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EuroNews: le semifinali!

Semifinali-Eurobasket

Nei quarti di finale giocati ieri e l’altro ieri, pronostici rispettati per tre quarti, dove Spagna, Francia e Russia vincono con qualche patema le rispettive sfide, mentre la sorpresa Macedonia continua a sognare eliminando i padroni di casa della Lituania in un finale emozionante. (continua…)

Torna il “Team Melo”, Odom e l’Europa

Paul Torna il Team Melo, Odom e lEuropaL’ex centro dei Celtics torna sulla trade di febbraio che ha girato la stagione dei verdi, Odom sta pensando di chiudere in Europa, Adelman ormai vicino alla chiusura con i T-Wolves, Sabatini non molla Ginobili e infine torna il “Team Melo”!

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Magic: “Dream Team meglio del Redeem!”

DT RT Magic: Dream Team meglio del Redeem!L’agonia del lock-out sembra non volersi pacare rendendo quest’estate sempre più noiosa e priva di notizie se non Mike Beasley che picchia un tifoso o delle varie offerte per i top-players; restando nell’ambito della pallacanestro ma cambiando scenario, tra un anno a Londra prenderanno il via le Olimpiadi e gli USA, dopo l’oro a Pechino e la vittoria al Mondiale, vogliono continuare ad espandere il loro dominio o, come si dice in inglese, la loro “legacy”.
In Turchia la compagine a stelle e strisce portò una squadra giovanissima, senza esperienza (tolti Odom e Billups, ndr) e si aggiudicò la manifestazione battendo in finale proprio i padroni di casa, a Londra però l’USAB è pronta a ri-schierare il “Redeem Team“, quello con Kobe Bryant & LeBron James che a Pechino massacrò chiunque malgrado qualche brivido con la Spagna in finale, proprio in merito a quel team si è espresso Magic Johnson il quale non ha dubbi: “Il Dream Team del 1992 non ha paragoni. Kobe & CO. hanno vinto le Olimpiadi con un margine di 22 punti di media…noi avevamo una media di 44 punti! Quindi dite pure a quei giovincelli che la strada per eguagliarci è ancora lunga, li aspettiamo (ridendo, ndr)”.
Bè, quella compagine è addirittura entrata pure nella Hall Of Fame per il gioco/spettacolo che offriva, si sono svolti molti dibattiti sulla vittoria dell’oro olimpico de ’92: c’è chi dice che il livello della pallacanestro americano in quel momento era inarrivabile per chiunque e che giocatori così forti non torneranno mai più, o che il livello europeo era troppo basso ecc ecc…
Magic, Jordan e Bird, malgrado il talento immenso di Bryant, James e Wade, non sono raggiungibili specialmente a livello di collettivo; il Dream Team non ha mai minimamente lottare per una vittoria (i 44 punti di media a vittoria penso la dicano tutta) per il gioco di squadra magistralmente orchestrato ed interpretato dai giocatori di coach Chuck Daly, mentre il Redeem Team ha dovuto affidarsi alle doti individuali delle sue tre stelle contro la Spagna per acciuffare l’oro: la difesa di James su Gasol, la tripla dall’angolo di Wade e il decisivo 3+1 del “Black Mamba“, tutte giocate individuali create dal puro talento del singolo.
Se nel 92 le speranze del vecchio continente provenivano solo ed unicamente  dalla Croazia di Petrovic, argento, perdendo di 32 punti (117-85), nel 2008 gli USA dovevano guardarsi le spalle dall’Argentina di Manu Ginobili e dalla Spagna campione del mondo in carica, entrambe squadre con giocatori NBA al loro interno.

Personalmente penso che questi due team non possano essere paragonati; stiamo parlando di due ere (cestisticamente parlando) troppo diverse per stili, mentalità e gioco, il “Dream Team” rimarrà per sempre la massima espressione della pallacanestro, ma non per questo bisogna snobbare il “Redeem Team” che ha riportato di gran carriera il nome degli Stati Uniti sul tetto del mondo.
Questa è una mia considerazione e quindi chiedo voi cosa ne pensate nel sondaggio sottostante, inoltre se volete potete commentare sulla fan-page di Facebook esprimendo liberamente le vostre opinioni!

Dream Team o Redeem Team?

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Parker getta la spugna!

TP9 Parker getta la spugna!Tornato anche lui nella madre patria, Tony Parker (29 anni) non ha perso tempo andando subito a vedere la partita dei Playoffs della Ligue A tra Villeurbanne e Chalon, nell’occasione il PG dei San Antonio Spurs si è lasciato andare a delle dichiarazioni poco felici sul futuro della compagine al quotidiano nazionale Equipe: “Come dissi l’estate scorsa, questo sarebbe stato l’ultimo anno in cui potevamo davvero essere competitivi e lottare per il titolo” poi sui compagni: “Manu e Tim hanno sempre un anno in più e quindi è ancor più complicato gestirli e si rischia di averli stanchi a fine stagione” ed infine: “Restiamo sempre un’ottima squadra ma non penso che potremo più competere per l’anello”.
Parole dure ma anche veritiere, Greg Popovich dopo il K.O al 1° turno dei Playoffs per mano dei Memphis Grizzlies (4-2) dichiarò che gli Spurs non avrebbero stravolto la squadra e non ci sarebbero stati grossi movimenti;Duncan (35 anni) ha disputato una grande stagione che per molti è stata paragonata al famoso “Canto del Cigno”, Ginobili (33 anni) è stato super ma l’infortunio a Phoenix nell’ultima giornata di Regular-season lo ha fortemente condizionato nella serie contro Memphis; Blair, Neal e specialmente Jefferson non si sono fatti vedere nella post-season.
Parker ha chiuso un distinto anno con 17.5 punti (19.5 nei Playoffs), 6.6 assist (5.2 nei Playoffs) condito dai soliti infortuni alle caviglie e dal divorzio con Eva Longoria, anche per lui vale lo stesso discorso fatto ieri per Pau Gasol in merito al futuro: se il lock-out verrà applicato, la Francia potrebbe ri-abbracciare il PG.

PLAYOFFS 2011: FINALI DI CONFERENCE

Mavericks-Lakers 122-86

Terry Mavericks Lakers 122 86I Mavericks eliminano con un pesante 4-0 i Los Angeles Lakers, strappando il primo biglietto per le finali di conference. Terry (32 punti) padrone del match, per i giallo-viola vani i 17 di Bryant. (continua…)

Houston beffa San Antonio, Lakers 9 W!

scola Houston beffa San Antonio, Lakers 9 W!Gli Indiana Pacers del duo Granger-Hibbert (17+11 punti) hanno la meglio in una gara sul filo di lana dei Milwaukee Bucks, ai quali non bastano i 20 di Brandon Jennings (89-88 il finale). I Bucks dopo aver chiuso il terzo quarto sul -9 si sono riportati a contatto con gli avversari non riuscendo mai a superarli per un niente; negli ultimi secondi hanno anche avuto la possibilità di poter vincere con il tiro finale sullo scadere, ma Gooden da tre punti ha fallito la conclusione.

Il solito Dwight Howard (26 punti+14 rimbalzi) si sbarazza agelvomente dei Charlotte Bobcats i quali non sono mai riusciti a contenerlo. I Magic hanno tenuto a distanza rassicurante i Bobcats fin da subito, controllando il match senza problemi.

Vincono largamente i Philadelphia 76ers contro i New Jersey Nets grazie alle prestazioni di Elton Brand e Thaddeus Young (22+21 punti), consolidando la sesta piazza ad est.

Nella capitale una super prestazione di Andray Blatche (36 punti+19 rimbalzi, tra cui 16 offensivi), serve per vincere contro i Cleveland Cavs in una gara tra franchigie che ormai giocano per inerzia. Nell’economia della gara hanno pesato parecchio i 27 rimbalzi offensivi concessi dalla difesa Cavs agli Wizards.

La marcia dei Chicago e di Derrick Rose (27 punti) prosegue con qualche sospiro di troppo, a Detroit, dove i Pistons sono andati vicini a rimontare 13 punti di distacco, fermandosi proprio sul più bello: protagonista della rimonta non completata, un generoso Rip Hamilton (30 punti). Adesso i Bulls hanno 3 gare di vantaggio sui Miami Heat.

Dopo la bella vittoria della scorsa notte, cadono inaspettatamente i Boston Celtics sul campo degli Atlanta Hawks. A chiudere il match a 7 secondi dalla fine sul +3 Hawks, ci ha pensato un tap-in di Al Horford (16 punti). Ai Celtics non bastano i 25 punti di Paul Pierce, che con questa sconfitta scendono alla terza posizione ad una gara di distanza dagli Heat.

I “Three Kings” di Miami (miglior marcatore Wade con 32 punti) si sbarazzano dei Minnesota Timberwolves dopo un tempo, i quali non hanno potuto veramente nulla dopo l’intervallo lungo contro lo strapotere fisico degli Heat.

Nello spareggio per la settima posizione ad Ovest, i Memphis Grizzlies vincono a New Orleans, in una gara dove sono stati sempre avanti, grazie soprattutto alla doppia-doppia di Zac Randolph (28+10). Ora le due compagini si trovano parimerito in classifica (record 43-33).

Arriva la quinta sconfitta dopo un over-time per i San Antonio Spurs nel derby texano a Houston, e ora temono sul serio di perdere il primo posto nella lega (vista la vittoria dei Lakers in serata). A 1’ dalla fine dei tempi regolamentari Tony Parker (31 punti) con un layup dal +3 ai suoi (104-107), Lee accorcia le distanze con un altro lay-up, dall’altra parte viene spedito in lunetta Duncan il quale fa 1/2 ai liberi concedendo anche la possibilità di vittoria ai Rockets, però Lowry sulla sirena manda tutti all’over-time con un jumper dalla media. A decidere nel tempo supplementare il match è Kevin Martin (31 punti) che segna 9 punti sugli 11 totali realizzati da Houston; Duncan a 2’ dalla fine regala il +2 alla sua franchigia, ma Martin risponde con una tripla, poi allunga e chiude dalla lunetta. Gli Spurs nel supplementare hanno pagato la poca lucidità di Ginobili (23 punti) il quale ha perso un paio di palloni fatali.

Senza Steve Nash i Phonix Suns vincono agevolmente contro i Los Angeles Clippers del solito Blake Griffin (20 punti+13 rimbalzi). La gara è stata decisa nel secondo quarto dove i Suns l’hanno chiuso avanti di 13 lunghezze, i Clippers non sono più riusciti a recuperare il distacco. Top scores per la franchigia dell’Arizona è Grant Hill con 19 punti.

Bella, ma soprattutto importante (in chiave playoff) vittoria dei Portland Trail Blazers sugli Oklahoma City Thunders, ora hanno una gara di vantaggio rispetto a New Orleans e Memphis. Dopo un primo parziale chiuso sul – 10 (20-30), i Blazers recuperano e affondano il colpo nel terzo quarto (chiuso 25-11), e i Thunder, ai quali non bastano i 25 punti di Kevin Durant non riusciranno più a riprendere il match. Per Portland grande prestazione di LaMarcus Aldridge che  chiude la serata a quota 32.

Corsari a Sacramento i Denver Nuggets del nostro Danilo Gallinari, dove gli basta il terzo quarto (16-31 il parziale del quarto) per aver ragione dei Kings che non hanno più nulla da dire a questo campionato. Il Miglior marcatore dei Nuggets è Raymond Felton uscito dalla panchina con 17 punti.

Non si fermano più i Los Angeles Lakers neanche Salt Lake City , dove basta il terzo quarto (chiuso 16-29) a regolare la pratica Utah Jazz. Miglior marcatore di serata manco a dirsi è Kobe Bryant con 21 punti. Ai Jazz non sono bastati i 24 di C.J. Miles. Per i Lakers arriva la nona vittoria consecutiva ed ora il traguardo del primo posto non è più utopia, con gli Spurs così in crisi e ad una gara di distanza, Phil Jackson può tranquillamente pensare di avere il fattore campo a favore per tutte le serie ai playoff. (continua…)

New York sogna M.Gasol, Paul ci prova

Paul Gasol New York sogna M.Gasol, Paul ci provaI Knicks sognano e preparano due colpi nel prossimo mercato intanto alla prossima avranno Stoudemire, CP3 prova a giocare stanotte, da L.A si inizia a stendere la lista del dopo Phil Jackson, Yao viole restare a Houston mentre in NCAA per Jimmy Fredette ha riscritto il suo creer-high con 52 punti!

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Miami risorge, Kobe KO. OK Mavs

wade Miami risorge, Kobe KO. OK MavsI Miami Heat dei “Three Kings”escono dalla crisi, dopo quattro sconfitte consecutive, battendo i Los Angeles Lakers, grazie ad un prova convincente contro non il più facile degli avversari. La gara fin da subito presenta molto equilibrio, da segnalare i primi 10 punti dei ragazzi di Phil Jackson vengono segnati da un Kobe Bryant piuttosto rovente. Gli Heat tengono botta al #24  gialloviola con il tiro da 3 punti di Mario Chalmers e Mike Miller (4/7 da tre per Miami dopo i primi 12’, e il parziale dice 29-26). L’andamento della partita è abbastanza coerente per tutti i 48’, dove i Lakers, un po’ dormiglioni sotto il proprio tabellone concedono molte seconde Chance a Miami, Chris Bosh (24 punti punti per lui a fine gara) e compagni non perdonano quasi mai. A metà terzo quarto i Lakers vanno sul +6 (62-68), grazie soprattutto ad Andrew Bynum (13 punti+12 rimbalzi a fine gara) ed un tripla di Fisher, ma a ricucire lo strappo ci pensano come al solito Dwyane Wade e Lebron James (20 e 19 punti rispettivi); questo è stato il maggior scarto della gara. A 3’ dalla fine con Miami avanti di 3 lunghezze si risveglia Kobe Bryant, silenzioso nel secondo e terzo periodo, e con una tripla da 8 metri rimette le cose in parità. Ma dopo un errore di Bosh, proprio Bryant con un attacco un po’ confuso quasi allo scadere dei 24”, si fa scippare la palla da Lebron e in contropiede va a inchiodare il +2. Ribaltamento di fronte e ancora il 24 gialloviola prova a salvare la patria dalla lunga distanza ma sbaglia, sul rimbalzo c’è Ron Artest che in libertà assoluta fallisce clamorosamente il lay-up della parità. Wade porta i suoi sul +4 bruciando i lunghi losangelini in penetrazione, Bryant dall’altra parte su un altro attacco con poco ritmo, si fa scappare la palla fuori mentre sta andando al tiro, e a 30 secondi dalla fine sembra finita. Ma Wade con una fesseria totale si trascina a sua volta la palla fuori dal campo, concedendo l’ultima possibilità agli avversari. Kobe però stasera non si trasforma nel “Mamba” che è di solito, e il tiro da tre della disperazione va sul primo ferro, Lebron infine congela la gara dalla lunetta. Per i Lakers non arriva la nona vittoria consecutiva, ci saranno molti rimpianti, perché a parte gli errori al tiro nel finale di Bryant (24 punti) e Artest, ci sono stati parecchi attacchi fuori dagli schemi che non hanno giovato ma soprattutto ha pesato la poca attenzione a rimbalzo, soprattutto di Pau Gasol (20 punti comunque per lui) dove gli Heat hanno conquistato 18 carambole sotto il tabellone gialloviola. I Big Three (63 punti totali) hanno il merito sicuramente di aver tirato fuori il carattere in una partita di questo calibro, e le due vittorie contro i Lakers sono le uniche due vittorie contro le franchigie di primo livello nella lega.

Vincono i Dallas Mavericks dopo la sconfitta a fil di sirena nella scorsa notte , in un modo abbastanza netto sui New York Knicks, grazie alle prestazioni di Marion e Nowitzky (22 e 23 punti rispettivamente). Gara mai in discussione fin dal primo periodo, dove la franchigia del Texas ha chiuso la prima frazione sul +10 (31-21 al 12’). Anthony (18 punti) e compagni non sono riusciti a risalire la china, anzi sono sprofondati sempre di più chiudendo la gara sul -18 (127-109), nonostante la buona prova di Amar’e Stoudemire (36 punti).

In chiusura di nottata arriva la vittoria fuori casa dei Denver Nuggets (senza ancora Danilo Gallinari), sul campo dei Phonix Suns, grazie ad una buona prestazione al tiro di Nene (22 punti con 9/12 al tiro). La storia della partita è abbastanza analoga a quella di Dallas con i Nuggets sempre avanti e in controllo, a fine secondo periodo il vantaggio di 10 punti ha messo definitivamente fine alla gara. Ai Suns non basta la doppia doppia di Marcin Gortat (14 punti e 18 rimbalzi). (continua…)

Il meglio (?) col minimo!

tmac

Lo scorso Natale avevamo lanciato un’iniziativa che vi chiedeva come avreste creato una squadra NBA da capo con salary-cap infinito e tre giocatori, più un allenatore, con i quali iniziare; oggi vi mostriamo qual’è la miglior squadra creata col minimo salariale (fonte SI.com)! Giovani leve come Landry Fields, Dorell Wright e Marcus Thornton, sesti uomini d’eccellenza come “Big Baby” davis e Gary Neal e vecchie volpi come Grant Hill, Shaq e T-Mac, l’ingaggio più alto è di soli $8.3 milioni! Qui sotto troverete il roster completo (15 giocatori) con i rispettivi ingaggi e le statistiche dei singoli.
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Pronostici: Western Conference

pronostci west Pronostici: Western ConferenceTutti ad Ovest, tutti a casa dei campioni dei Los Angeles Lakers; Kobe & Co. sono ancora i favoriti ma occhio ai giovani Thunder di Kevin Durant. San Antonio sempre pericolosa col suo trio, Dallas cerca il riscatto mentre Nash e Roy potrebbero riservare delle sorprese.

(continua…)