Evolution Ranking (Novembre 2019)

Anno nuovo, rubrica nuova, qualcuno lo aveva anche richiesto, ecco il mio personalissimo power ranking delle due Conference.

Scritto da Marco Abbati  | 

Anno nuovo, rubrica nuova, qualcuno lo aveva anche richiesto, ecco il mio personalissimo power ranking delle due Conference.

Seguendo l’onda della rubrica con cui ho presentato le 30 franchigie NBA, Hard Drive Team, abbiamo deciso di lanciare una nuova rubrica, il mio personalissimo Power Ranking. E non uso l’aggettivo qualificativo superlativo assoluto “personalissimo” a caso. Perchè il ranking che stilerò mensilmente in cui citerò otto squadre per Conference, sarà basato 50% su quanto succede nella NBA, e 50% sulle mie personalissime visioni di questa lega. Così giusto per far nascere qualche discussione che non guasta mai. Finito il lungo e noiosissimo preambolo, iniziamo con le classifiche.

EASTERN CONFERENCE

1) Toronto Raptors (15-4): Secondi ad est, primi per come hanno iniziato questa Regular Season. Qualcuno gli avvisi che i bene informati e gli addetti ai lavori non credono in loro perché senza Kawhi non si va da nessuna parte. E comunque siamo tutti seduti vicino a Drake.

2) Miami Heat (14-5): Mi immagino il vecchio Pat con un sorriso simil paresi a 64 denti che gongola dopo che in tanti avevano criticato le sue scelte. Butler versione timorato di Dio, Kendrick Nunn che non ha capito di essere undrafted, Tyler Herro che ha mantenuto le promesse, insomma a Miami il sole è tornato caldo.

3) Milwaukee Bucks (18-3): The Band Of Brothers, viste le due coppie di fratelli, sta mantenendo il pronostico in maniera anche noiosa. Con il fratello piccolo Antetokounmpo che sembra davvero più in missione della scorsa stagione, il che è un serio problema per tutti. L’unico neo la barba invedibile di coach Budenholzer.

4) Indiana Pacers (13-7): Si, 13-7 giocando senza Oladipo, con Brogdon che ha saltato tre partite, Turner otto e Lamb nove, e con Warren che le ha giocate tutte, ed anche bene, risultando in pratica l’uomo in più di questo roster. Poi io quando leggo SABONIS non posso non appassionarmi della squadra in cui gioca, lo so sono vecchio.

5) Boston Celtics (14-5): Liberatisi dell’equivoco Irving, senza una stella di primissima grandezza, avvisate Tatum di questa idea, i Celtics giocano da Old Style Celtics, rivalutano Stevens come coach, però chi lo criticava forse dovrebbe occuparsi d’altro, ma forse sia ben chiaro, e avanzano un candidatura per quando farà più caldo in questa Conference e si Kemba is better than Kyrie in questo sistema.

6) Brooklyn Nets (10-10): Squadra osservata speciale da tutti causa free agency, anche in assenza KD molti si aspettavano facesse meglio. Invece io credo che dovendo inserire un personaggio non facile da gestire e che qui veste la casacca #11, ed avendo a che fare con molti infortuni i ragazzi di coach Atkinson, uno che sa allenare, stanno facendo bene. Aspettiamoli più avanti nel tempo.

7) Philadelphia Sixers (15-6): La classifica li premia e tanto, malgrado gli alti e bassi, troppi per una squadra con così tanti giocatori di elevato livello. Restando in fervida attesa del tiro da tre punti di Simmons, che cambierebbe totalmente l’orizzonte.

8) Washington Wizards (6-12): Si, lo so in tantissimi non condivideranno, ma giocano in attacco tirando tutto quello che gli passa per le mani, e non solo Beal oltretutto, facendo vedere anche un basket offensivo decente. Poi ci sarebbe anche la difesa. Appunto. Continuate così per favore.

Delusione
Ex aequo Chicago Bulls ed Atlanta Hawks, potevano e dovevano fare di più e non credo che riuscirtanno a fare meglio.

WESTERN CONFERENCE

1) Los Angeles Lakers (18-3): Si lo so, il calendario favorevole, gli astri allineati, siamo tutti tifosi di LeBron etc., etc., etc. Poi io sono un fan dei Lakers davvero, e vederli li in alto fa scendere una lacrimuccia dopo tanto tempo.

2) Dallas Mavericks (13-6): Io lo avevo detto, ed anche scritto su queste pagine. Doncic è un fenomeno e chi non ci crede ha dei seri problemi, cestistici sia ben chiaro. E oltretutto questi Mavs non sono solo LukaMagic, dando tanti meriti a coach Carlisle

3) Denver Nuggets (13-4): Non hanno intenzione di fermarsi allo scorso anno, malgrado uno Jokic cresciuto solo nel peso, e non specifico, quest’anno. Ma se riescono a stare li giocando al 60%, tra due/tre mesi faranno?

4) Los Angeles Clippers (15-6): The Load Management Team sta già giocando con la testa ad AprileMaggioGiugno, quasi già pronti per la parata. Il resto sono chiacchiere da bar sport. E comunque giocare un quarto periodo contro il trio Leonard-George-Williams deve far paura davvero.

5) Utah Jazz (12-9): Ci si aspettava di più da questi Jazz versione Conley, ma i detrattori di Rubio dovrebbero inginocchiarsi sui ceci. E comunque anche in assenza equilibrio tattico sono sempre lì, e nella Western è un bel vedere.

6) Phoenix Suns (9-10): Abbiamo parlato dei detrattori di Rubio, a cui suggerirei di leggere il record dei Suns senza di lui. Quanto è migliorato Booker con lo spagnolo di fianco, specie alla voce scelte. Per ora davvero sorprendenti.

7) Houston Rockets (13-6): Non mi stanno entusiasmando, la convivenza Harden-Westbrook è chiaramente complicata, specie nella fase difensiva della questione cestistica. Situazione non facile, malgrado le cifre del barba, offensivamente irreale, che potrebbe essere risolta da un Gordon a caso, quando tornerà.

8) Oklahoma City Thunder (8-11): Dovrebbero Thunkare (l’errore è voluto), dovrebbero non essere una squadra, e, alcuni, pensare alle future destinazioni. Ed invece stanno giocando insieme, ed a tratti anche bene, dimostrando di crederci, almeno per ora. Gallo su tutti, e per lui è decisamente una bella cosa.

Delusione
Mi aspettavo decisamente qualcosa di più dai Portland Trail Blazers, che hanno iniziato a marce bassissime, rialzando livemente la testa con l’arrivo di Carmeluzzo Anthony, in cui credo poco. Ma anche qui stiamo parlando dei primi due mesi.


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