questo è di rigore, in NFL se un giocatore vuole il massimo contrattuale e non gli viene offerto ad inizio Free-Agency questo, da protocollo, a 2 settimane dall’inizio della stagione se non prima sciopera! Non si presenta più agli allenamenti e se non ottiene il contratto che desidera va avanti a scioperare come fece Le’Veon Bell l’anno scorso con gli Steelers.
Quest’anno di scioperi ne abbiamo avuti 5 di cui 3 risolti ed uno ancora in atto; Ezekiell Elliott e i Dallas Cowboys hanno tirato su un bello spettacolino che poi ha portano Jerry Jones a rendere Elliott il RB più pagato di sempre (6 anni per $90 milioni di cui 50 garantiti), l’altro è stato Julio Jones con i Falcons con lo stesso risultato ossia è diventato il WR più pagato di sempre (3 anni per $66 milioni di cui 64 garantiti), infine Jadeveon Clowney con i Texans che alla fine lo hanno scambiato con Seattle visto che non avevano intenzione di pagarlo ma neanche di perderlo a zero…e poi ci sono Melvin Gordon e Trent Williams*
Il RB dei Los Angeles Chargers, uno dei protagonisti dell’ottima passata stagione, ancora oggi è a casa a guardare i compagni giocare in qunto non ha ottenuto ancora il contratto che voleva. I Chargers hanno dato la disponibilità a trattare per una trade ma il prezzo è salato. 

TRADE

La squadra non mi piace, scambiatemi!” frase che nell’ultima settimana sta spopolando in tante franchigie NFL cosa che un tempo non succedeva e non con episodi sporadici; tutta Miami vuole andarsene ed il DB Mikah Fitzpatick è stato accontentato finendo agli Steelers, il CB Jalen Ramsey dei Jacksonville Jaguars dopo la lite con il suo Head-Coach Doug Marrone (video) ha chiesto la trade per poi ritrattare ma i Jags hanno già fissato il prezzo (due prime scelte ed un giocatore di prima fascia, ndr).
Ultimo di poche ore fa  Jamal Adams dei New York Jets che vuole essere ceduto dopo la brutta sconfitta contro i Browns (Jets che avevano fuori 7 titolari, ndr). Tutto questo dopo sole 2 partite.

Poi c’è la questione Trent Williams*, l’offensive line dei Redskins sta scioperando perché vuole essere ceduto dalla franchigia della Capitale, motivi però non sono un contratto più oneroso o la squadra scarsa ma la frustrazione nei confronti della franchigia per come ha mal gestito il suo infortunio. 

RICHIESTE

Dak Prescott (QB dei Dallas Cowboys) ci ha regalato una delle chimere dell’estate ,rifiutò l’estensione da parte dei Cowboy da $30 milioni l’anno perché…ne voleva 40!!! Dak Prescott, bel QB che oggi vanta massimo un’apparizione ai Divisional dell’NFC…Prescott almeno non ha messo in atto lo sciopero e sta giocando regolarmente.
L’estate prossima tornerà a battere cassa di nuovo con Dallas che dovrà inventarsi qualcosa anche perché ci sarà il WR, nonché bersaglio preferito di Prescott, Amari Cooper da trattenere ed entrambi non resteranno per due spicci. Ricordano il super rinnovo di Elliott che i roster NFL hanno 53 giocatori con Salary-Cap da $188 milioni…

In NBA si è sempre puntato il dito contro LeBron James sul fatto che volesse essere lui l’allenatore della squadra e che in panchina venivano messi dei burattini come il buon Tyronn Lue, a Green Bay i Packers hanno fatto lo stesso per accontentare Aaron Rodgers; il fenomenale QB l’anno scorso è riuscito a far fuori lo storico coach Mike McCarthy (12 anni ai Packers con 1 Super Bowl vinto) remandogli contro per tutta la stagione, si dice che Rodgers cambiava sempre nell’huddle le chiamate di coach McCarthy irridendolo con i compagni.
Quest’anno l’head-coach ai Packers è l’esordiente (prima ricopriva i ruolo di Offensive coordinator ai Titans, ndr) Matt LaFleur che svolge le stesse mansioni di Lue ai tempi dei Cavaliers per intenderci, di fatto l’attacco lo comanda A-Rod.

Un conto è Aaron Rodgers, uno dei più grandi di sempre, un altro è il sophomore Baker Mayfield che a Cleveland di fatto gestisce lui il focoso attacco dei Browns visto che la franchigia al posto di puntare su un coach veterano, come poteva essere McCarthy, che avrebbe potuto essere “fastidioso” per il giovane QB ha preferito promuovere l’Offensive coordinator Freddie Kitchens che lascia molta carta bianca al suo regista. Dopo 2 settimane Baker vanta 2 Touchdown e 4 intercetti in una squadra completamente anarchica.

TANKING

C’è sempre stato, in NBA ancora oggi non sanno come risolverlo, ma quello che stanno mettendo in scena oggi i Miami Dolphins è oltre la decenza. L’obiettivo è palese ossia la prima scelta assoluta al Draft 2020 per poter scegliere il QB degli Alabama Crimson Tide Tua Tagovaiola , non esiste una Lottery come in NFL, l’ultimo ha matematicamente al scelta #1, per andare sul sicuro punteranno allo 0-16, le mentre stanno cercando di smantellare la squadra per avere più scelte possibili. Miami in queste due prime partite ha subito 102 punti realizzandone 10 (tutti nel garbage time della prima) ma se i Cleveland Browns che chiusero con 0-16 nell’annata 2017 almeno si impegnavano ogni domenica perdendo anche all’ultimo, i Dolphins si rifiutano pure di fare quello proprio perché i giocatori vogliono andare via e non vogliono farsi male. Vedi quello che successe ad Earl Thomas l’anno scorso a Seattle (CLICCA QUI per leggere), voleva andare via e poi si ruppe il ginocchio dicendo addio alla stagione e ad un futuro lontano dai Seahawks.

Il dramma per l’NFL è che i Dolphins rischiano di in primis di scrivere la storia dell’NFL al contrario e poi di non essere soli visti gli infortuni importanti di altre franchigie come Jacksonville, New York Jets e forse Carolina se Cam Newton dovesse stare fuori a lungo. E quando Trevor Lawrence (QB Clemson) sarà eleggibile al Draft 2021 ci sarà la battaglia a chi farà più schifo.

ANTONIO BROWN

Domenica i New England Patriots hanno fatto esordire col #17 Antonio Brown…si quell’Antonio Brown che lasciò con vagonate di polemiche e frasiacide gli Steelers per firmare con i Raiders e farsi tagliare prima dell’inizio della stagione dai medesimi (sempre con comportamenti inqualificabili) per finire a New England. Quando ci cono i Patriots di mezzo i maligni impazzano e molti sostengono che questo pietoso cinema per farsi rilasciare dai Raiders era un piano che AB e i 6 volte campioni in carica avevano pianificato sin dal momento in cui Pittsburgh lo mise sul mercato chiarendo che i Pats non sarebbero stati considerati.

Teorie e complottismi a parte Brown si è comportato in maniera imbarazzante con Oakland, tra i piedi congelati, la guerra contro la Lega per i caschetto (due appelli entrambi persi), le scenate col GM Mayock e i post su Instagram e YouTube all’ex Steelers non è stato fatto nulla da parte dell’NFL, adesso è già il target preferito di Tom Brady.

F.M.B

F.M.B

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA. Non ho una squadra NBA preferita, tendo a simpatizzare quelli snobbati/odiati dalla comunità o i casi patologici, in NFL invece vi basti sapere TB12. Nickname: F.M.B