Hard Drive Team 2019/20: Brooklyn Nets

La metà di New York che sorride, con un progetto chiaro e l’idea di rinverdire, finalmente, i fast lontani della ABA. Ci occupiamo oggi dei Brooklyn Nets.

Al netto della scorsa regular season, i Brooklyn Nets credo che si possano definire, senza ombra di dubbio, la squadra che portato a casa i risultati più sorprendenti. Ad iniziare dal record, 42-40, per proseguire con la serie di playoffs contro i Sixers, indipendentemente dall’esito, per finire con il gioco fatto vedere per tutta la stagione.

La valorizzazione di un roster che ha ottenuto più di quello che tutta la NBA, e non solo, si aspettava, giocando bene, d’insieme sui due lati del campo, è servita anche nella off season dei Nets. Perchè si è capito che la metà newyorkese che gioca al di là del famoso ponte, ha un progetto chiarissimo, ha investito sui giocatori, ha pensato a creare un gruppo forte e coeso che con i giusti innesti, può arrivare ad essere davvero tanto competitivo. E, come abbiamo detto, tutta questa progettualità è servita.

Perchè sono arrivati free agent voluti da tanti, anche in ambiti che, sulla carta, potevano essere più interessanti nel breve-medio termine. Ed invece Sean Marks, brillantissimo G.M. di Brooklyn, è riuscito a convincerli che questo fosse il posto giusto per provare a (ri)vincere. Con un supporting cast già pronto, che ha già giocato da protagonista. Free Agency e trade hanno messo i Nets nella pericolosa posizione di essere diventati una contender seria nella Eastern Conference, malgrado che l’assenza importantissima del giocatore che indosserà il #7 si protarrà per tutta questa stagione.

COACH: Posso dire che su coach Kenny Atkinson mi ero esposto positivamente in tempi non sospetti. 20-28-42, no, non è un terno secco su tutte le ruote, sono le vittorie, sempre in costante aumento, nei suoi tre anni da coach. E’ arrivato con un’idea chiara, è riuscito ad esportarla alla dirigenza, e adesso ne sta raccogliendo i frutti. I suoi Nets della scorsa stagione sono stati molto belli da vedere in campo, ed in tutte due le zone del campo. E non credo che un uomo con la sua personalità farà fatica ad allenare giocatori di primissimo piano, All Star, e via dicendo. Anzi saranno loro ad essere entusiasti di avere un coach di questo livello, che sa far giocare bene la squadra.

CONFERMATI: Iniziamo da Caris LeVert, che avrà un ruolo fondamentle in questa squadra, indipendentemente che parta nello startin five o dalla panchina. Si è guadagnato le stimmate del leader, anche dentro lo spogliatoio, per come ha recuperato dal grave infortunio dello scorso anno. Ed ai playoffs ha fatto quello che i grandi giocatori devono fare: alzare l’asticella del proprio gioco. Spencer Dinwiddie ha giocato tre stagioni in crescendo, da quando è sotto l’ala di coach Atkinson. Sicuro dei propi mezzi, motivato, sempre sicuro nelle scelte. Altro giocatore fondamentale per il gioco Nets. Joe Harris viene da una stagione fantastica. Ha dimostrato di essere un grandissimo tiratore, e quest’anno potrebbe avere ancora più spazio. Altro pretoriano del coach, da cui ha tanta fiducia. Jarrett Allen è uno di quei giocatori su cui si vede il lavoro fatto dal coaching staff.
Non più solo un saltatore/intimidatore, ha arricchito il suo gioco, migliorando lo stare in campo. Con la velocità di piedi che ha attenzione al poter giocare insieme ad uno dei free agent arrivati che quanto a salto ed intimidazione non è secondo a nessuno. Rodion Kurucs ha giocato un’ottima stagione da rookie. Ha imparato, giocando tanto, più di quello che si pensasse, grazie alla fisicità, ed alla tecnica, messa in campo. Ed ha ancora margini di crescita. Theo Pinson dopo la gavetta in GLeague, ha guadagnato minuti in campo quando il roster si è accorciato per via degli infortuni. Uno che sa comunque farsi trovare pronto. Dzanan Musa siamo convinti che troverà molto spazio in questa stagione. Ha saputo pazientare, facendosi anche lui tanta GLeague, e al coach piace davvero tanto.

NUOVI ARRIVI: Quando alla free agency riesci a firmare due come Kevin Durant e Kyrie Irving, devi sentirti molto soddisfatto, per usare un eufemismo. Certo Durant è out per tutta la stagione, e Marks ha fatto benissimo a dichiararlo subito, quasi volesse responsabilizzare maggiormente il resto del gruppo. E dei nuovi arrivati, ad iniziare, appunto da Irving. Che arriva dopo l’esperienza Celtics che, a detta di tanti, ne ha ridimensionato le aspettative, e le richieste dell’essere il leader maximo di una franchigia. Ma qui, almeno quest’anno, dovrebbe ricoprire proprio quel ruolo, anche se all’interno di un gruppo che sta crescendo insieme. Lui deve essere un up grade e ne ha le possibilità.
Magari deresponsabilizzandosi a livello, e qui sarà importante la figura di Atkinson. Ma io tenderei a scommettere su una grande stagione del ragazzo cresciuto nel New Jersey. Di Durant abbiamo scritto, purtroppo per tutti. Quasi per pararsi dall’assenza prolungata di KD, i Nets hanno preso Taurean Waller-Prince. Reduce da ottime stagioni agli Hawks, è un giocatore di sistema, che sembra essere perfetto per implementare le azioni cestistiche di Brooklyn. Per lo stesso motivo è stato firmato anche Wilson Chandler. Talento notevole, injury prone e testa matta se ce n’è una. Ed infatti è già stato sospeso per 25 partite causa violazione sulle norme antidroga. Appunto. Così diventerà importante l’apporto di Garrett Temple, mille squadre passate, solido difensore, un uomo che serve sempre nelle squadre. Lance Thomas è passato alla sponda bianconera di New York. Esperienza, buoni doti offensive da specialista, anche lui firmato per il problema Chandler. Dal draft con la #31 è stato scelto Nicolas Claxton, simile ad Allen, magari con mano più educata, e che potrebbe trovare spazio e minuti, visto il numero di lunghi presenti nel roster.

DUE PAROLE SU: Le spendiamo sul terzo free agent arrivato a Brooklyn, DeAndre Jordan. Esperienza di Dallas chiusasi male causa trade, sono anni che sta sempre dando lo stesso tipo di apporto, molto positivo, sotto i tabelloni, ed in fase intimidatoria. E da due stagioni a questa parte ha imparato a tirare i liberi. Qui sarà uno dei grandi vecchi, trascinatore ed anche leader emotivo. Vediamo come se la caverà in questo nuovo contesto.

(Considerando Durant nel roster ma out)

PCT. PLAYOFFS: 75%- Qui si deve andare oltre alla sicura qualificazione, ma si deve lottare anche per avere almeno il vantaggio del fattore campo al primo turno. Squadra interessante, da seguire con attenzione.

Arrivederci a domani con i Los Angeles Clippers

Doc. Abbati

Doc. Abbati

Il diversamente giovane del gruppo, appassionato di motociclismo e, soprattutto, dello sport made in USA , fan dei Lakers, dei Raiders e dei Mets rigorosamente in quest’ordine, seguo il basket NBA fin dagli anni 70 Nickname: Doc.Abbati