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Un’occhiata ai Pan-Americas!

Ginobili Horford Unocchiata ai Pan Americas!Non ci sono solo gli Europei come manifestazione Continentale infatti, a Mar de Plata in Argentina, stanno andando di scena i Giochi Pan-Americani; Team USA non partecipa anche perché è campione Olimpico in carica, quindi occhi puntati sull’Argentina di Manu Ginobili, il Brasile, il Porto Rico e la Repubblica Domenicana di Al Horford.
Siamo già nella seconda fase del torneo ovvero nel “Gruppo X” dove giocano giocano le prime 4 qualificate dei due gironi (Partecipano 10 squadre in totale) e le quattro favorite ad incontrarsi alle “Final 4” non perdono colpo:
- L’azul-celeste nella notte ha superato agevolmente il Venezuela per 111-93 con 26 punti di Ginobili e 20 di Pablo Progioni.
- Per il Brasile successo per 90-65 sul Panama grazie ai 17 punti dell’ex Benetton Treviso Guilherme Giovannoni.
- Vittoria sofferta invece per il Porto Rico di Carlos Arroyo (26 punti) e J.J Barea (11 punti e 6 assist) contro il Canada, 79-74.
- Infine Al Horford domina l’Uruguay (84-76) chiudendo a referto con: 23 punti, 14 rimbalzi e 5 assist.

La classifica generale (che tiene conto anche i risultati/punti ottenuti nella prima fase) vede l’Argentina al comando da sola a punteggio pieno (10 punti, 5-0), seguita dal Brasile, Port Rico e Rep. Domenicana tutte con 9 punti e record di 4-1.

A Livelli individuale il top-scorer della manifestazione è il centro degli Atlanta Hawks Al Horford con una media di 19.5 punti, nei rimbalzi è Jack Martinez (DOM) con 12.8 mentre negli assist abbiamo il PG dei Memphis Grizzlies Greivis Vasquez (VEN) con 6.1 di media.

Stanotte inizieranno gli scontri diretti tra Argentina-Brasile e Porto Rico- Rep. Domenicana, l’8 settembre si chiuderà la seconda fase e il 10 andranno di scena le semifinali.

LOCK-OUT: MERCOLEDI’ 14/9 GIORNO X PER IL LOCK-OUT

FOCUS: EURONEWS: PRIMA SETTIMANA

Magic: “Dream Team meglio del Redeem!”

DT RT Magic: Dream Team meglio del Redeem!L’agonia del lock-out sembra non volersi pacare rendendo quest’estate sempre più noiosa e priva di notizie se non Mike Beasley che picchia un tifoso o delle varie offerte per i top-players; restando nell’ambito della pallacanestro ma cambiando scenario, tra un anno a Londra prenderanno il via le Olimpiadi e gli USA, dopo l’oro a Pechino e la vittoria al Mondiale, vogliono continuare ad espandere il loro dominio o, come si dice in inglese, la loro “legacy”.
In Turchia la compagine a stelle e strisce portò una squadra giovanissima, senza esperienza (tolti Odom e Billups, ndr) e si aggiudicò la manifestazione battendo in finale proprio i padroni di casa, a Londra però l’USAB è pronta a ri-schierare il “Redeem Team“, quello con Kobe Bryant & LeBron James che a Pechino massacrò chiunque malgrado qualche brivido con la Spagna in finale, proprio in merito a quel team si è espresso Magic Johnson il quale non ha dubbi: “Il Dream Team del 1992 non ha paragoni. Kobe & CO. hanno vinto le Olimpiadi con un margine di 22 punti di media…noi avevamo una media di 44 punti! Quindi dite pure a quei giovincelli che la strada per eguagliarci è ancora lunga, li aspettiamo (ridendo, ndr)”.
Bè, quella compagine è addirittura entrata pure nella Hall Of Fame per il gioco/spettacolo che offriva, si sono svolti molti dibattiti sulla vittoria dell’oro olimpico de ’92: c’è chi dice che il livello della pallacanestro americano in quel momento era inarrivabile per chiunque e che giocatori così forti non torneranno mai più, o che il livello europeo era troppo basso ecc ecc…
Magic, Jordan e Bird, malgrado il talento immenso di Bryant, James e Wade, non sono raggiungibili specialmente a livello di collettivo; il Dream Team non ha mai minimamente lottare per una vittoria (i 44 punti di media a vittoria penso la dicano tutta) per il gioco di squadra magistralmente orchestrato ed interpretato dai giocatori di coach Chuck Daly, mentre il Redeem Team ha dovuto affidarsi alle doti individuali delle sue tre stelle contro la Spagna per acciuffare l’oro: la difesa di James su Gasol, la tripla dall’angolo di Wade e il decisivo 3+1 del “Black Mamba“, tutte giocate individuali create dal puro talento del singolo.
Se nel 92 le speranze del vecchio continente provenivano solo ed unicamente  dalla Croazia di Petrovic, argento, perdendo di 32 punti (117-85), nel 2008 gli USA dovevano guardarsi le spalle dall’Argentina di Manu Ginobili e dalla Spagna campione del mondo in carica, entrambe squadre con giocatori NBA al loro interno.

Personalmente penso che questi due team non possano essere paragonati; stiamo parlando di due ere (cestisticamente parlando) troppo diverse per stili, mentalità e gioco, il “Dream Team” rimarrà per sempre la massima espressione della pallacanestro, ma non per questo bisogna snobbare il “Redeem Team” che ha riportato di gran carriera il nome degli Stati Uniti sul tetto del mondo.
Questa è una mia considerazione e quindi chiedo voi cosa ne pensate nel sondaggio sottostante, inoltre se volete potete commentare sulla fan-page di Facebook esprimendo liberamente le vostre opinioni!

Dream Team o Redeem Team?

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Ginobili, 2 anni sicuri poi?

Ginobili Ginobili, 2 anni sicuri poi?Mentre il mercato europeo impazza per cercare di portare o riportare i giocatori NBA nel vecchio continente, Manu Ginobili (30 anni) si gode le vacanze a casa sua in Argentina e, già che c’era, si è concesso un’intervista al quotidiano “El Tribuno” dove ha voluto chiarire il suo futuro: “Giocherò sicuramente altri 2 anni poi, quando diverrò free-agent, valuterò le offerte che riceverò” proseguendo: “Valuterò soprattutto se continuare a giocare o smettere” il giornalista però mette il dito nelle piaga e chiede all’ex Virtus Bologna se, nei prossimi 2/3 anni, Manu potrà offrire una pallacanestro di alto livello: “Ma, le possibilità non sono basse visto che l’età non la puoi ingannare e di conseguenza gli infortuni potrebbero aumentare, spero di poter dare il mio contributo, non voglio illudere i tifosi”.
Inevitabile la domanda sulle sorti dell’NBA con “El Diablo” che si è limitato a dire le solite parole: “Ci rimarrei molto male se dovessi perdere 2 mesi di competizione, pensate se si dovesse cancellare la stagione…La situazione attuale non è delle migliori, speriamo che trovino un accorso perché se non fosse così, perderemmo tutti”.
Manu è reduce da un’ottima stagione regolare, l’infortunio all’ultima giornata a Phoenix al gomito destro ha fortemente condizionato l’argentino nei Playoffs malgrado i 20.6 punti di media, gli Spurs sono usciti al 1° turno (4-2) contro i Memphis Grizzlies, Ginobili è sotto contratto con gli speroni fino a giugno 2013.

Barea mina vagante, Oden resta a Portland

Barea Barea mina vagante, Oden resta a PortlandNella Grande Mela si pensa a due nomi per alzare il livello della squadra, Jennings non lascerà Milwaukee, i Blazers estendono Oden, Ginobili crede ancora nel titolo con San Antonio mentre gli owner lanciano la loro proposta post-lock-out.

(continua…)

Parker getta la spugna!

TP9 Parker getta la spugna!Tornato anche lui nella madre patria, Tony Parker (29 anni) non ha perso tempo andando subito a vedere la partita dei Playoffs della Ligue A tra Villeurbanne e Chalon, nell’occasione il PG dei San Antonio Spurs si è lasciato andare a delle dichiarazioni poco felici sul futuro della compagine al quotidiano nazionale Equipe: “Come dissi l’estate scorsa, questo sarebbe stato l’ultimo anno in cui potevamo davvero essere competitivi e lottare per il titolo” poi sui compagni: “Manu e Tim hanno sempre un anno in più e quindi è ancor più complicato gestirli e si rischia di averli stanchi a fine stagione” ed infine: “Restiamo sempre un’ottima squadra ma non penso che potremo più competere per l’anello”.
Parole dure ma anche veritiere, Greg Popovich dopo il K.O al 1° turno dei Playoffs per mano dei Memphis Grizzlies (4-2) dichiarò che gli Spurs non avrebbero stravolto la squadra e non ci sarebbero stati grossi movimenti;Duncan (35 anni) ha disputato una grande stagione che per molti è stata paragonata al famoso “Canto del Cigno”, Ginobili (33 anni) è stato super ma l’infortunio a Phoenix nell’ultima giornata di Regular-season lo ha fortemente condizionato nella serie contro Memphis; Blair, Neal e specialmente Jefferson non si sono fatti vedere nella post-season.
Parker ha chiuso un distinto anno con 17.5 punti (19.5 nei Playoffs), 6.6 assist (5.2 nei Playoffs) condito dai soliti infortuni alle caviglie e dal divorzio con Eva Longoria, anche per lui vale lo stesso discorso fatto ieri per Pau Gasol in merito al futuro: se il lock-out verrà applicato, la Francia potrebbe ri-abbracciare il PG.

PLAYOFFS 2011: FINALI DI CONFERENCE

Randolph superbo, upset Grizzlies!!!

randolph Randolph superbo, upset Grizzlies!!!L’upset dell’anno porta le firma dei Memphis Grizzlies ma soprattutto di Zach Randolph (31+11 rimbalzi); a 4’40″ dalla fine McDyess dava il +1 (79-80) agli Spurs poi si scatena Zaccaria segnando 10 punti (ne ha segnati 16 nel solo 4° periodo e 13 degli ultimi 20 realizzati dalla squadra) nel break di 12-3 che ha dato il +9 (91-82) a 1’11″, spegnendo le ultime speranze degli Spurs che lasciano i Playoffs contro qualunque pronostico!
I Grizzlies sono stati costanti al tiro per tutti i primi 3 quarti tirando col 50% e alzando al 56% nell’ultimo quarto malgrado l’1/9 da 3. Per gli Spurs tragica la panchina: George Hill e Gary Neal hanno confezionato un bruttissimo 6/22 per un totale di 14 punti ma, soprattutto, la pessima prestazione sia stanotte che nella serie di Richard Jefferson (0 punti in 10′). Duncan non ha brillato (5/13 dal campo), Ginobili ha chiuso con 16 punti ma è stato marcato eccellentemente da quel Tony Allen che non ha mai avuto il rispetto che si meriterebbe, solo Tony Parker ha dato il suo contributo (23 punti) ma le sue 2 perse consecutive hanno dato il la al redento Randolph nel break finale. (continua…)

Neal salva gli Spurs, KD e Miami avanzano

Neal Neal salva gli Spurs, KD e Miami avanzanoI Miami Heat non sprecano il secondo match-point e battono i Sixers grazie alla panchina; Philadelphia sta in partita, rimonta da -10 (81-71) nell’ultimo quarto e, a 36″ dal termine, è sotto di 1 (92-91). Il momento chiave arriva dopo il 2/2 di Anthony dalla lunetta, Iguodala (22+10 rimbalzi) sbaglia il jumper del possibile -1, fallo di Brand su Wade (26+11 rimbalzi) al quale basterà un solo libero per passare il turno. I “Three Kings” hanno chiuso tutti in doppia-doppia ma a spiccare sono i 20 punti con 6/12 da 3 di Mario Chalmers, proprio il tiro pesante ha affossato gli ospiti: 2/10, 20% contro il 12/30 (40%) di Miami.

Stesso destino anche per i Thunder di uno straordinario Kevin Durant da 41 punti (14/27 dal campo) che ha trascinato i suoi in una vittoria molto dura e tirata fino alla fine; a 46″ dalla sirena finale Felton da il +1 a Denver (96-97) con i liberi, replica KD per il contro-sorpasso e poi la giocata della partita, Nene va per il layup ma arriva Serge Ibaka che lo stoppa (9 stoppate per lui), dopo il time-out Thunder Durant segnerà il jumper del +3 (100-97) con per 12″ da giocare. Come in Gara3 è J.R Smith che si prende l’ultimo tiro ma verrà stoppato dal #35. Il fattore della notte e di tutta la serie è stata la difesa del pitturato di Oklahoma City, stanotte 14 stoppate e 51 rimbalzi (16 offensivi).

A San Antonio è servito un supplementare agli Spurs per evitare un clamoroso K.O che li avrebbe buttati fuori dai Playoffs; a 1″7 i Grizzlies vanno sul +3 (94-97) con 2 liberi di Randolph (26+11 rimbalzi), sembra fatta ma ecco sulla sirena la tripla di Gary Neal (7 punti) che salva gli Spurs portando tutti al supplementare! Nell’overtime equilibrio fino a 1’33″ quando, sul 103 pari, San Antonio piazza il definitivo break di 7-0. I Grizzlies hanno tirato col 50% (40/80) nei tempi regolamentari poi sono crollati (1/7) nel supplementare, ora il match-point se lo giocheranno tra le mura amiche. (continua…)

D’Antoni contro Rajon, Rose e Bryant ok

Rondo Rose Kobe DAntoni contro Rajon, Rose e Bryant okL’ala dei Grizzlies accusa l’argentino di non aver nessun acciacco fisico, D’Antoni provoca il PG dei Celtics dopo l’eliminazione, Rose si sottoporrà a delle radiografie mentre per Bryant lieve slogatura alla caviglia sinistra. (continua…)

Ginobili pareggia, KD domina, Lakers 1-1

KD Ginobili pareggia, KD domina, Lakers 1 1Nella notte in campo solo la Western Conference e la prima notizia è il ritorno di Manu Ginobili (17 punti) che ha contribuito in maniera sensibile alla vittoria Spurs contro i Grizzlies; partita tirata decisa da un mini-break di 4-0 che ha dato, a 1’30″ dal termine, il +8 San Antonio (89-81). Negli ultimi 14″ gli ospiti sono tornati sotto con la tripla di Young (89-87) ma George Hill (16 punti) è stato glaciale dalla lunetta per il pareggio nella serie. Questa volta la difesa di Popovich ha limitato la bocca da fuoco di coach Hollins, infatti Zach Randolph ha chiuso con 11 punti e 5/14 dal campo, il ritorno di Ginobili è stato determinate tanto da essere elogiato pure da Shane Battier: “Manu è Manu, si è visto che è tornato”.

Altro pareggio arriva da Hollywood dove i Los Angeles Lakers di Andrew Bynum (17+11 rimbalzi) hanno superato gli Hornets, il tutto con un Kobe Bryant da 11 punti (3/10 dal campo) e ancora uno spento Pau Gasol (8 punti, 2/10 dal campo); stavolta la panchina di Phil Jackson ha dato il suo contributo e, dopo aver chiuso il primo quarto sul 23 pari, Lamar Odom (16 punti) ha trascinato i suoi con un break di 14-2 che ha dato il +12 (45-33) a 2’10″ dall’intervallo lungo. Gli Hornets hanno avuto il solito da Chris Paul (20 punti) ma gli exploit di Green, Jack e Gray stavolta non sono arrivati, specialmente del lungo bianco, affossato da Bynum sotto le plance.

Infine niente da fare per Danilo Gallinari (7 punti) e i suoi Nuggets contro gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant (23 punti); ai padroni di casa è bastato un terrificante break di 16-1sul finire di primo periodo, chiuso poi 31-15, per poi amministrare e portarsi avanti 2-0 nella serie; stavolta KD e Westbrook hanno combinato 44 punti ma hanno avuto anche 18 punti da James Harden, in stagione regolare i Nuggets avevano una media di 47 punti segnati nel pitturato contro Oklahoma City, stanotte hanno chiuso con 28 e hanno avuto solo 2 punti da J.R Smith (1/6 dal campo in 6′). (continua…)

Media Vs Anthony: non è una superstar!

Anthony Media Vs Anthony: non è una superstar!Malgrado la super prestazione contro Boston in Gara2 i media attaccano pesantemente Anthony, Ginobili è in dubbio pure per Gara2, Collison potrebbe farcela, per la panchina dei Rockets c’è un nome in pole-position mentre Kobe domina l’ultimo sondaggio.

(continua…)

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